Punzo: Credibilità politica, 'Non è vero che nulla si muove...'

Alfredo Punzo 18/04/2014 - E nemmeno che “siamo tutti morti”, come qualcuno continua a ripetere come un disco rotto! La credibilità in politica è una cosa molto complicata da ottenere, trasmettere e ancor più mantenere. Ed è difficile persino il solo definirla.

Sicuramente ha a che vedere con le caratteristiche e la storia personale di chi se ne propone portatore; ma è anche assolutamente connessa con il Progetto di Futuro in nome del quale la si vuole spendere quella credibilità; un Progetto che deve essere chiaro, completo, consistente con la Visione di Futuro (che ci “deve” stare dietro) e comprensibile nella sua capacità di risolvere i problemi. Ma, oltre alle qualità personali ed alla qualità del Progetto, per garantire credibilità ad una proposta politica ci vuole anche la “capacità di agire”, il terzo elemento chiave, quel qualcosa di cui la credibilità si nutre perché senza pragmatismo, determinazione e senso dei tempi non c’è proposta politica che non si riduca a poco più di … una presa in giro! Nella credibilità di un progetto politico sicuramente ci sarà anche dell’altro, ma bastano già questi tre elementi per capire che il guaio di questo Paese è proprio il nostro ceto politico, affetto appunto da un insormontabile problema di credibilità!

La principale carenza del nostro ceto politico è la evidente e diffusa assenza di competenze e la pochezza delle storie personali; si tratta di gente che eccelle soprattutto nel “non sapere” e nel “non saper fare” praticamente niente; per i quali la motivazione principale dello “stare in politica” è la marginalizzazione che hanno subito nella competizione civile delle professioni e dei mestieri, che li ha messi alla base della piramide del merito. Quasi sempre, per costoro la politica rappresenta l’ultima spiaggia per ottenere in un modo ‘altro’ ciò che non sono riusciti ad ottenere alla maniera della gente “normale” - ovvero preparandosi e lavorando sodo tutta la vita …

Capite tutti che gente così NON PUÒ partorire una Visione né, tantomeno, dare corso ad un Progetto! Quando va bene, perseguono , invece, “piani di marketing”; che hanno il grosso difetto di non essere a costo zero perché richiedono risorse economiche ingenti, quelle che servono a “concedere cose” a cittadini sempre più irresponsabili in cambio del maledetto consenso, quello che serve a farsi eleggere, rieleggere e rieleggere ancora. È così che la scena politica è stata ridotta ad un “mercato delle vacche”, in cui siamo assordati da slogans che evocano scenari e soluzioni improbabili, dai tempi di realizzazione imprecisati, basati su risorse economiche sconosciute e che perseguono finalità tra loro assolutamente incoerenti e contraddittorie. In altre parole – I DISASTRI che viviamo sulla nostra pelle tutti i giorni: i figli legittimi del livello più basso della politica, quello locale e di cui siamo tutti responsabili!


Una chiave di lettura del fenomeno PD - Matteo Renzi che prescinda da questa rappresentazione della scena politica italiana rischia di essere del tutto inadeguata e fuorviante. Prescindere da questo contesto ci impedirebbe di capire che si tratta di una delle ultime occasioni per cambiare le cose in questo Paese prima di “andare a sbattere” in un disastro socio-economico dagli esiti imprevedibili e pericolosi!

Non fraintendermi: qui il “culto della personalità”, il “populismo” o il “leaderismo” non c’entrano nulla. Abbiamo tutti già dato, al punto da essere assolutamente in grado di non farci “infinocchiare” dai modi oggettivamente “affabulanti” ed a tratti “autoritari” messi in campo da questo nuovo protagonista. Dico , semplicemente, che dobbiamo imparare a giudicare un progetto politico da quello che produce. E non ci sarà nemmeno tanto da aspettare perché, nel breve, di scadenze ce ne sono moltissime! A giudicare quello che sta facendo, confermo tutte le mie impressioni positive di più di un anno fa (fine 2012 all’incirca http://www.viverejesi.it/index.php?page=articolo&articolo_id=378070), quando mi recai alla Mole per vederlo “dal vivo” nella tappa anconetana del suo tour per le primarie del centrosinistra in vista delle elezioni politiche 2013 (che magari avesse vinto!) Sta, senza dubbio, “spaccando” il sistema, con una terapia d’urto determinata - ai limiti della brutalità - che tuttavia è esattamente quello che serve e che nessuno ha mai nemmeno tentato prima! Ed è la strada per restituire “credibilità” alla politica di questo Paese, la cosa di gran lunga più importante di cui abbiamo tutti quanti bisogno! E che possa essere veramente “la svolta buona” (come dicono i suoi …) lo dimostrano le reazioni specialmente dall’interno del suo partito, il PD, che si conferma essere uno dei principali “luoghi del problema” …

