Chiaravalle: la storia di Maura Petrini, come indossare opere d'arte

Maura Petrini, l'artista di Chiaravalle 5' di lettura 07/04/2014 - Il pennello di Maura Petrini è il prolungamento della sua mano magica, del suo cuore sensibile, del suo spirito creativo, come la racchetta per Federer, la bacchetta per Muti, la chitarra per Eric Clapton. Con quel pennello Maura Petrini, trentasettenne chiaravallese tenue e schiva, fa davvero di tutto.

Con quel pennello restaura opere d’arte, compie prodigi tratteggiando ritratti così precisi da sembrare fotografie. Con quel pennello Maura disegna…la vita. Con quel pennello Maura si costruisce il futuro. Sin da adolescente aveva capito che la sua vita sarebbe stata…arte, tanto che gli studi da ragioniera le avevano lasciato un po’ di amaro in bocca.

“Avrei voluto frequentare l’istituto d’arte e quell’idea mi era sempre frullata in testa. Così dopo la Ragioneria, seguii la mia indole e mi iscrissi all’accademia di belle arti di Macerata, al corso di restauro e discussi la tesi sugli arredi sacri della storica Abbazia di Santa Maria in Castagnola di Chiaravalle”. Maura riavvolge il nastro della memoria e ricorda che fin da bambina dentro di lei cullava pervicacemente la passione per il disegno, “tanto che mia zia era contenta di ospitarmi a casa sua e diceva a mia madre che era facile farmi star tranquilla: bastava darmi un foglio per farmi divertire per ore ed ore”.

Maura studia, allena la sua mano, affina la sua arte: il talento c’è già, per quello non c’è problema. Frequenta un corso di pittura parallelo a quello di restauro, ama dipingere ritratti, i volti delle persone e, nel genere, diventa bravissima. “Ho sempre pensato che il restauro fosse un lavoro e la pittura un hobby e quando mi ha assunto la ditta Restaura di Ascoli ho pensato che finalmente avevo un lavoro che poteva consentirmi sbocchi professionali interessanti. Ricordo con piacere il primo lavoro sugli affreschi della chiesa di S. Maria in Casalicchio a Montemonaco e poi quelli sugli affreschi nelle stanze del castello Pallotta a Caldarola, sull’affresco della chiesa di S.Pietro a Collattoni di Montecavallo, un paesino disabitato dove vive, solo d’estate, un’unica signora e dove regnano il silenzio e la pace che amo profondamente”.

Il lavoro non manca; il pennello di Maura è ricercatissimo ed apprezzato e restaura altre opere molto significative: l’affresco di Simone de Magistris nella chiesa di S.Oreste a Casevecchie di Pievetorina, i dipinti a tempera della cupola dell’ex chiesa di S.Floriano in piazza Federico II ed il monumento ai caduti delle Guerre di Indipendenza a Jesi. Lei è soddisfatta e nel segno del suo motto preferito, “carpe diem”, vivi il giorno, coltiva le sue grandi passioni, la fotografia, lo sport (è anche un’ottima pallavolista e tennista) e visita le mostre dei suoi artisti preferiti, Duchamp, Basquiat, Man Ray, Andy Wharol.

“Prima di frequentare l’accademia prediligevo i classici come Leonardo, Caravaggio, Michelangelo poi ho cominciato ad amare i contemporanei, i moderni, gli astrattisti. Uno come Duchamp ti fa capire cos’è l’arte, ti fa riflettere, immaginare, pensare. Mi affascina l’astratto con cui mi cimento ma che non mi riesce bene come il figurativo ed il ritratto. Talenti come Wharol o Basquiat, prendono spunto da qualcosa che esiste, reinterpretano la realtà e ne traggono un capolavoro”.

Maura vive di sogni e di creatività ma torna alla dura realtà quando, dopo 10 anni, il lavoro diminuisce a causa della crisi ed è costretta alla cassa integrazione. Deve inventarsi qualcosa, deve creare dal nulla un nuovo lavoro e riparte dal…pennello. “L’amica Francesca, che allora aveva il negozio Uanandred a Senigallia, mi aveva chiesto di dipingere alcune paia di Converse ed altre scarpe e anche t-shirt. L’idea è nata quasi per caso e potrebbe diventare un lavoro vero e proprio”.

Maura crea una pagina su Facebook, “Scarpe personalizzate di Maura Petrini”, e da lì è un vero e proprio boom. “Prima hanno iniziato gli amici, poi gli amici degli amici ed il passa parola è stato il vero segreto: in due anni ho dipinto oltre 200 paia di scarpe ed anche maglie, cappellini, cravatte, tappi di sughero da usare come portachiavi. Nel periodo natalizio, in un mese, ho personalizzato decine di scarpe ed ora ho richieste dalla Sardegna, Salerno, Milano, da tutta Italia e poi collaboro con due negozi di Chiaravalle e Senigallia”.

I soggetti preferiti dai clienti sono i più disparati: da Mozart e la musica allo sport, colori e simboli della Juve, dell’Inter, ai personaggi come Koby Bryant, la Ferrari. “Alcuni mi danno un’idea da sviluppare liberamente altri mi chiedono immagini precise da riprodurre. Un’atleta mi ha chiesto di personalizzare le scarpe con un disegno che ricordasse le Olimpiadi di Atene del 2004 alle quali aveva partecipato. Poi hanno successo quelle con le farfalle dai mille colori o con i personaggi dei fumetti, come Peppa Pig, Topolino, Paperino, Minnie che piacciano ai bambini. Uso pennelli e colori acrilici con un fissativo che consente il lavaggio dei tessuti. I miei colori preferiti? Il verde “acido” perché è rilassante e poi il giallo. Sono legata alla natura e mi piacerebbe vivere in solitudine, al mare o anche in montagna: di certo non mi mancherebbe il caos della città!”.

Maura ama la musica, Carmen Consoli, Nicolò Fabi, Max Gazzè, Subsonica ma anche il Gaber di “Non arrossire” e, quasi segretamente, strimpella il pianoforte. “In un’altra vita mi piacerebbe suonare il piano, mi fa stare bene”. Viene da pensare che suonerebbe benissimo anche quello. Come “suona” divinamente quel suo pennello, prolungamento di una mano dolce, di un animo sensibile: un pennello che disegna segni e sogni dai mille colori. Un pennello che disegna la vita!








Questo è un articolo pubblicato il 07-04-2014 alle 17:30 sul giornale del 08 aprile 2014 - 4233 letture

In questo articolo si parla di attualità, gianluca fenucci, articolo, maura petrini, converse

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/2ad





logoEV