Asta per gli immobili comunali: nessuna offerta per i negozi del centro storico

senigallia turismo 18/11/2013 - Niente da fare per il primo tentativo di vendita dei beni immobili comunali. L'asta con la quale il Comune ha cercato di mettere sul mercato alcune proprietà non ha avuto l'esito sperato. Un'operazione resasi necessaria per colmare, almeno in pare, il buco nel bilancio 2013 di euro provocato dai tagli nei trasferimenti e dal patto di stabilità.

Dei circa 6 milioni di euro da trovare nel corso del 2013, l'ente ha stimato di poter far conto su circa 2 milioni di euro, provento delle vendite di vari immobili. Nell'asta pubblica che si è tenuta nei giorni scorsi praticamente nessuno ha risposto alla chiamata. Il Comune aveva messo in vendita, oltre ad alcuni frustoli di terreno sparsi sul territorio, studi medici (ora in affitto) e negozi situati lungo i Portici Ercolani, in piazza Simoncelli e nel resto del centro storico.

Locali che avrebbero dovuto attirare l'attenzione dei commercianti o di imprenditore ma, a quanto pare, così non è stato. Di tutti i beni immobili messi all'asta, solo una vendita è stata conclusa e ha riguardato un'area pertinenziale sul lungomare Da Vinci del valore di 12 mila euro. Solo briciole. Nessuna offerta è stata avanzata per i locali commerciali situati nel cuore del centro storico, offerti ad un prezzo di mercato decisamente vantaggioso. Come per il negozio di giornali e riviste a base d'asta di 150 mila euro per 38 mq, di una vineria da 114.714 euro per 29 mq, e di altri due negozi rispettivamente da 64.683 euro per 19 mq e da 34.044 euro per 10 mq, tutti situati lungo i Portici Ercolani.

Niente di fatto neanche negozio-laboratorio in piazza Simoncelli, l'ex Roveldet, di 94 mq in vendita a 447.810 euro, di un negozio in via De Liguori del valore di 76.590 euro per 40 mq e di un negozio-magazzino in via Rodi del prezzo di 213.849 euro per 118 mq. Non sono sembrati appetibili neanche l'ex deposito dell'acquedotto di Borgo Bicchia (valore 97.200 euro per 320 mq) e un negozio sul lungomare Mameli da 116.640 euro per 69 mq. Neanche i professioni hanno deciso di investire nel mattone. Nessuna offerta infatti è stata avanzata per l'acquisto di vari ambulatori medici come quello da 62 mq di Cesano, in vendita a 113.535 euro, di Montignano (85.838 euro per 70 mq), di Marzocca (48.303 euro per 36 mq) e del Vallone (50.126 euro per 46 mq). Immobili che il Comune tenterà di immettere nuovamente sul mercato nei prossimi mesi e che rappresentano solo una parte del piano delle alienazioni inserite nel bilancio 2013.

Fra queste l'ago della bilancia è rappresentato dal la vendita all'Erap di un'area situata in via Capanna del valore di 800 mila euro ricadente nell'ambito del comparto edificatorio destinato alla realizzazione di edilizia residenziale pubblica. L'unica transazione certa che si dovrebbe perfezionare nei prossimi mesi. Resta poi sempre valida l'alienazione del palazzo che ospita il Musinf per un valore di circa 1,8 milioni di euro. Una vendita in programma già dal 2012 ma che, stando al difficile periodo economico, non sembra perfezionabile in futuro almeno prossimo.






Questo è un articolo pubblicato il 18-11-2013 alle 18:25 sul giornale del 20 novembre 2013 - 5527 letture

In questo articolo si parla di attualità, giulia mancinelli

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Di che stupirsi?
Chi ha ancora soldi da investire (ed è interessato) aspetta che i prezzi scendano ancora nelle eventuali successive aste, per fare affari ad un tozzo di pane.
E ci rimetterebbe la collettività, perdendo i propri beni a prezzi non consoni.
Chi invece quei soldi non li ha, e cerca di sopravvivere come negoziante/imprenditore, non ha modo di partecipare oppure le banche non accetterebbero la sua "scommessa", visti i tempi di magra.

Personalmente questo modo di ripianare il buco non mi convince più di tanto.
Siccome i tagli dovuti al patto di stabilità dubito verranno annullati nel futuro prossimo, non ha molto senso vendere gli immobili per ripianare.

Infatti, anche se quest'anno si riuscisse a vendere per incassare, poi l'anno prossimo che cosa si fa? Si torna daccapo, e si è costretti a vendere altre cose. Ma fino a quando si può portare avanti una politica che finanzia le spese correnti con la vendita del patrimonio?

sperare di vendere locali commerciali in centro storico a 4.000€ al mq. ( in più locati ) era pura illusione. Quando arriveranno a €. 2.500 mq. sicuramente arriveranno proposte.