Poliziotti assolti dalla concussione. Didimi, 'Ho subito ingiustamente danni morali e di immagine'

Polizia Stradale 23/01/2014 - E' stato assolto perchè il fatto non sussiste il poliziotto in forza alla Stradale Manlio Didimi, soprintendente, rimasto coinvolto nell'indagine che ha visto sul banco degli imputati per concussione insieme a lui anche i colleghi Luigi Faggiano, Denis Battistini e Stefano Panoni.

Il processo si è concluso ieri, con l'ultimo grado di giudizio, per Didimi. Insieme a lui è assolto con formula piena anche il collega Luigi Faggiano, assistente capo. Pena ridotta a 8 mesi per il sovrintendente Denis Battistini, condannato per induzione alla corruzione. Già condannato invece il quarto poliziotto coinvolto nella vicenda emersa nel 2009 Stefano Panoni, assistente capo.

"Finalmente è arrivata l'assoluzione con formula piena dopo 5 anni in cui si è lottato fino in fondo per la verità -commenta Didimi- Concas (teste principale della vicenda ndr) ha sempre dichiarato di non aver mai avuto contatti con me". Il sovrintendente, sospeso dal servizio come previsto dalla legge, è ora in attesa di essere reintegrato. Cosa che, sempre secondo la legge, dovrebbe avvenire entro 10 giorni. "Sono stato accusato da dichiarazioni non circostanziate e in un caso sicuramente non veritiere -prosegue Didimi- ora valuterò se è il caso di procedere a livello civile per i danni subiti e per i fatti di calunnia rivolti nei miei confronti".

La vicenda, scoppiata nel 2009, ha portato ad essere indagati per concussione i quattro poliziotti, accusati di chiedere “regali” in cambio della mancata emissione di multe. Da quanto scoppiò il caso, Didimi fu trasferito per sei mesi ad Ancona, poi per altri sei a Città di Castello per 6 mesi, ancora sei mesi a Faenza, prima di essere sospeso per tre anni. Soddisfatto anche il legale di Didimi avv. Ruggero Tomasi.


di Giulia Mancinelli e Michele Pinto
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Questo è un articolo pubblicato il 23-01-2014 alle 18:22 sul giornale del 24 gennaio 2014 - 8933 letture

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Alcune necessarie precisazioni, dato che la giornalista, quando vuole sa essere ben chiara, ma, in questo caso, non è stata proprio precisa:
L'assoluzione è per non aver commesso il fatto, non perchè il fatto non sussiste.
Il grado di giudizio non era l'ultimo, ovvero il terzo, ma bensì il secondo (sostanziale differenza).
Il Concas, non era il testimone ma, il denunciante (altra importante differenza).
Dagli atti di indagine (e non da quanto dichiarato dagli inquirenti agli organi di stampa e da essi riportato), in merito alla vicenda, si trattava di un solo episodio, oltretutto ben identificato.

Non sapevo di questa vicenda, ma sono contento per la sua conclusione.

gherardo massi

24 gennaio, 08:23
Io sono preoccupato per il fatto che due giudici, sulla stessa vicenda e probabilmente con le stesse prove, riescano ad avere idee completamente opposte. Ora, se non sbaglio, dovrebbe esserci il terzo giudizio in cassazione, ovviamente uno dei due ha sbagliato e quindi andrebbe come minimo sospeso anche lui per aver svolto male il suo lavoro.

Sig. Gherardo Massi (detto Pitti) la sua preoccupazione è derivata dal fatto che prima di scrivere, ma, anche prima di pensare, avrebbe dovuto informarsi meglio sui gradi di giudizio previsti dalla legge italiana.
In primo grado, per questo caso, vi era solo un giudice, mentre, nel secondo grado le teste giudicanti sono tre. Riesce, ora, a capire, la differenza?
L'invito, infine, a provare quello che ho passato io in questi anni e a domandare (non a domandarsi) che fine abbia fatto il giudice del primo grado.

Luigi Alberto Weiss

24 gennaio, 17:01
Comprendo amarezze e risentimento,ma un uomo della legge dovrebbe anche riflettere sul fatto che il nostro sistema giudiziario prevede le garanzie utili ad evitare sentenze sommarie. Senza dimenticare il ruolo della difesa, prevista proprio perchè l'imputato possa far valere le proprie ragioni in modo efficace. Alimentare la delegittimazione della giustizia non serve a null'altro che a scivolare verso un clima di diritto "fai da te", nel quale davvero la concussione diventerebbe normalità.

ghost Utente Vip

24 gennaio, 18:27
Immagino quello che ha passato il sig. Didimi. Fossi in lui non avrei esitazioni a chiedere risarcimenti. Anche se nessuna somma potrà ripagarlo dell'inferno che ha subito.