Rompono il vetro di un'auto in sosta per rubare borse e zaini, tunisini arrestati grazie ad un cittadino

16/01/2014 - Tentano di rubare borse e zaini da un'auto in sosta ma vengono messi in fuga da un residente e tratti in arresto in flagranza di reato dagli uomini del Commissariato insieme agli agenti del Reparto prevenzione crimine di Perugia.

E' quanto accaduto mercoledì sera, poco dopo le 22, a due pregiudicati tunisini. Infatti i due, R.R. di 33 anni e I.M. di 36 anni, entrambi senza fissa dimora in Italia, nel tentativo di asportare le borse e gli zaini dall'auto hanno infranto il vetro del finestrino attirando l'attenzione del vicino di casa della proprietaria del mezzo.

La Volante, allertata dalla vittima del furto, ha raggiunto il vicino di casa della donna che nel frattempo era sceso in strada seguendo i due malviventi.

Gli uomini del Commissariato, raccolta quindi la testimonianza, hanno avviato le ricerche e fermato immediatamente i due tunisini per un controllo. Al termine dell'identificazione i due sono stati accompagnati in Commissariato dove sono stati accertati i loro precedenti. In particolare, oltre ad essere entrambi irregolari in Italia e quindi destinatari di diversi provvedimenti di espulsione, i due sono stati denunciati in varie parti d’Italia per reati contro il patrimonio ma anche per il reato di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio.

Pertanto i due tunisini, tratti in arresto per il reato di furto, giovedì mattina sono stati accompagnati davanti al Tribunale di Ancona che ha convalidato l’arresto disponendo, in attesa del giudizio, la misura della custodia in carcere per entrambi.








Questo è un articolo pubblicato il 16-01-2014 alle 12:43 sul giornale del 17 gennaio 2014 - 27214 letture

In questo articolo si parla di cronaca, polizia, senigallia, furto, auto, Sudani Alice Scarpini

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/W0j


Sono la malcapitata proprietaria dell'auto oggetto del tentato furto. Alcune considerazioni, alla luce della spiacevole vicenda. Anzitutto le persone scese in strada sono state soltanto due, una coppia di cittadini rumeni miei vicini con cui avevo finora scambiato solo formali saluti di cortesia. Accortisi dell'accaduto, non solo sono corsi a chiamarmi, ma hanno atteso con me l'arrivo delle forze dell'ordine (giunte immediatamente), hanno dato indicazioni puntuali e precise agli agenti, hanno raccolto dalla strada con scopa e paletta i vetri disseminati a terra, hanno pazientato insieme a me in Commissariato l'espletamento delle procedure di prassi e si sono esposti, firmando e controfirmando una dichiarazione scritta ora agli atti. Se ne sono tornati a casa non prima delle 1.30 del mattino, senza pretendere nemmeno un grazie, perché quello che hanno fatto era la cosa giusta da fare. Ho trovato in questi ragazzi un senso civico raramente incontrato nelle persone, anche se italiane. Mi dispiace l'articolo riporti solamente la cittadinanza dei due soggetti responsabili del tentato furto (non me ne voglia la redazione, credo fermamente che la discussione rispettosa sia sempre occasione di crescita), il timore è che vicende come queste possano ricondurre il pensiero unicamente al binomio italiano vs immigrato, farcito di elementi razzisti ed oppositivi. Credo che il nocciolo della questione sia invece ben altro: i due individui responsabili dell'accaduto sono soggetti da molto tempo conosciuti alle forze dell'ordine, che vantano una fedina penale di tutto rispetto, ubriachi da mattina a sera e molesti in molte circostanze, che all'occorrenza passano alcune notti in Questura e di nuovo liberi di circolare il giorno seguente. È questo che consente loro di agire indisturbati, senza che nei loro riguardi possano essere adottati provvedimenti a tutela dei cittadini. E non certo per responsabilità delle forze dell'ordine, che si muovono nel recinto di normative ben precise. Uno dei molti problemi di della nostra piccola Italia è proprio questo: un impianto normativo costituito da leggi in molti casi volte più a catturare consenso che alla loro reale efficacia. Inutile sbandierare principi, se poi non esistono strumenti per la loro applicazione. Sono consapevole che a breve incontrerò, a spasso per la città, i ragazzi tunisini che ho conosciuto ieri sera in commissariato. Mi auguro però che episodi come questo servano a destare l'attenzione sul vero problema, che non è certo la presunta contrapposizione italiano/straniero da più parti sbandierata in maniera puramente demagogica e strumentale.

bene la collaborazione fra i cittadini e forze dell'ordine, anche se questo costa qualche sacrificio! per il resto ci deve pensare il legislatore!

