OGM, Mangialardi (Anci) ha incontrato le rappresentanze del mondo agricolo

maurizio mangialardi anci marche 16/10/2013 - Anci Marche intende proporre un suo documento di sostegno alla normativa regionale in materia OGM-free e di input al governo nazionale, sostenendo la raccolta di firme a livello nazionale per una legge di iniziativa popolare ad hoc ormai prossima a partire.

Questo è quanto è emerso dall'incontro di Maurizio Mangialardi, Presidente di Anci Marche con le rappresentanze del mondo agricolo. Le Marche tra l'altro, con l'On. Petrini presiedono l'organismo che associa 57 regioni europee OGM-free.

"Gli argomenti da tenere in considerazione – ha detto il presidente di Anci Marche – poggiano principalmente sul principio di salvaguardia rispetto alla salute umana così come sul rispetto del territorio marchigiano la cui gran parte è vocato ad un'agricoltura di qualità, e su di essa basa una importante fetta della sua economia". "Gli errori fatti con il fotovoltaico a terra – ha aggiunto - che ha profondamente stravolto il paesaggio rurale ed agricolo, non possono essere ripetuti con il biogas e la monocoltura, a discapito dell'alimentazione umana."

L'oggetto del confronto nasce alla luce dell’ordine del giorno del 21 luglio scorso concordato in sede di Conferenza delle Regioni che sancisce “l’assoluta contrarietà a consentire la coltivazione di OGM sul territorio nazionale e la richiesta al Governo di attivare le procedure di emergenza con la sollecita emanazione del conseguente provvedimento di divieto di coltivazione”.

"C'è poca attenzione da parte dei media al tema – insiste Mangialardi – mentre dovrebbe ricevere un interesse pari alle controversie che si sono create intorno al nucleare, in particolare sui processi scientifici che potrebbero sfuggire al controllo dell’uomo. I progressi ottenuti nel campo della biologia molecolare applicata all’agricoltura hanno certamente favorito la comprensione dei meccanismi biologici, ma questo potenziale non può essere utilizzato per trasformare l'ambiente in un gigantesco laboratorio a cielo aperto per fini commerciali mettendo a repentaglio la biodiversità e la produzione agricola nazionale di riconosciuta qualità".

L’introduzione di colture OGM soggette a brevetti comporterebbe un processo di concentrazione del mercato nel settore semi e pesticidi. Le dieci più grandi multinazionali che operano nel settore possiedono una fetta di mercato di oltre il 70%. L'obiettivo di questo oligopolio è quello stabilire i prezzi, indirizzare le politiche e, alla fine, controllare l’intera produzione agricola mondiale. In accordo con i rappresentanti della associazioni presenti all’incontro, si è stabilito di sollecitare il Governo attraverso canali istituzionali, ad accogliere le richieste formulate dalla Conferenza delle Regioni, senza esitazioni, attivando la clausola di salvaguardia che vieterebbe le coltivazioni OGM su tutto il territorio. Tutto ciò al fine di premiare la qualità delle nostre produzioni, e sostenere le tipicità dei prodotti regionali.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-10-2013 alle 20:13 sul giornale del 17 ottobre 2013 - 1585 letture

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La cosa difficile è stabilire cos'è OGM e cosa no: sulla base di cosa può essere fatta questa "cernita", dato che già adesso, e da almeno 40-50 anni stiamo mangiando cibo "OGM", cioè che in questo range di tempo è aumentato di dimensione e produttività senza necessariamente fare incroci tra specie diverse vegetali e/o animali?
Per carità, si può obbiettare che per OGM si intendono prodotti "di laboratorio" intervenendo sulla natura prettamente genetica delle piante....ma non è, in fondo, la stessa cosa?
Comprendo invece la questione quando si afferma che lo studio del cibo non può e non deve portare ad una futura razionalizzazione al 100% delle colture, ed è necessario salvaguardare anche quelle che nel tempo potrebbero andarsi a perdere perchè non "redditizie".
E lì ha senso far studiare a chi è competente delle strategie di compensazione.
Una strategia possibile, che però esula da tutto questo, è la salvaguardia dei prodotti Made in Italy DOC, DOP, DOCG, facendo una vera e dura battaglia contro i "falsi"