È diventato - come e più della vecchia DC - il partito dell’appartenenza! Un partito in cui - appena si è capito che dopo la catastrofe elettorale di Bersani ci sarebbe stato l’avvento di Renzi - è partito un inaudito traffico di “riposizionamenti” ad opera dei soliti “fulminati sulla via di Damasco” che ne infestano in modo particolare le leve locali: flessibili “canne al vento”, allenate da lustri di esercizio ad allinearsi piuttosto che spezzarsi, pur di vedersi riconosciuta IN CAMBIO … l’appartenenza. Che è importante. La cosa più importante! Tuttora. Perché è il pilastro su cui si fondano i sodalizi politici, nel PD come negli altri partiti in generale. È quella cosa in nome della quale si può pretendere di ottenere qualcosa dalla politica: come ben sanno i tanti che hanno già ottenuto (e vogliono ottenere ancora, perché non basta mai …) o che erano in procinto di ottenere (e questa “svolta” gli rovinerebbe assolutamente anni di investimenti ...) o che contavano di ottenere il “TANTO” (in molti casi il “TUTTO”) che forma il loro personalissimo e privatissimo futuro.

Mi direte, ma cosa c’entra Renzi ed il PD nazionale con i vizi e le aberrazioni della politica locale? C’entra TUTTO: perché un partito nazionale è esattamente la summa di ciò che è localmente. Non è mai il contrario. E quando ci si prova – ed è ciò che sta cercando faticosamente di fare Renzi – si tratta di una esplicita forzatura, un’operazione audace, quasi suicida. Perché si tratta dal vertice di scavalcare il ceto politico locale e arrivare direttamente ai cittadini, nel caso del PD, al popolo progressista e moderato che da questa politica è stato escluso e confinato nel gulag dell’antipolitica; che sta parcheggiato nell’astensionismo o nel nuovo populismo “paludoso” di Grillo & Casaleggio! E di cui si DEVE recuperare soprattutto il contributo!

I tempi sono estremamente risicati perché una “forzatura” del genere può aver luogo solo per un arco di tempo estremamente limitato. Nel corso del quale o dal vertice riesci a cambiare le cose, specialmente in periferia, mediante coraggiose epurazioni che facciano piazza pulita della pletora di mestieranti e postulanti che vi imperversano oppure si viene soprafatti e ‘riassorbiti’, come fa un cancro maligno dopo un intervento chirurgico non risolutivo! Che è quello che sperano i d’alemiani di ogni tempo ed ogni età …

Ed è qui che sorge la domanda più interessante su Renzi, la sua sfida più impegnativa: riuscirà a cambiare questo partito? Possibilmente (ma non è indispensabile) senza spaccarlo? È bene rendersi conto che si tratta di una cosa molto, ma molto più impegnativa che preparare il DEF, rimettere in piedi l’economia, sopprimere il Senato, “fare” le nomine nelle partecipate, semplificare la rappresentanza democratica o rimodulare l’architettura costituzionale dei poteri del capo del governo … Ma come si fa un’ “epurazione”?
È semplice ma difficile allo stesso tempo: devi mettere mano in maniera pesante ed invasiva alla composizione sia delle direzioni locali che delle liste elettorali, di qualsiasi competizione elettorale si tratti. Solo così si taglia alla radice la ‘mala pianta’ dei “candidati per forza”; solo così spedisci a casa la pletora di mestieranti che infestano le liste ed i direttivi locali del partito. E mi pare che Renzi sia abbondantemente “determinato” ed “attrezzato” per farlo. La partita si gioca tutta lì, in quelle liturgie stanche e stantie cui siamo stati per troppo tempo abituati (ed anche piuttosto ‘schifati’ per dirla tutta …). Ed è questa la chiave di lettura della renziana determinazione a mantenere in piedi il tanto vituperato meccanismo di formazione delle liste basato sul filtro della segreteria nazionale: NON siamo pronti – ahimè - per nulla di più democratico! E Dio ci scansi e liberi dalla cosiddetta “democrazia del WEB”!