Grazie per la sua testimonianza, sig.ra "Nonsolome" (ho solo quelle credenziali): perchè smonta quello stesso binomio che lei cita e che io non riesco a tollerare.

Luigi Alberto Weiss

16 gennaio, 17:31
Ancora a proposito delle generalità dei... rei. Questa volta rasentiamo il ridicolo: si pubblicano le facce, ma non i nomi (i giornalisti come si sentono davanti a queste strumentalizzazioni?). E' ora di smetterla con queste forme di cortesia spacciate per "rispetto". Il racconto della vittima del furto poi è illuminante: sono soggetti ampiamente conosciuti alle forze dell'ordine, con folti certificati penali per reati più omeno simili, eppure circolano liberamente alla faccia degli onesti e beffandosi di chi continua a spaccare il capello in quattro a proposito di delinquenti italiani e stranieri.

Molto bella la testimonianza della signora. Stranieri altruisti e generosi hanno permesso di fermare altri stranieri tutt'altro che raccomandabili.

Mi chiedo perché dobbiamo trattare tutti e due i gruppi (e sono sicuro che quelli onesti siano la stragrande maggioranza) allo stesso modo.

Complichiamo la vita a quelli onesti con la burocrazia, mentre a quelli che delinquono ci limitiamo a dare "provvedimenti di espulsione", che fanno la fine dei volantini pubblicitari, ovvero finiscono nel cestino 1 secondo dopo che ce li hanno dati.

La verità è quella che racconta la signora Nonsolome, non quella di chi non perde occasione per sottolineare che immigrato è uguale a delinquenza.
Grazie per la testimonianza, serva di lezione anche per i giornalisti a cui piacciono di più gli stranieri delinquenti, perché fanno notizia.

Sì è vero che sono stati due stranieri quelli che hanno prestato aiuto e soccorso, ma è altrettanto vero che erano due stranieri anche quelli che hanno tentato l' ennesimo reato.. siamo alle solite. Se uno, dati alla mano si azzardare a dire che la maggior parte dei reati è commessa da stranieri soprattutto quelli senza lavoro, passa da razzista. Nessuno mette in dubbio che ci siano anche tanti italiani delinquenti, così come nessuno mette in dubbio che ci siano tanti stranieri bravi. Resta il fatto che nelle carceri italiane ci sono più stranieri che Italiani.

Kit Utente Vip

17 gennaio, 11:52
.....questi due oltre ad essere pluripregiudicati pe reati simili, gravati da espulsioni girano tranquillamente per il territorio Italiano. M aquando verrano presi per le chiappe e con un bewl calcio nel sedere rimandati al loro paese?? QUANDO???

Italo Pelinga

17 gennaio, 12:43
caro gabmest (questa mania di nascondersi dietro uno pseudonimo!)perché la maggior parte o quasi dei detenuti nelle carceri è straniero? Semplice, per la stessa ragione per cui la maggior parte dei detenuti non è benestante, non è presidente di niente, non è direttore neanche di se stesso, non è commendatore, dotto, medico e sapiente, come recita la nota canzonetta...

ROBERTO MADDALO

17 gennaio, 18:13
Commento sconsigliato, leggilo comunque

Commento modificato il 17 gennaio 2014

caro italo pelinga, il mio pseudomio non sono altro che le iniziali del mio nome e cognome: mesturini gabriele, utente vip, e abituale commentatore. inoltre, avrà sicuramente notato la foto, indovini chi è nella foto? ... sono io!! :-) per quanto riguarda il suo parere non ritengo di doverle una risposta. le ritengo chiacchiere. cordialmente.

