Sacelit: 1,5 mln di euro per sistemare sottopasso, ciminiera e parcheggio

sacelit 10/12/2013 - Il comune a caccia di un milione e mezzo di euro per sistemare l'ex Sacelit. La riqualificazione, ferma dopo il blocco dei lavori da parte della proprietà, rischia di dare vita ad una incompiuta in un'area strategica della città.

Le difficoltà economiche hanno costretto la proprietà, la Fortezza srl che fa capo all'imprenditore anconetano Pietro Lanari, a fermare i lavori già da tempo fino al punto in cui, nel settembre scorso, sono state smantellate anche le gru posizionate per la realizzazione delle fondamenta di quello che sarebbe dovuto essere il Borgo Le Torri. Il blocco dei lavori a tempo indeterminato provoca conseguenze negative e disagi però anche alla componente pubblica. A cominciare dalla sistemazione della ciminiera dell'Italcementi e del completamento del sottopasso di via Mamiani.

Nel luglio scorso, a seguito di una perizia tecnica che “certifica” lo stato di pericolosità della ciminiera, il Comune, facendosi carico di un compito spettante alla proprietà, è intervenuto deliberando per la demolizione. Per l'abbattimento il progetto redatto dall'ente prevede un costo di circa 350 mila euro. Ma non basta. Il blocco dei lavori alla Sacelit ha lasciato impiccato anche il sottopasso ciclo-pedonale di via Mamiani, unico collegamento diretto con il lungomare Mameli e con il porto, vicino al centro storico. L'imbocco del sottopasso è stato da tempo realizzato dalle Rfi, per la parte di propria competenza, ma lo sbocco sul lungomare ricade all'interno dell'area Sacelite e dunque era di competenza della proprietà. Per ovviare a questa impasse il comune vorrebbe procedere per proprio conto, completamento il sottopasso e aprendo finalmente quel collegamento che manca da oltre cinque anni (quando le Ferrovie chiusero il passaggio a livello).

Terzo intervento quello che concerne la sistemazione dell'area sottostante la ciminiera, adibita ora a parcheggio ma che necessita di essere sistemata. Con la ciminiera non più sicura, anche il parcheggio deve essere rivisto. L'idea del comune è quella di abbattere la ciminiera, ripulire l'area e crearvi dei parcheggi a raso. Il tutto (sottopasso, ciminiera e parcheggio) per un costo di circa un milione e mezzo di euro. Cifra che il comune deve anticipare, salvo poi recuperarla dai futuri oneri di urbanizzazione della Sacelit. Un'operazione che, in questa fase di stallo e crisi, non appare facile.






Questo è un articolo pubblicato il 10-12-2013 alle 23:55 sul giornale del 11 dicembre 2013 - 3640 letture

In questo articolo si parla di attualità, sacelit, giulia mancinelli, ciminiera, sottopasso via mamiani

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Luigi Alberto Weiss

11 dicembre, 08:25
Che problema c'é? Per trovare i soldi basta rivolgersi a tutti coloro che hanno voluto e... costruito l'operazione ex Sacelit-Italcementi con relativa promessa del sottopasso. Tutte le lobby politiche, bancarie, imprenditoriali (?), dell'informazione che hanno raccontato ai senigalliesi le favole dell'albergo a cinque stelle, del museo del mare e di quello dedicato a Giacomelli, del porto e via dicendo.

1,5 milioni per fare tutto, meno 350.000€ per la sola demolizione = 1,15 milioni per completare il sottopassaggio (e la strada di accesso, ) e la sistemazione del parcheggio a raso sotto l'attuale ciminiera.
....'stica!
Pensavo che per "sistemare" il parcheggio in maniera accettabile servisse molto meno, e pure il sottopassaggio a prima vista pareva ben messo per essere completato: evidentemente ci sono opere di completamento ancora molto onerose da eseguire.

Daniele,l'unica cosa da pensare è che in Italia è ora che chi sbaglia paghi.

Che ti devo dire Wese, hai ragione ma la questione non sempre è lineare per capire oggettivamente le colpe: altrimenti la giustizia, anche quella elefantiaca italiana, sarebbe più spedita.
Di chi è la colpa?
Della vecchia e attuale Giunta, che hanno spinto per una certa proposta progettuale? (e lì c'è poco da contestare)
Di chi si è fidato di Lanari che pure s'è presentato con Fidejussioni che paiono in regola?
Di chi gli ha fatto le fidejussioni, che non si riescono a recuperare?
Di Lanari, che non ha saputo fare per bene 4 conti in tasca per capire che l'operazione poteva essere (ed è stato) un azzardo?
Della BdMarche che s'è fatta convincere e che ha elargito soldi sulla base di valutazioni di mercato che non so da dove venivano?
O che ha provato a marciarci fidandosi ad occhi chiusi per poi perdersi essa stessa nella crisi?
Non è così semplice, proprio perchè in Italia le procedure sono troppo complicate: basterebbe (!!!!) ridurle e sai che speditezza, anche per capire colpe e doli....

Ci sono fidejussioni, occorrerebbe solo escuterle.
Poi, altra cosa è vedere se valgono qualcosa ....

N.H.ugo mascetti

11 dicembre, 21:06
Insisto...........su borgo torri..............
Credo che non mi stancherò di chiedere a sudditi e cittadini senigalliesi:
1) I nomi dei consiglieri comunali che al momento dell’approvazione-santificazione del progetto Portoghesi-Lanari-Angeloni-Mangialardi-banca marche hanno votato contro, dato che ricordo un entusiasmo bulgaro!
2) Se il sequestro di via Mamiani e del sottopasso è stato contemporaneo all’inizio dei lavori nel cantiere o successivamente contemplato-attuato-mantenuto? Cioè via Mamiani è sempre stata proprietà, da 10/70 anni fa di sacelit-italcementi o dopo per compromesso con Lanari è divenuta la via privata-borgo torri?
suddito n.d.