A me - e, spero, a tanti come me - non basterà che ci sia Renzi alla guida del partito per tornare a votare PD: ci vorrà ben altro. Dovremo “vedere” che “ce la sta facendo” a realizzare il cambiamento nel partito. Perché il rischio di entrare in una drammatica fase di ‘riassorbimento democristiano’ è tuttora altissimo a giudicare da quanto si danno fare i maggiorenti locali e nazionali - quelli che vogliono “riprendersi il partito” a tutti i costi, quelli che non ci stanno affatto a “mollare” l’osso dopo tanti anni di “onorata” appartenenza!
Personalmente osserverò (e vi suggerisco di fare altrettanto …) molto attentamente quello che avviene NON a Roma, ma a Jesi (o, se non siete jesini, nel vostro comune), nelle città marchigiane, in regione.

DEVE FINIRE il tempo delle liste fatte da quelli che hanno fatto a vita il “funzionario di partito” senza aver mai lavorato (nessun tipo di lavoro “vero”, intendo …) ma che in compenso dissertano e pontificano con gran disinvoltura di cose (Lavoro, Sviluppo, Ambiente, Sanità …) di cui non sanno proprio niente!

Ed, allo stesso modo, DEVE FINIRE il tempo in cui le direzioni locali del Partito sono affidate a soggetti di cui si fa una fatica estrema ad apprezzare competenze, titoli e storia. Si farebbe una fatica disumana ad accettare nel ruolo di guida di un progetto politico gente del genere: figuriamoci “votarli”! E non parlo “a gratis”: ad esempio, a Jesi, il comune in cui vivo, con tutto quello che gli succede intorno, l’attuale segretario del PD ed il suo cerchietto magico da “Mago Silvan” non riesce ad andare oltre qualche ridicolo manifesto dai colori tristi e pieni di inutili immagini grottesche dei componenti della Giunta locale - tra l’altro ‘inzeppati’ di slogan che non dicono nulla e che forse negli anni ’50 avrebbero prodotto qualche voto ma che oggi riescono solo ad offendere l’intelligenza di chi li legge! E che non sa fare altro che erigere alte barricate di assurde ed inutili ‘regole’ per proteggere il traballante “isolotto” di appartenenza sua e della sua congrega (poco più di un centinaio di iscritti in tutto … in un comune di 40.000 abitanti!) da chi potrebbe mettergliela a soqquadro; e che invece non dice una parola, una che sia una, sulle questioni “vere” che “non è in grado” di affrontare … ed alle quali – invece – il suo leader nazionale (si, quello che – al di là delle appartenenze dell’ultima ora - ‘temono’ come la lebbra …) almeno ci prova a dare risposte praticabili e credibili!

Dei manifesti dei nostri eroi locali parleremo in altra occasione: voglio qui dirvi che qualcosa di “nuovo” nelle Marche mi pare di incominciare ad intravederla e si tratta di ciò che ha deciso la segreteria regionale PD di Comi (non so quanto spintaneamente, ma – francamente - importa poco). Il capolista per le Europee sarà una giovane e brillante donna, tale Manuela Bora, dottore commercialista e revisore legale nonché consigliere comunale del PD a Monte S. Vito; una “candida” (nel senso che non sembra essere un’appartenente …) candidata che - udite udite - ha l’età della mia primogenita (28 anni) ed è preparatissima ed attrezzatissima per il ruolo di parlamentare europea per il quale si propone. Vivaddio: laurea triennale in “Business Administration” alla Bocconi di Milano e specialistica biennale - interamente in inglese - in quella stessa università in “Management delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni europee”.
È un ottimo segno: perché rappresenta la sconfitta del solito criterio dell’anzianità di appartenenza con cui venivano compilate le liste elettorali! Ed è inutile che quelli che nel partito pensavano di “essere appartenuti abbastanza” da trovarsi nella posizione di “stare sul punto di ottenere” si incazzino più di tanto per “non avere ottenuto” in sua vece (come a Bari, per capirci …) la posizione di capolista ( = elezione sicura al parlamento Europeo, e non so se mi spiego …)! Vedremo come sarà il resto della lista …

Voglio concludere con un commento all’ultima uscita di Grillo che ho sentito alla radio qualche mattina fa mentre mi recavo al lavoro.
Secondo il nostro comico-capopopolo, il PD avrebbe scelto per le posizioni di “capolista” per le Europee ben cinque “veline” tra le quali deve aver incluso anche la nostra Manuela Bora.
Francamente, non so questo guitto quand’è che le partorisce queste idee, la sera prima di pigliare sonno o la mattina appena sveglio, magari un secondo prima di andare al bagno (scusate il lessico, ma cerco di mettermi alla sua … bassezza).

