Tende sui terrazzi da vent'anni: ora (solo alcuni) condomini sono accusati di abuso edilizio

21/03/2014 - Alcuni condomini di via degli Abiti sono stati accusati di abusivismo per aver allestito delle tendine parasole sui propri balconcini, tutte ugali fra loro. Peccato che quelle tende sono così da vent'anni, da quando fu chiesta l'autorizzazione comunale.

Con questa lettera vorremmo confrontarci con lei. Sindaco di Senigallia, su ciò che è accaduto a noi e ad alcuni nostri vicini di casa. Alcuni mesi fa, abbiamo ricevuto dalla provincia una lettera, nella quale venivamo accusati di un abuso edilizio non meglio specificato; dopo innumerevoli telefonate riuscimmo a comprendere che avevamo tende da sole e gazebi abusivi: Siamo rimasti mesi in attesa dell’avvio della procedura da parte degli uffici comunali competenti in materia, che ci hanno, con un’altra lettera imposto di smontare le tende e gazebi pena una multa. Ciò che rende questa storia paradossale è che le tende e gazebi non sono stati montati alcuni mesi fa ma 20 anni or sono !!!!!!!!!!!!!.

Il controllo fatto sulle mancate autorizzazioni è stato inoltrato da un vostro zelante dipendente, che crediamo o meglio speriamo, abbia fatto ciò per un ordine di controllo a tappeto sull’intero territorio. A Senigallia crediamo e confrontandoci con altre persone ne abbiamo certezza, sono tanti che non hanno autorizzazioni. Dovendo spiegare i fatti per far comprendere l’assurdità di un controllo come questo, ricordiamo che montando una tenda a cappottina come le nostre, si chiedeva per l’intero condominio, essendo la richiesta proveniente da un edificio nuovo e da più proprietari. Questa richiesta veniva evasa dalla stessa ditta del montaggio delle tende: ai proprietari che fecero richiesta in un momento successivo venne data, dalla ditta di tende da sole, la risposta che era stata chiesta l’autorizzazione anni addietro. Ora la ditta, dopo quasi 20 anni non ha più la documentazione da dimostrare.

Ci chiediamo se può essere accaduto, da parte dei vostri uffici, nel momento della registrazione dei dati da cartaceo a digitale, un errore, una perdita della documentazione. Questioni strane in questa storia ce ne sono, perciò da parte nostra possono nascere questi dubbi, perché ci sentiamo ingiustamente accusati di qualche cosa che se non fossero i 250,00 e rotti euro di multa a riportarci alla realtà, sembrerebbe di kafkiana origine!!! Tutti eravamo certi di aver attivato la procedura corretta per montare gazebi e tende da sole, perciò questo controllo sembra essere un’ingiustizia sul nostro condominio; viene anche da chiedersi come in tempo di crisi il Comune possa spendere le proprie risorse per una questione così banale che di abuso edilizio ha veramente poco!

La burocrazia italiana vanta a sua volta procedure assurde come quelle cui siamo chiamati ad assolvere noi : smontare le tende, chiedere l’autorizzazione e rimontare le tende! Concludiamo nella speranza che risponda alle domande poste in questo pubblico sfogo, considerando che se reato avessimo commesso, noi tutti ci chiediamo se perseguibile dopo 20 anni!

I condomini di via degli abeti, n. 6 e 8 Tonni Perucci Elisabetta, Perini Federica, Gialannella Luigina, Santarelli Gianni , Vianelli Samanta, Riccioni Rita.






Questo è un articolo pubblicato il 21-03-2014 alle 17:52 sul giornale del 22 marzo 2014 - 6001 letture

In questo articolo si parla di attualità

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una foto dell'abuso (o presunto tale) poteva aiutarci a capire meglio di cosa si parla

Vincent

21 marzo, 19:51
Non conosco la vostra situazione in dettaglio ed esprimo solidarietà per quanto fatto nelle regole. Porto la mia esperienza: 3 anni fa feci costruire (dopo avere ricevuto i relativi permessi), un gazebo nel mio giardino. Fui deriso dal mio dirimpettaio per l'esposizione del cartello di inizio lavori. Secondo lui ero un idiota a fare tutto secondo regola.... . Questa è l'Italia signori!

Fra tende e gazebo c'è un abisso.......alcuni gazebo (non in questo caso che non conosco) sono veri e propri appartamenti.....

silvana frattesi

22 marzo, 07:46
Anche a ma anni fa è successo di Dover smontare il gazebo richiedere il permesso e rimontalo !quando in giro si vedono capanni in lamiera e ethernet fuori da ogni regola!

