Ciminiera della Sacelit: un necrologio in vista dell'abbattimento

03/03/2014 - Conto alla rovescia per l'abbattimento della ciminiera dell'ex Sacelit e per la riqualificazione provvisoria dell'area in attesa di un nuovo progetto per il futuro dell'area.

Il sindaco Maurizio Mangialardi ha annunciato l'arrivo delle ruspe e delle gru che dovranno, entro giugno, completare il sottopasso di via Mamiani per il collegamento con il lungomare Mameli, la realizzazione di un parcheggio da 500 posti e la demolizione della vecchia ciminiera. Un abbattimento che avverrà entro aprile, subito dopo l'esperimento della gara da parte del comune. Una decisione, quella di radere al suolo la storica ciminiera, presa dalla Giunta che si è dovuta sostituire alla proprietà dell'area a seguito del blocco dei lavori del cantiere.

Nel maggio scorso è arrivata un'ordinanza del Comando del Noe di Ancona che intimava alla proprietà di provvedere entro e non oltre il 20 luglio alla messa in sicurezza della ciminiera avvertendo inoltre che “qualora l'ordinanza non fosse stata ottemperata, l'Amministrazione comunale avrebbe potuto provvedere d'ufficio a spese degli interessati”. Contemporaneamente è arrivata anche una perizia tecnica che sollecitava un intervento di messa in sicurezza o di abbattimento della struttura perchè non più sicura. Il comune a quel punto ha deciso per l'abbattimento non potendo accollarsi, al posto della proprietà (la Fortezza srl che fa capo all'imprenditore Pietro Lanari), i costi di una eventuali ristrutturazione e manutenzione. Una decisione presa per la sicurezza e l'incolumità pubblica ma che ha suscitato il “rammarico” in molti cittadini, affezionati alla vecchia ciminiera. Proprio in questi giorni stanno circolando manifesti a lutto che annunciano la “morte” della ciminiera e il lutto cittadino.

“Nonostante la sua voglia di vivere, l'affetto di cui è circondata dalla gente più sensibile di Senigallia, e nonostante la sua malattia sia giudicata ancora guaribile, il 13 agosto 2013 l'Amministrazione ha deciso un intervento di eutanasia e che cessi di rappresentare la memoria e il simbolo di Senigallia, la nostra amatissima ciminiera -si legge nel manifesto- il triste rito della demolizione avverrà a breve con il dissenso di quanto vorranno partecipare allo sciagurato evento”.

La demolizione è cosa ormai decisa ma l'abbattimento porterà ad un altro intervento, atteso da anni e che rischiava di restare incompiuto come la Sacelit. Grazie all'incasso delle fideiussioni per un milione di euro, il Comune potrà, oltre che abbattere la ciminiera, anche completare il sottopasso di via Mamiani. Il tunnel al momento è pronto solo per la metà di competenza delle ferrovie. Lo sbocco sul lungomare spettava alla Fortezza. A questo punto il comune prende in carico l'opera e la completa assicurando per l'estate il collegamento con il lungomare. Nell'area ripulita infine saranno realizzati ben 500 parcheggi a raso.








Questo è un articolo pubblicato il 03-03-2014 alle 23:43 sul giornale del 04 marzo 2014 - 4334 letture

In questo articolo si parla di attualità, giulia mancinelli

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Se ne farà una ragione: fosse capitato in un altro momento storico forse ci sarebbe potuto essere qualche privato interessato a farne altro, ma viviamo tempi duri...

Luigi Alberto Weiss

04 marzo, 07:58
BENE!!! BRAVI TUTTI!!! Dov'è Italia Nostra? Dove sono i tanti "esperti" e sacerdoti della storia locale, i tanti intellettuali della domenica che riempiono d'inchiostro pagine e pagine di giornali e riviste locali? Ditemi perchè a Chiaravalle la ciminiera della manifattura tabacchi è in piedi? Perchè lo stesso per la foprnace di Serra de' Conti e per quella di Maiolati Spontini? Del resto quando una città si accontenta della Raffaella Fico e dell'ingegnere al Grande Fratello...

N.H.ugo mascetti

04 marzo, 08:39

Off-topic

Il cimelio-ciminiera abbattuto? Entro aprile?
Certo ai vecchi-compagnucci fa "dol" che il figlio (ESCUSSORE di 1 mln di €) sindaco, tradisca L'IDEA-CIMELIO della sua grande mamma politica = Luana.

A. Bucci

04 marzo, 08:46
In una città dove si è permesso di demolire Villa Sorriso per costruirci uno scempio, demolire un teatro storico e costruirci a costo elevato la brutta copia del deposito di Paperon De Paperoni, senza che si muovesse foglia, credo che l'abbattimento di una ciminiera, brutta, inutile, pericolosa, sia auspicabile.

Luigi Alberto Weiss

04 marzo, 09:01
Ah, dimenticavo: sul piano politico nessun colpevole per questo casino dell'ex Sacelit Italcementi? Nessuno sul banco degli imputati di una speculazione edilizia che finirà sul groppone di tutti i senigalliesi? Il favoloso quartiere con albergo di lusso e tutto il resto avevano una... madre, ma ora pare che sia tutta responsabilità del "destino cinico e baro". Una proposta per fare soldi: mettere all'asta con una tombolata il famoso plastico del quartiere. A meno che non serva a Vespa!