Di sicuro mi fa venire in mente quello che scrisse su Facebook un suo seguace jesino ‘di primissimo piano’ quando gli fu chiesto cosa avesse mai fatto nella vita o per la comunità Vallesina la signora Agostinelli che nemmeno risiedeva a Jesi (per chi non lo sapesse è la parlamentare M5S eletta nella nostra circoscrizione) per meritare la candidatura al Parlamento alle ultime politiche.
La risposta NON FU la citazione di un curriculum pieno di titoli o di competenze (di un qualsiasi tipo …), ma una cosa molto lontana da quanto si può citare per Manuela, la “velina” di cui sparla Grillo.
La risposta fu che la Agostinelli: “… è una che se lo è meritato ed è più jesina di tanti jesini perché …” – pensate, scrisse proprio così – “… si è fatta il mazzo nelle manifestazioni!”
Cosa dire, forse è il “titolo” più prestigioso da infilare nei curricula del futuro, quando ci sarà GAIA a governarci tutti (http://www.casaleggio.it/media/video/gaia-il-futuro-della-politica-1.php). Il sottoscritto, per fortuna, non ci sarà per motivi anagrafici, ma già me la vedo una selezione (per qualsiasi posizione …) del mondo post-2054, quello dei deliri di Casaleggio & C.:

(Selezionatore) “Cosa sa fare lei? Che studi ha fatto? Cosa ha fatto nella vita fino ad oggi?”
(Candidato/a): “MI SONO FATTO/A IL MAZZO NELLE MANIFESTAZIONI”.
(Selezionatore) “Ahhhh ! Benissimo, avanti che c’è posto, la aspettavamo con ansia … Complimenti!“

Roba da matti; mi viene fin troppo facile parafrasare Marx allo stesso modo che il nostro il “comico” eroe ha parafrasato Primo Levi: “FANCAZZISTI DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI”. Ma attenzione, ce lo insegna la Storia: è già successo una volta nel nostro Paese che il ‘fancazzismo’ ha preso il sopravvento su tutto in un momento di estrema difficoltà economica e morale. Finì – come saprete – con uno tsunami di inaudita violenza che si portò via tutto: 20 anni di Duce e di tragedie di cui ancora oggi portiamo il segno! Sono responsabilità enormi della politica di allora come della politica di oggi. SPECIALMENTE DI QUESTO PD! Oggi come allora. Occhio gente. E meditate. Che farlo oggi non costa nulla … PER ORA!





Questo è un articolo pubblicato il 18-04-2014 alle 18:22 sul giornale del 19 aprile 2014 - 3400 letture

In questo articolo si parla di politica, jesi, Alfredo Punzo, articolo, credibilità politica

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... È poco Wally. Veramente. Troppo poco. E chi ci legge ... lo sa!

Matteo Stronati

19 aprile, 01:47
A me Alfredo Punzo fa sempre spaccare dalle risate...Sembra una macchietta da un film di De Crescenzo!

Carissimo,
Nel tanto tempo libero a sua dispozione, data la rilevanza praticamente nulla del suo gruppo "Patto per Jesi" sia in Consiglio comunale che e soprattutto in città (non riuscite da mesi neanche a far partire il vostro sito internet, figurarsi un gruppo consiliare! E dal Maggio 2012 non avete incontrato i cittadini neanche per sbaglio), Le consiglio di dare una occhiata al seguente link nel quale troverà il resoconto dell'attività parlamentare di Donatella Agostinelli:

http://parlamento17.openpolis.it/parlamentare/agostinelli-donatella/686429

E quindi fatti, non parole in libertà. Almeno la prossima volta potrà basare le sue considerazioni su qualcosa di più concreto di un "sentito per radio".