Nessun errore degli uffici comunali senigalliesi.

Senigallia ha regole capestro e vessatorie che permettono all'amministrazione di "spremere" il cittadino come un limone per fare cassa.

Il buon senso è completamente sconosciuto da questa amministrazione, e il caso in questione ne è la lampante dimostrazione.

Continuate pure a votarli, ma evitate di lamentarvi, perchè intelligenza vorrebbe che ad amministrare ci andassero persone serie dotate di buon senso.

Le regole ci devono ovviamente essere, ma quelle con cervello, non quelle assurde!

Sul momento sono perplesso a che un manufatto chiaramente non durabile nel tempo, come un tendaggio o un gazebo monolivello, che sia asportabile in qualsiasi momento e non dotato di servizi autonomi, possa essere paragonato ad un aumento di cubatura e debba richiedere autorizzazioni.
Poi penso alle "bidonville" di certi Paesi del mondo, cresciute a fianco e attorno ai veri edifici, fatte di legno, lamiera, plastica etc.. e senza servizi, e capisco cosa si voglia colpire in questo modo.

Credo che per le tende possa bastare l'autorizzazione condominiale, come in questo caso, per mantenere le regole di "decenza", e per quelle ed i gazebo sia sufficiente un regolamento non troppo stringente ma che si limiti a dare una scelta sul tipo di materiali e colori.
Per i gazebi in aggiunta credo basti regolamentare una superficie massima e prevedere di lasciare la vista "trasparente".

Daniele, credo che ti sbagli; per le tende serve una regolare Dia, così come è assurdo che per mettere su un'insegna ci debba essere l'autorizzazione del consiglio comunale.
Solo in questa città succedono certe cose e poi ci lamentiamo della burocrazia

In un comune limitrofo da anni è in vigore una norma, riconducibile al regolamento edilizio comunale, che prevede che l’applicazione di zanzariere o tende da sole su pareti non aggettanti su spazi pubblici (credo quindi che i manufatti di cui trattasi ricadano in simile casistica) costituisce intervento di manutenzione ordinaria e, quindi, non soggetto ad alcun tipo di autorizzazione edilizia.
Comunque, non tutti i regolamenti edilizi sono uguali.
Ma è pur vero che, se si vuole, basta poco per modificarli.
Infatti, per questo, sarebbe sufficiente una semplice delibera di consiglio comunale.

Commento modificato il 23 marzo 2014

Ciao Wese
Il mio secondo capoverso voleva essere un suggerimento a come mi piacerebbe fosse, non (come in effetti sembra) una spiegazione di come funziona ora.

Solita ricerca di denaro. Si chiederanno qualche procedura amministrativa aggiuntiva e quindi qualche pagamento e tutto sarà sanato. Ci illudono che le tasse nazionali saranno ridotte ma quelle locali sono più che raddoppiate.

Alessandro Manoni

24 marzo, 18:37
È interessante leggere come nell'articolo si dia evidenza che venti anni or sono, al momento dell'installazione delle loro tende, alcuni signori abbiano presentato la Denuncia di Inizio Attività, prescritta dalla legge al tempo vigente.

Questo, secondo la ricostruzione fornita dagli stessi residenti, accollandosi integralmente e con spirito altruistico l'onere anche per tende che altri vicini avrebbero - in ipotesi - potuto montare in futuro e spendendo il nome di entrambi i Condomini, la cui rappresentanza legale è in capo ai rispettivi amministratori e non ai singoli proprietari.

Si noti come, per stessa ammissione da parte dei cittadini, la questione riguardi anche i gazebi, a proposito dei quali la lagnanza è genericamente estesa senza che però a sostegno della stessa venga fornita alcuna ragione.

A questo inverosimile quadro si aggiunga come, con una ironica domanda retorica, si ipotizza che la presunta pratica legittimante le opere, assolta per tutti in un'unica volta da singoli benefattori, si sia dissolta negli archivi del Comune che, invero, al fine di evitare inconvenienti di questo genere sono da sempre, sin dall'era della carta, forniti di un adeguato sistema di protocollo.

E che dietro a tutto questo ci sia una "captatio benevolentiae" nei confronti dell'Amministrazione, anche alla luce della pressione mediatica avvenuta ieri su un quotidiano cartaceo locale?

Infine, è inaccettabile che, nel rispetto dei cittadini onesti che anche in tempi di difficoltà non vivono crisi di valori, si possa pretendere con tale arroganza e vittimismo di tagliare sul principio di legalità.