Fondazione Pergolesi: 'Messa da requiem' per il bicentenario verdiano

Messa Da Requiem Teatro Pergolesi Jesi, XIII Festival Spontini 4' di lettura 29/10/2013 - Jesi festeggia il bicentenario verdiano con l’esecuzione della “Messa da Requiem” per due pianoforti e quattro voci soliste, giovedì 31 ottobre alle ore 21, con anteprima giovani mercoledì 30 ottobre alle ore 16, per il XIII Festival Pergolesi Spontini.

La trascrizione del capolavoro di Giuseppe Verdi è stata realizzata da Angela Montemurro e viene eseguita al Teatro Pergolesi di Jesi dal soprano Silvia Dalla Benetta, dal mezzosoprano Alessandra Palomba, dal tenore Myung Hoon Ji e dal basso George Andguladze accompagnati dai pianisti Gesualdo Coggi ed Elena Rizzo. Il tributo al grande compositore, di cui ricorrono i duecento anni della nascita, prosegue nel XIII Festival Pergolesi Spontini con questo nuovo appuntamento dopo i successi del concerto “Viva V.E.R.D.I.” e i recital pianistici di Orazio Sciortino e Roberto Cominati.

La musica religiosa trova nella Messa da Requiem uno dei più profondi appelli alla pace interiore che l’Ottocento abbia saputo elevare: la sua struttura musicale, così moderna eppure così radicata nella polifonia cinquecentesca, emerge chiarissima in questa moderna trascrizione per due pianoforti e quattro voci. “Ricomporre” una partitura sublime e sofferta come la Messa da Requiem affidandola a due pianoforti e voci, significa ricompiere a ritroso quel percorso che permise a Verdi di diventare compositore universale. Significa recuperare quella dimensione domestica e immediata di musica che si può quasi toccare, senza che perda la potenza della sua forza comunicativa ed emotiva.

Non si tratta però di una mera trascrizione, che non potrebbe che scolorire l'impatto di una musica nata per orchestra, ma di una ricomposizione fedele attraverso la sonorità ricca quanto nitida del pianoforte. Di un percorso particolare, che permette di passare dalla sacralità di una Messa intangibile e monumentale alla più profonda essenza della capacità comunicativa di Verdi, quella stessa che lo ha reso il più amato compositore al mondo.

Il XIII Festival Pergolesi Spontini, organizzato dalla Fondazione Pergolesi Spontini sotto la guida dell’Amministratore Delegato William Graziosi e del Direttore Artistico Gianni Tangucci, si avvale del sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dei Soci Fondatori (Regione Marche, Comune di Jesi, Comune di Maiolati Spontini), dei Partecipanti Aderenti (Comuni di Camerata Picena, Monsano, Montecarotto, Monte San Vito, San Marcello), del Partecipante Sostenitore (Camera di Commercio di Ancona), dei Fondatori Sostenitori (Art Venture: Gruppo Pieralisi, Leo Burnett, Moncaro, New Holland-Gruppo Fiat, Starcom Italia), con il patrocinio del Consiglio Regionale delle Marche. Sponsor principale è Banca Marche.

Verdi Giuseppe Fortunino Francesco nacque da povera famiglia a Roncole di Busseto il 10 ottobre 1813. Sviluppatasi in lui molto presto una vigorosa inclinazione musicale, egli ebbe come primo maestro l'organista delle Roncole Pietro Baistrocchi; si esercitava su una modesta spinetta e aiutava i genitori nella bottega, una osteria di paese. A dodici anni si recò a Busseto per aiutare negli affari il suo futuro protettore Barezzi, e fu a Busseto che studiò musica con il maestro di banda Provesi e latino con il canonico Seletti. Fu in seguito a Milano con una borsa di studio del Monte di Pietà e con un sussidio del Barezzi: a diciannove anni tentò di entrare in Conservatorio, ma non vi fu ammesso per superati limiti di età e decise di proseguire gli studi con il maestro Lavigna. Tornato a Busseto, venne nominato maestro di musica del comune e direttore della banda. Nel 1835 sposò la figlia del suo protettore Margherita Barezzi, da cui ebbe due figli che perirono con la madre a Milano negli anni 1838-1840, dove la famiglia Verdi si era nel frattempo trasferita. La sua prima opera fu "Oberto Conte di San Bonifacio"(1839) rappresentata con successo al Teatro La Scala di Milano. La seconda opera "Un giorno di regno"( 1840), cadde rovinosamente. Proprio allora iniziò la straordinaria produzione di opere. La sua instancabile e prodigiosa attività non cedette nemmeno alla vecchiaia che trascorse prevalentemente nella villa di Sant'Agata a pochi chilometri da Busseto, insieme alla inseparabile, fedelissima Giuseppina Strepponi, vissuta con lui dal 1849. Giuseppe Verdi morì a Milano il 27 gennaio 1901 ed è oggi sepolto nella Casa di Riposo dei Musicisti da lui fondata e che lui stesso definì “l’opera mia più bella”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-10-2013 alle 21:22 sul giornale del 30 ottobre 2013 - 3329 letture

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