Inoltre, e questo sempre a dimostrare il pressapochismo con cui evidentemente Lei approccia ogni questione, il buon Grillo quando parlava di "veline" si riferiva a Picerno, Moretti, Mosca e Bonafè.

La saluto e La lascio con un pensiero proprio di De Crescenzo che Le si addice benissimo: "Il massimo della vanità è scrivere i propri pensieri, nascondere il quaderno e sperare che qualcuno li pubblichi su Vivere Jesi..."

Caro Matteo,
Sarò brevissimo sennò chissà cosa mi dice stavolta. Un solo pensiero: per motivi anagrafici (c'avrei 99 anni ...) io nel 2054 non ci sarò. Lei però si data l'etá ... Auguri! Anche di buona Pasqua. E lasci perdere De Crescenzo che non è cosa sua: dovrebbe bastarle giá Grillo, che pensa lui a tutto! Ed è uno che non ha dubbi (letturina consigliata: L. De Crescenzo "Il dubbio")
Su PxJ, la "vanitá", il "sentito per radio", la sua parlamentare ed "il tempo" che avrei da perdere (ma di cui dubito fortemente che conosca il valore ... non quello mio - non mi permetterei mai - ma il tempo in generale) lascio a ciascuno le sue idee e le sue opinioni. Tra l'altro, come non potrei: mica sono Grillo io ...
Buone risate (lo sa il proverbio latino, no?)

Matteo Stronati

19 aprile, 13:54
Caro Alfredo,
Ringrazio per gli auguri pasquali e ricambio a te e famiglia (tra l'altro se stasera riesco, mi piacerebbe passare ad ascoltare il sempre bel concerto dei Turkish Cafè al Libero Arbitrio).

Un consiglio: dato che Jesi è Città dello Sport 2014, alla prossima Notte Azzurra potresti presentarti come campione nella disciplina dello "Slalom senza rispondere nel merito"...Te la cavi alla grande!

Buona giornata!

Matteo

Maria Teresa Mancia

19 aprile, 20:06
Caro Punzo,

sono la consigliera che le sta di fronte ad ogni seduta consiliare.

Ultimamente ho molto apprezzato il suo tentativo di contenersi negli interventi in aula e, francamente, concordo con l’insofferenza da lei dimostrata ad ogni palese predita di tempo in chiacchiere. Per questo resto abbastanza strabiliata dalla lunghezza, nonché dai toni di quanto scrive. Lunghezza e livore.

L’appartenenza ad una lista civica locale esclude i suoi aderenti ad una piena e diretta identificazione con liste e candidati, tanto alle Europee quanto alle Politiche. Sarà per questo che in ogni parola e locuzione sento trasudare il suo disagio, che per altro comprendo. Non è facile collocarsi, in un momento così drammatico per il Paese.

Con un po’ di onestà intellettuale, dovrà convenire con me che il ritratto del ceto politico da lei stesso tracciato, non riguarda il MoVimento 5 Stelle, bensì quei politicanti che hanno condotto il Paese al dissesto e al disastro.

Così come dovrebbe riconoscere che l’Agostinelli, prima di essere eletta deputata alla Camera, non passava il tempo a fare manifestazioni e basta, come invece ha inteso sarcasticamente sottolineare, ma era impegnata da almeno cinque anni a difendere il diritto alla salute dei cittadini della Vallesina e la salubrità del nostro bel paesaggio e del maltrattato territorio marchigiano.

Lei, caro consigliere, non è obbligato ad amarci, ma neanche a denigrarci gratuitamente e sconsideratamente. Ovviamente poi faccia come crede. Tanto certi attacchi sortiscono l’effetto di un boomerang.

Si chieda piuttosto se il livore che manifesta nei confronti del M5S non sia legato ad una visione diversa di energia e di ambiente; alle diverse valenze attribuite alle energie alternative; a quel rigassificatore che lei, ingegnere dell’Api, vorrebbe vedere realizzato a largo di Falconara e noi no, ovviamente.

