Senigallia: blitz notturno della Polizia, smantellato laboratorio cinese irregolare. Il video

28/01/2014 - Blitz notturno della Polizia in un laboratorio tessile cinese allestito in un fabbricato industriale alla periferia di Senigallia, nei pressi di borgo Catena.

L'operazione, che ha visto la sinergia degli uomini del Commissariato di Senigallia guidati dal vice questore aggiunte Agostino Licari con il Servizio Ispezione di Ancona, la Questura e la Polizia Municipale, è scattata alle 2 di notte di sabato scorso. Gli agenti, intervenuti all'interno del fabbricato, hanno trovato al primo piano un laboratorio tessile in piena attività con dodici cinesi alle prese con macchine da cucire e taglia e cuci. Dall'ispezione è emerso che i cinesi lavovano in condizioni di assoluta insolubrità (con finestre scure ed oscurate), senza il rispetto delle normative anti-infortunistiche e anti-incendio (non c'erano uscite di sicurezza nè estintori).

Al secondo piano del fabbricato, accatastato come industriale, il titolare del laboratorio, un cinese di 76 anni residente a Reggio Emilia, aveva poi organizzato l'alloggio dei lavoratori, ovviamente anche in questo caso contravvenendo alle disposizioni di legge. Il titolare è stato denunciato per il reato di impiego di lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno per cui è prevista una pena fino a tre anni di reclusione e 5 mila euro di multa.

I funzionari ispettivi e i carabinieri della direzione territoriale del Lavoro di Ancona hanno riscontrato l'attività clandestina di 9 cinesi su 12 facendo così scattare la sospensione dell'attività produttiva, a seguito della quale, nei giorni successivi, la ditta ha dovuto regolarizzare il contratto di lavoro subordinato agli 8 lavoratori assumibili e al pagamento della somma aggiuntiva di 1.950 euro. La revoca del provvedimento, ad ogni modo, resta subordinata all'espletamento dell'attività lavorativa nelle modalità previste dalla normativa igienico-sanitaria. L'impiego del personale in nero inoltre ha determinato l'applicazione di una maxi multa per altri 48.000 euro.

"Si è trattata di un'operazione che ha messo in sinergia tutte le forze dell'ordine interessate a vario titolo -spiega il dirigente del Commissariato Licari- ovviamente l'intervento non ha avuto alcun fine repressivo ma lo scopo era proprio quello di salvaguardare l'economia del territorio da presenze irregolari che, impiegando anche manodopera in nero, agevolano il lavoro sommerso". "L'intervento ha fatto sì che ora il personale in nero venga assunto e che i locali vengano messi a norma e nel rispetto delle normative igienico-sanitarie" -aggiunge Simonetta Di Biase, responsabile del servizio ispettivo.

La Municipale, dal canto suo, come riferito dall'agente Capodivento, "ha riscontrato irregolarità edilizia relative all'uso di un locale industriale come alloggio". "Con questa operazione è stata messa in campo un'importante attività congiunta -conclude Andrea Fiordelmondo, direttore territoriale del lavoro- che ha permesso un intervento in tempi brevissimi, senza la sovrapposizione di uomini e risorse".








Questo è un articolo pubblicato il 28-01-2014 alle 15:57 sul giornale del 29 gennaio 2014 - 1857 letture

In questo articolo si parla di cronaca, giulia mancinelli

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ennio petrucci

28 gennaio, 17:47
Tempo tre giorni ed il laboratorio sarà di nuovo operativo.

Finalmente!
Forza, avanti così: sia per fermare chi opera in quella maniera inaccettabile, distruggendo il mercato, sia per salvaguardare chi lavora dandogli le garanzie.

Luigi Alberto Weiss

29 gennaio, 09:05
Un chiarimento non da poco: per chi lavoravano questi cinesi? I manufatti del laboratorio dove finivano? Nei negozi cinesi o alle grandi firme che non fanno altro che aggiungervi l'etichetta, per poi vendere tutto nel circuito normale a prezzi "non cinesi"? Il laboratorio,poi, era abusivo o è stato aperto con tanto di autorizzazioni? In questo secondo caso, nessuno ha effettuato controlli preventivi come avviene per ogni imprenditore regolare?

Pinco Pallino

29 gennaio, 09:54
Commento sconsigliato, leggilo comunque