Siate tutti realisti.
I soldi per restaurarla non ci sono e poi per farci che ?
A questo punto vale veramente la pena abbatterla.
Anche l'altra ciminiera è stata abbattuta, è mancata a qualcuno ?

Leonardo Maria Conti

04 marzo, 13:24
Mi pare di aver letto nell'agosto scorso che il costo per la messa in sicurezza della ciminiera ammontava a 300 mila euro, mentre per la sua demolizione 330 mila. Se fosse vero, con 30 mila euro di risparmio si potrebbe optare per lasciarla dove si trova ora con una bella web cam sulla cima anche a scopo turistico.

Le cifre non me le ricordo esattamente, ma quello che dice Leonardo considerava la demolizione + la realizzazione sotto di parcheggi.

In effetti nei mesi scorsi non facevo che leggere di commenti di persone che volevano a tutti i costi la demolizione, ora che parte la demolizione leggo commenti di pareri diametralmente opposti ma dello stesso tenore: coerenza cittadina, se ci sei batti un colpo!

Leonardo Maria Conti

04 marzo, 15:05
Riporto con il copia incolla l'articolo del 21 agosto 2013.
Daniele mi sembra che non si parli di parcheggi da costruire.
La ciminiera della ex Sacelit-Italcementi sarà abbattuta. La decisione è stata deliberata dalla Giunta a seguito nell'inadempienza della proprietà, la Fortezza srl che fa capo all'imprenditore anconetano Pietro Lanari, sul suo restauro e messa in sicurezza.

Il simbolo della storia dell'ex cementificio presto sarà demolito, salvo però la possibilità di essere, in futuro, ricostruita come “immagine dell'opificio novecentesco”. Una scelta cui l'Amministrazione è stata “costretta” a causa di una concomitanza di eventi. Primo fra tutti il blocco del cantiere che avrebbe dovuto portare alla nascita del nuovo quartiere. La ciminiera da tempo non versa più in un buono stato di conservazione, soprattutto dal punto di vista statico. A conferma di questo nel maggio scorsa è arrivata un'ordinanza del Comando del Noe di Ancona che intimava alla proprietà di provvedere entro e non oltre il 20 luglio “alla messa in sicurezza della ciminiera” avvertendo inoltre che “qualora l'ordinanza non fosse stata ottemperata, l'Amministrazione comunale potrà provvedere d'ufficio a spese degli interessati”.

La ciminiera, fino a quando non saranno realizzate le opere di urbanizzazione dell'area, è di fatto proprietà “privata” e dunque fa capo alla Fortezza srl. Scaduti i termini, a tutt'oggi la Fortezza srl non ha provveduto alla messa in sicurezza della ciminiera dell'ex cementificio così come intimato dall'ordinanza del Noe. Un intervento che invece dovrebbe essere fatto con una certa celerità, stando a quanto asserito nella perizia circa la verifica statica della ciminiera prodotta dall'ing. Massimo Bernardini di Ancona.

La relazione tecnica infatti ammette che “per quello che concerne la situazione statica si consiglia di procedere celermente sul da farsi (o restauro o demolizione ndr), evitando allarmismi, considerando però che un evento sismico o meteorologico di particolare intensità creerebbe problemi di pubblica incolumità, data l'inadeguatezza della struttura a far fronte a sollecitazioni indotte da questi fenomeni”. Il restauro della ciminiera, secondo quanto stipulato nella convenzione stipulata dalla Fortezza srl con il comune circa gli oneri di urbanizzazione, comporta una spesa di circa 300 mila euro. Una cifra di cui, a questo punto, dovrebbe farsi carico l'Amministrazione. Anche perchè nel frattempo, a causa del blocco dei lavori per le difficoltà economiche in cui versa la proprietà, il programma di urbanizzazione è stato sospeso.

“Un eventuale intervento di miglioramento e adeguamento sismico si prospetta complesso e oneroso, ben più di quanto indicato nella convenzione -spiega il sindaco Maurizio Mangialardi- oltretutto un adeguamento sismico della ciminiera comporterebbe tempi lunghi e lo snaturamento del manufatto stesso, che già oggi risulta isolato dal suo contesto originario”. A questo punto, per garantire l'incolumità pubblica, l'Amministrazione ha optato, al posto del restauro, la demolizione della ciminiera “con carattere d'urgenza e indifferibilità”, proprio a seguito di quanto indicato nella relazione tecnica di Bernardini. “Ovviamente -continua il primo cittadino- resta confermata l'esigenza di valutare un eventuale ripristino del manufatto come immagine dell'ex Italcementi”.

mino Utente Vip

04 marzo, 17:43
Con tutto il rispetto per i morti dell'Italcementi, quella ciminiera faceva e fa troppo schifo per rimanere lì. E' stato un errore costruire quel cementificio in quel posto (prima zuccherificio) così come la ferrovia così vicina al mare. Errori "incolpevoli" di una società contadina che ancora non conosceva il "fenomeno turismo" e senza alcuna cultura "ambientale".
Le torri di Lanari non erano sicuramente meglio, ma almeno quest'ingombrante bruttura, figlia dell'ignoranza, sparirà.