Chissà? Magari mi sbaglio. Comunque sia non mi risponda, perché non c’è nulla da dire che non abbia detto già.
Buona Pasqua e buona decisione per le Europee!
Maria Teresa Mancia

Ma, Matteo, nemmeno tu mi hai mosso alcuna osservazione sul "merito" di quel che ho scritto: mi pare che la pista di sci - se io sarei quello che fa slalom - tu non ti disturbi proprio ad affrontarla, in un qualunque modo! Devo purtroppo dire (il purtroppo è per te, non per me ...) che ti sei limitato solo a qualche - lasciami dire così - "ingeneroso" appunto personale, del tutto fuori misura.
Eppure, se cerchi bene - tra tanta "vanitá" e cercando di non farsi distrarre dalle "risate" - di elementi su cui esprimere un' opinione (tua però, mi raccomando, quelle di Grillo le conosco giá, nel senso che non si capisce quali siano ...) te ne ho forniti una montagna!
Mi riesce difficile aggiungere altro, veramente. Anche perchè il "tempo da perdere" - che non ho ma che ho dovuto trovare - se uno decide di "perderlo" cerca di usarlo al meglio! E - mi sono riletto (sai, noi vanitosi ...) - credo di averlo usato bene il tempo, per una buona causa ovvero far riflettere la gente in un momento di estrema confusione per dare una mano a non farsi fregare ancora ...
È mattino, i Turkish me li sono persi (sono cascato dal sonno!): speriamo che mia figlia non si sia incazzata!
Un cordiale saluto.

Andrea Pieralisi

21 aprile, 20:52
siete tutti logorroici. magari si potesse produrre energia elettrica con le vostre parole.....

Cosa vedono i miei occhi ?!?
Sogno o son destRo ?!?
L'autore di questi articolo è lo stesso Punzo che si inalberava quando si parlava della sua credibilità quando tentava di dare lezioni al mondo? Lo stesso Pubzo ora parla della credibilità altrui?

Due pesi e due misure... :)

