Codice di comportamento per i dipendenti comunali, Mangialardi: 'Buone regole che già osservano'

maurizio mangialardi 04/02/2014 - Ho seguito con attenzione il grande dibattito che si è aperto intorno allo schema di codice di comportamento per i dipendenti comunali approvato dalla Giunta Municipale ad integrazione del codice generale dei dipendenti pubblici di cui al DPR n. 62 del 2013.

Confesso di essere rimasto piuttosto stupito dal clamore che ha suscitato perché davvero non riesco a comprendere dove sia la notizia.

Ricapitoliamo i fatti. L’Amministrazione Comunale di Senigallia, al pari di tutti gli altri Comuni d’Italia, ha approvato una serie di provvedimenti collegati all’iter previsto dalla legge in materia di trasparenza ed anticorruzione. Tra questi atti, accanto al programma triennale per la trasparenza ed al piano di prevenzione per combattere il rischio di corruzione, figura anche un codice di comportamento che si prefigge lo scopo di definire attraverso poche norme quei principi di diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta che i dipendenti del Comune di Senigallia, così come tutti i dipendenti pubblici, sono tenuti ad osservare.

Questo codice si limita a richiamare l’obbligo sancito dalla legge di osservare alcune elementari regole alle quali i dipendenti comunali devono attenersi: dal divieto di chiedere regali o altre utilità per compiere atti del proprio ufficio, all’obbligo di osservare il segreto d’ufficio; dall’obbligo ( fatte salve naturalmente le valutazioni e la diffusione di informazioni a tutela dei diritti sindacali) di astenersi da dichiarazioni pubbliche offensive nei confronti dell’Amministrazione al divieto di abbandonare la sede di lavoro senza aver marcato in uscita il cartellino delle presenze.
Si tratta né più ne meno di elementi che in gergo sportivo si definiscono: i fondamentali.

A meno che qualcuno tra coloro che hanno partecipato all’appassionato dibattito sia davvero convinto che quelli contenuti nel codice non siano valori che devono sempre e comunque orientare la condotta del dipendente pubblico.
E’ chiaro tuttavia che quello approvato dalla Giunta è un regolamento e come tale contiene norme generali ed astratte non costruite cioè per fattispecie particolari o per contrastare prassi concrete diffuse all’interno dell’Ente.

I dipendenti del Comune di Senigallia sono persone serie ed oneste che nei loro comportamenti concreti già osservano integralmente le regole stabilite nel nuovo Codice.

Tuttavia una simile considerazione non ci esime dall’obbligo di introdurre regole certe e chiare che, prima della loro entrata in vigore, potranno naturalmente essere perfezionate e migliorate al termine del processo di partecipazione che attiveremo.

E’ un modo per richiamare l’attenzione generale sulla necessità che, specie in un momenti di crisi come quelli attuali, i dipendenti pubblici siano sempre i primi a dare il buon esempio.


da Maurizio Mangialardi
sindaco di Senigallia




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-02-2014 alle 18:39 sul giornale del 05 febbraio 2014 - 3316 letture

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Persone serie .... Quando non interessano i loro comodi....
Basta prendere in giro .....

Intendiamoci, di base sono d'accordo con il Sindaco, ed in passato (remoto) questo "codice deontologico" appariva molto più rispettato che ora: ma sono in ogni caso cose che davo per scontate.

Sarò stato fortunato io, o forse è stato il mio modo di pormi con la P. Amministrazione, se mi sono sempre trovato bene, ho sempre visto gente che operava senza perdere tempo e risolveva i miei problemi, quali che fossero.
Proprio perchè in passato si sono meritati la mia fiducia, mi pareva inutile confermare con regolamentazioni quello che già fanno: se questo sta accadendo per via di alcuni casi, preferisco che si prendano provvedimenti interni ad opera dei responsabili.

Intendiamoci: chi lavora davvero, in P. Amministrazione, non ha tanto tempo da perdere in altre cose.
Solo chi ha molto tempo da perdere lo fa: se qualcuno fa di meno, vuol dire che il (tanto) lavoro che c'è da fare è mal distribuito.

Luigi Alberto Weiss

05 febbraio, 08:24
La più classica delle marce indietro davanti all'apparato burocratico che, non dimentichiamolo,resta un bacino di voti importante in una cittadina come Senigallia. Con il regolamento si è sparato nel mucchio non avendo la capacità di colpire il caso singolo, la pecora nera. E questo non è giustamente piaciuto a chi quotidianamente fa il proprio dovere di dipendente pubblico.