Paul Manoni

18 gennaio, 16:18
@gabmest

A me non sembrano affatto chiacchiere, quelle di Italo. Anzi.
E' assolutamente vero che nelle patrie galere, la stragrande maggioranza dei detenuti è "straniera", ma bisogna andare a monte e risalire ai perchè, in Italia, a fronte di un 10% di immigrati, ci sono 1/3 di detenuti di origine straniera. Altrimenti le chiacchiere sono quelle di coloro che si lasciano andare presto all'equazione semplicistica ed oggettivamente falsa del "meno immigrati uguale meno criminali".

Oltre al semplice fatto che in Italia c'è una legge che dichiara "criminale" già chi mette piede su suolo italiano senza documenti (vai a capire di che pericoloso reato, tale da imporre al reo la detenzione, si tratta...!?), uno studio della Fondazione Rodolfo Debenedetti, dimostra come ci sia una forte correlazione tra il mancato riconoscimento dell'immigrato, e la deriva verso attività illecite e criminali. In soldoni, la condizione d'irregolarità incrementa fortemente il rischio di coinvolgimento in attività criminali, in quanto preclude l' accesso a opportunità di guadagno lecite, aumentando la propensionea delinquere.

A questo sistema, devi anche calcolare il fattore che voleva sottolinearti Italo, e che hai liquidato come "chiacchiere", evitando di andare ad argomentare. Ossia, la maggior parte degli immigrati, in questo paese vive in condizioni di indigenza, rispetto all'italiano residente. Questo significa che in un'aula di tribunale, avrà meno soldi da spendere in avvocati "azzeccagarbugli", e gradi di giudizio, a differenza dell'italiano in generale, e dell'italiano "facoltoso" nel particolare, il quale potrà usufruire di un'ottima difesa da parte di più avvocati, e trascinare così il processo fino all'ultimo grado e poter accedere finalmente all'agoniata PRESCRIZIONE.

Questo sistema, è in tutto e per tutto considerabile come una "prescrizione di classe", in quanto è evidente che va a premiare "chi ha", e penalizzi "chi non ha". Avere soldi significa avere avvocati. Avere avvocati, significa accedere alla prescrizione. Accedere alla prescrizione dei propri reati, significa essere IMPUNITO.
Morale della storia, se hai i soldi, in galera non ci vai. Se sei l'ultimo dei pezzenti, fili dritto come una saetta in galera.

Chiacchiere?

Allora aboliamo i reati, almeno chi non ha soldi per poter difendersi non dovrà spendere nulla per l'avvocato.
E quanto al reato di clandestinità correlato alla tendenza a delinquere..... abolendo il reato di clandestinità, chi arriva (clandestinamente) è più ricco per decreto in modo da non cadere nella rete della criminalità?

ROBERTO MADDALO

20 gennaio, 12:19

Off-topic

buongiorno almeno spiegatemi perche sconsigliate il mio commento???non mi sembra di aver offeso nessuno!!!!a gia' dimenticavo in Italia non si puo toccare in nessun caso il discorso stranieri!!!

Paul Manoni

20 gennaio, 18:10
@francescocon
Presumo che tu abbia capito poco o niente del mio commento.
Non parlavo di abolizione dei reati, ma di processi giusti, nei tempi giusti, per tutti. Dubito che si possa chiamare "Giustizia", un sistema che rende impuniti i cosidetti ricchi, e spedisce in galera i cosidetti poveri. A prescindere dal fatto che siano stranieri o meno.

Il reato di clandestinità, oltre ad avere un nome fuorviante (il clandestino è colui che si nasconde...A me non sembra che gli immigrati si nascondano. Anzi), prevede una detenzione fino a 18 mesi in un CIE. Magari è quello il problema, non pensi? O ti sembra che una detenzione di 18 mesi in un sostanziale "lagher", per non avere dei documenti a seguito, siano considerabile una pena "giusta"?

Comunque. Soprassediamo a queste considerazioni. Chi arriva nel nostro paese "clandestinamente", tende a delinquere, non in quanto è povero e quindi cade nella rete della criminalità, ma in quanto non viene regolarizzato. Ossia non gli viene concesso asilo, non gli vengono fatti nuovi documenti, ecc, ecc.

