Fiore sul regolamento per i dipendenti comunali: 'Pratica di buon senso'

municipio 1' di lettura 04/02/2014 - Ormai siamo alla teoria dell'assurdo o semplicemente in campagna elettorale e lo si vede dal fatto che anche una pratica banale, paragonabile forse, mutatis mutandis, alle massime di Catalano, ricordate la celebre frase meglio vivere con due pensioni che con una,come il codice dei dipendenti, è diventato oggetto di critiche gratuite.

Ma secondo voi vietare ai dipendenti comunali di uscire durante l'orario di lavoro, anche solo per prendere il caffè, è sbagliato? Lo è forse vietare di usura il telefono del Comune per chiamate private? Lo è vietare di divulgare sui Social Network notizie sul lavoro oppure offendere l'operato del Comune? O applicare filtri al proprio computer per evitare possibili distrazioni, tra cui siti rientra naturalmente Facebook.

Tutti gesti che in un'azienda privata chiunque vieterebbe e nessuno fa, allora non comprendo perchè scandalizzarci, o addirittura scomodare per un intervento di legittimità il prefetto o evocare lo spettro inquietante di Lenin per comportamenti che nemmeno prima i dipendenti comunali avrebbero dovuto tenere.

Imbastire una discussione su delle norme di buon senso e di una ovvietà assoluta che fra l' altro sono state adottate anche da altri comuni, mi lascia alquanto perplesso e basito, ma non mi meraviglia e' la campagna elettorale bellezza, niente di più e niente di meno.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-02-2014 alle 09:54 sul giornale del 05 febbraio 2014 - 3282 letture

In questo articolo si parla di attualità, vivi senigallia, mario fiore, prima commissione

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Il fatto è proprio questo: il buonsenso che a volte pare latitare in taluni (e altri proprio ne approfittano spudoratamente).
Val da se che se ho da fare, non ho tempo per distrarmi in altre cose: se invece sono un pessimo lavoratore, che perdo tempo (e a volte lo faccio pure vedere), basterebbe la presenza visibile di un dirigente/responsabile per impedirmi di fare altro piuttosto che tanti dettami che come colpiscono me colpiscono anche chi fa il suo lavoro per bene, che si troverebbe così circondato da dettami inutili per colpa altrui.

Meglio, molto meglio che chi è deputato a controllare, ed è responsabile di un settore/reparto, faccia quello per cui è pagato e ci si risparmierebbero molte cose.

X ciò che ci scandalizziamo ... Stiamo andando in campagna elettorale e fate vedere che siete bravi a far rispettare anche il buon senso .... In tutte le ditte private son applicate ... Xche mettere in pubblico ciò...!? Ora.....!? Quando i cittadini chiedono una cosa che secondo loro non va bene ... Voi della giunta non ascoltate e x di più trovate la scusa x dirci che sbagliamo ... Ecco il perché dello scandalo ... Continuate a fare come vi pare ... Senza mettere in pubblico ciò che vi fa belli quando dovete chiedere un voto .....siete ridicoli ....

Pablo Utente Vip

05 febbraio, 16:17
La polemica nata, a Senigallia, attorno alla pausa caffè dei vigili la trovo un po’ sciocca perché, secondo me, nasce sciocca la fonte a cui essa attinge. L’impressione che si ha, da questa iniziativa, è che si voglia dare l’idea che l’amministrazione sia attenta ai soldi pubblici, mentre altre avrebbero potuto essere le situazioni per dimostrarlo; la pausa caffè dei dipendenti è solo quella più evidente e comoda da dare in pasto a ..la ggente (siamo diventati tutti una via di mezzo tra il Popolo grillino e quello della sua Libertà).
L’occasione per dimostrare di essere trasparenti la si è persa tempo fa, o per lo meno si è gettata una pesante ombra sopra la voglia, se c’era, di essere limpidi, con la vicenda legata alla Geomarine srl, per esempio, o in quella per la scelta dell’addetto stampa del Comune.
Con l’operazione trasparenza, a mio modesto quanto inutile avviso, si è andati un pochino oltre: si è voluto, leggo su un articolo di Giulia Mancinelli, Vivere Senigallia, definire, punto per punto, i doveri dei dipendenti pubblici (dal divieto di assentarsi dal posto di lavoro senza aver timbrato il cartellino, al divieto di utilizzare, ad esempio, il cellulare di servizio per conversazioni private). Non è certo competenza mia ma avrei visto di maggior utilità una più determinata responsabilizzazione dei responsabili dei vari uffici, che già, responsabili dei loro uffici, dovrebbero esserlo, in virtù anche di qualche voce ad hoc in busta paga. Io la penso come era solito dire il dott. Gaspare Valenti (“che non è un fesso” cit. Mario Intelligente): “La colpa è sempre di chi comanda” (e chi era con me alle Scuole CEMM ne sa qualcosa).
Ma oggi siamo diventati tutti un po’ comandanti alla Schettino: tante regole per i dipendenti, quelli che pagano per le loro malefatte, che godono del libero arbitrio, ché i responsabili hanno altro da fare e quando lo sono, agli occhi di chi sta sopra, lo sono solo quando le cose vanno bene e i loro subalterni si dimostrano corretti, puntuali e ligi al dovere. Sul caffè al bar, vietato ai vigili urbani in divisa, evito di dire la mia stupidaggine per non appesantirne un'altra, contenuta nell'operazione trasparenza, che mi pare già sciocca da sola (ma è un eufemismo).

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