Mangialardi (Anci Marche): 'Non possiamo permetterci di fermare le riforme'

maurizio mangialardi (anci marche) 31/03/2014 - Mai come in questo momento abbiamo bisogno in Italia di una politica forte e credibile in grado di far ripartire il paese e di diminuire quella forbice sempre più estesa tra i pochi che hanno sempre di più e i molti che faticano ad arrivare alla fine del mese.

Tuttavia per restituire credibilità alle Istituzioni c’è bisogno di una cosa prima di ogni altra: che alle parole tornino a seguire i fatti. I cittadini infatti non ne possono più di una politica fatta di proclami, di impegni sbandierati che finisco poi con l’essere puntualmente disattesi. Quello che la gente ci chiede in maniera pressante è ripensare le forme e le modalità di azioni delle Istituzioni democratiche nel segno della semplificazione, dell’efficacia e del contenimento dei costi della politica. Il Premier Renzi su questo punto è stato molto chiaro: "dopo molto tempo nel quale le Istituzioni hanno chiesto sacrifici ai cittadini - ha detto- ora la politica, se vuol davvero tornare ad essere credibile, deve lei affrontare sacrifici”.

La riforma del Senato che il Governo si accinge a proporre nel suo disegno di legge costituzionale si inserisce perfettamente in questa linea di pensiero: superamento del bicameralismo perfetto che costringe ora un progetto di legge ad interminabili passaggi nei due rami del Parlamento con sprechi e duplicazione di funzioni e stop a senatori eletti ed alle relative indennità, disegnando così un Senato capace di coinvolgere rappresentanti dei Comuni e delle Regioni. Una proposta seria e coerente con quel disegno riformatore già avviato: dall’eliminazione delle province alla nuova legge elettorale, dalla limitazione dei compensi dei manager in società partecipate dallo stato fino all’aumento delle retribuzioni per i redditi meno elevati. Per questo motivo, le riserve avanzate dal Presidente del Senato Grasso non possono essere accolte.

Intendiamoci, una personalità del calibro di Pietro Grasso ha tutto il diritto di formulare rilievi giuridici anche per sostenere le ragioni dell’Istituzione che presiede.

Tuttavia è il proprio il rilievo di fondo che avanza, vale a dire il rifiuto dell’idea di un Senato non più elettivo, che segna a mio parere un passo indietro, chiamando a raccolta forze ed energie attorno ad un progetto di conservazione dell’esistente. C’è bisogno invece in questo momento storico da parte di coloro che rivestono incarichi di responsabilità di una buona dose di coraggio, per immaginare nuovi modelli di azione e funzionamento delle Istituzioni democratiche capaci di accogliere quella radicale domanda di cambiamento che proviene dalla società.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-03-2014 alle 16:29 sul giornale del 01 aprile 2014 - 936 letture

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Dopo Berlusconi potrebbe scrivere una lettera anche a Renzi, no?

Invece credo che quello che ha comunicato il Presidente Grasso sia da prendere in considerazione, perchè solleva anche e soprattutto una serie di questioni che devono essere affrontate per poter realizzare una riforma del Senato funzionale, e non un pateracchio "all'italiana".
Beninteso, se si è deciso che il Senato non sia più elettivo, che si vada avanti per quella direzione senza tentennamenti: ecco, forse quello è l'unico passo del discorso del Presidente Grasso che non condivido.

Luigi Alberto Weiss

02 aprile, 08:36
A parte che dubito sulla conoscenza delle dichiarazioni del Presidente del Senato, credo che solo l'alto livello culturale e morale di Piero Grasso avrebbe dovuto consigliare al sindaco col ciuffo di essere più cauto nel valutarne le osservazioni. La smania renzista che ormai ha contagiato tutti sta dando spazio ai campioni della superficialità, che non conoscono la Costituzione, che liquidano ogni parere contrario o diverso come "ostacolo", che non ammettono quanto certe riforme altro non sono che il consolidamento della casta (in questo caso certamente renziana).