In Italia, nel 2012 sono stati regolarizzati circa 64.000 immigrati. In Germania, qualcosa come 506.000 (!). In Francia, oltre 125.000. Nella piccola Olanda, quasi 165.000. Se vogliamo sostenere che in Italia, il problema sono "i clandestini", possiamo pure continuare a farlo, ed ottenere i bei risultati che abbiamo ottenuto finora. Ma a me personalmente, stando ai dati, pare che il problema sembra che sia più un deficit tutto italiano nell'integrazione degli immigrati.
Dopotutto non mi sembra che in Germania, in Francia ed in Olanda, si stiano stracciando le vesti per la questione "immigrati", o per il presunto rapporto tra immigrati e criminalità.

@Roberto Maddalo
La lettura del tuo commento, è stata sconsigliata dalla redazione, per il solo fatto che lo hai scritto tutto in stampatello...Ossia "urlato".

Forse io non ho capito il tuo commento, ma mi sa che tu non ti capisci da solo, ed è peggio.
In qualsiasi sistema, italiano o straniero, c'è l'accusa e la difesa e questo è garantito anche in Italia dal momento che esistono anche da noi gli avvocati che devono difendere chi non se lo può permettere (avvocati d'ufficio). Logico, che se sono ricco, mi scelgo un avvocato migliore. Ma è come se devo comprare un auto, mi compro quella che mi posso permettere.... lo so, è ingiusto, ma per ovviare bisognerebbe abolire anche la ricchezza (e ci stanno provando).
Non esistendo più il reato di clandestinità, mi domando in che modo si possa dire a qualcuno che è irregolarmente nel nostro paese... magari i 18 mesi sono tanti, ma un qualche deterrente ci dovrà pur essere, dopotutto non abbiamo mica chiamato noi queste persone. Se per te non è giusto, non è un problema, abbiamo idee diverse.
Ma per favore, non portare ad esempio "illuminante" di integrazione paesi in cui ci sono state rivolte che hanno messo a ferro e fuoco intere città o in cui un regista è stato ammazzato per aver mancato di rispetto al corano.
Rischi di cadere nel ridicolo.

Paul Manoni

21 gennaio, 17:56
@francescocon
Per tua conoscenza, sappi che spesso gli avvocati d'ufficio, antrano in possesso della pratica del loro assistito, appena qualche ora prima di andare davanti al giudice. Magari cambiano pure per il secondo grado di giudizio. Molti non parlano nemmeno la lingua degli assistiti per assenza di traduttori. Te la immagini la difesa di questi soggetti, con questi presupposti, si? E' vagamente paragonabile a chi può permettersi 4 o 5 avvocati? Quindi, secondo te, chi dei due soggetti, tra quello con difesa d'ufficio e quello con una difesa composta da un pool di avvocati, alla fine del processo, finisce in galera??? Perchè è su questo che devi riflettere quando senti parlare di 1/3 di immigrati nelle nostre galere.

Si può dire ad una persona che è irregolare, e dargli 18 mesi di tempo per regolarizzarsi, per esempio. Ovvero trovarsi un lavoro o una casa, con un semplice visto d'ingresso, entro il quale dovrebbe regolarizzarsi. Dove la vedi la difficoltà?

Per me non è giusto "detenere" qualcuno in una sostanziale galera per 18 mesi, e considerarlo colpevole del solo fatto di non essere in possesso di un documento. Sono pienamente d'accordo che per restare in Italia, tutte queste persone dovrebbero avere un lavoro...Ma se non gli dai nemmeno la possibilità di andarselo a cercare, e li sbatti in un lagher appena sbarcati, mi pare arduo che riescano ad ottenere quel requisito per restare, no?
Perchè non mettiamo in un CIE, anche tutti gli italiani che si mettono alla guida dimenticando la patente o la carta d'identità a casa, visto che ci siamo? Anche loro potrebbero essere tranquillamente fatti accomodare in un "Centro di Identificazione" per qualche mese, no?

L'esempio "illuminante" si basa su dati empirici. Magari è illuminante per questo. Se la Germania nel 2012 ha regolarizzato 9 volte gli "irregolari" che abbiamo regolarizzato noi, puoi affermare che i tedeschi siano meno capaci di noi nell'integrazione degli immigrati?
Si può sostenere, sulla base di quei dati, che la Francia sia meno capace di assimilare gli immigrati rispetto a noi?

Nessuno dice che l'integrazione di altre culture sia semplice...Ma come riusciamo a complicare ulteriormente le cose noi, penso che siano in pochi a riuscirci. Lo studio da me citato, dimostra questo.