Carissimo "La Zanzara",
bentornato (mi sei mancato, veramente!)
Un saluto

Stimata collega consigliere Maria Teresa Mancia,
mi spiace non poterla accontentare, ma non posso ‘rispettare’ la sua richiesta di evitarle una replica sia per il carattere pubblico dei suoi appunti che per il “valore” che attribuisco al confronto di cui è fatto il dibattito politico. In ogni caso, cercherò di essere succinto, quanto meno per lenirle il “fastidio” che ha espresso per le cose lunghe (che, per la verità, condivide con altri).
Innanzitutto, lei chiama “livore” ciò che è il “grave disagio” (non solo mio) di dover convivere con l’estrema difficoltà di “rimozione” di un ceto politico che continua ad ammorbare con la sua esistenza la vita civile e politica di questo Paese. Inoltre, non c’è da parte mia alcun spirito “denigratorio” nei confronti di M5S soprattutto perché non penso affatto - ma questo lo sa già – che i rappresentanti di M5S siano portatori di quelle aberrazioni “patologiche” che ho descritto e che tanto male fanno alla credibilità della politica. Non so, onestamente, cosa ci riserva a proposito il futuro: ma per ora – e bisogna rendergliene merito - non v‘è motivo alcuno per supporlo. E niente non è, con i tempi che corrono! Tuttavia, ciò detto, devo confermarle che continuo a ritenere il progetto politico di M5S “poco credibile” per tutte e tre le ragioni che ho illustrato nell’articolo.
Qualità delle persone. Lo so, è sempre “antipatico” parlarne perché si rischia di trasformarle in questioni personali. Ma non posso nasconderle l’estremo disagio che provo quando immagino di mettere il MIO Futuro nelle mani di soggetti che non ritengo “attrezzati” a gestirlo. Ed essere attrezzati per me non significa semplicemente essere laureati o possedere un bagaglio culturale equivalente, anche se la ritengo una pre-condizione difficilmente aggirabile. Il punto è che chi aspira a “rappresentarmi” politicamente deve aver dimostrato con la sua Storia personale che è in grado di utilizzarlo il bagaglio culturale che lo caratterizza; per se stesso e per gli altri; per essere stato capace di contribuire con la propria attività alla ricchezza della comunità; e con il suo reddito personale alla fiscalità dello Stato. È la ragione per la quale mi aspetto – ad esempio - da uno che si è laureato in ingegneria che faccia l’ingegnere e non l’autista di autobus (come ha “scelto”, pur di non lasciare Napoli, un mio collega di corso); e lo stesso vale per un laureato in legge, in economia o in medicina. Con le solite, motivate e, soprattutto “poche” eccezioni tra le quali – almeno per quel che mi riguarda – non figura la cosiddetta “scelta ideologica”. Mi rendo perfettamente conto che il mio è un criterio discutibile – tutto lo è ... – ma, me lo concederà, almeno è un criterio “pragmatico”, che fa piazza pulita di tutta una serie di “scuse”, “alibi” e “scorciatoie” che sono alla base delle tante “cambiali in bianco” che ci viene chiesto continuamente di firmare quando andiamo a votare. E non mi fraintenda: tutte le scelte hanno una loro legittimità; ma ci sono scelte che senza dubbio tolgono una bella fetta di credibilità alla rappresentanza politica.
Qualità del Progetto. Non ho difficoltà a riconoscere (non ne avrei motivo alcuno ... l’ho fatto anche in pubblico) come M5S col suo lavoro politico compia uno sforzo veramente notevole e meritorio di “vicinanza” alle persone ed alle loro istanze. E non è nemmeno un mistero che, personalmente, condivida in merito a più d’una questione sia le analisi che le ricette di M5S, anche se su altrettanto numerose altre questioni il disaccordo è invece pressoché totale. Ma questo conta poco: quello che faccio veramente fatica a ritrovare è la coerenza complessiva del Progetto di M5S, la Visione che ci sta dietro. Cosa voglio dire: se prendiamo ad esempio materie che stanno tanto a cuore sia a M5S che al sottoscritto, in fatto di energia non si può pensare di poter fare a meno dei combustibili fossili (metano incluso) senza immaginare qualcosa di solidamente alternativo e competitivo che non siano le “immature”, ed economicamente ”suicide” energie rinnovabili solo perché ... il Popolo le vuole! E, in materia di ambiente, non si può ignorare che i limiti che fissiamo all’impatto delle nostre attività sono sempre e comunque dei limiti “relativi”; nel senso che non sono fissati “a divinis” dal Popolo sovrano ma esprimono il tipo di compromesso che come comunità siamo disposti ad accettare tra ciò cui “decidiamo” di rinunciare e ciò che invece siamo determinati a difendere ad ogni costo. Che, se permette, oltre ad essere un confine assolutamente soggettivo e – quindi - da negoziare con tutti, impatta su tutta un’altra serie di vincoli di varia natura (etica, economica, politica) con i quali bisogna fare (e, soprattutto, “far fare” a tutti, popolo sovrano compreso …) accuratamente i conti. E sono solo poche battute su due degli innumerevoli esempi che evidenziano quanto sia fondante per un Progetto la coerenza di una scelta su una data questione rispetto a tutte le altre scelte che occorrerà comunque fare. Accogliere ogni fuga in avanti su ogni singola questione - come, secondo me, fa troppo spesso M5S - come se ogni scelta fosse indipendente dalle altre significa indulgere al più classico dei populismi (nell’accezione “migliore” del termine, non si offenda, nulla a che vedere con ben altri populismi …), in forza del quale è giusto “a prescindere” tutto ciò che arriva dal “popolo oppresso”; e immaginare che siano sempre i comportamenti e lo strapotere dell’oligarchia di turno a decidere e disporre ogni cosa è solo un modo per deresponsabilizzare proprio quello stesso “popolo” di cui vogliamo soddisfare i bisogni, incoraggiando e dando per lecito ogni suo comportamento e pulsione. È lo stesso atteggiamento che si assume in Europa, quando si avalla l’uscita dall’euro, perché i “tedeschi” di turno ci starebbero tiranneggiando, ignorando i FATTI (e cioè che siamo stati e continuiamo ad essere molto ”allegri” nella gestione delle risorse) e trascurando tutto ciò che conseguirebbe da una nostra uscita ... e così via. Il fatto è che così – inseguendo la “pancia” della gente – si finisce col produrre un Progetto senza Responsabilità, e perciò senza Visione, che per questo non potrà mai trovare la mia condivisione, anche se su questioni singole possono esistere forti punti di contatto e quindi di collaborazione.
La capacità di agire: per me, non è accettabile una proposta politica che preveda il congelamento dei milioni di voti che ha raccolto nell’attesa di diventare maggioranza assoluta! Anche perché la cosa potrebbe non accadere mai! (e personalmente lo auspico ... per qualsiasi Visione, fosse anche la mia!) Bisogna, invece, avere la capacità di accettare di convivere con Visioni diverse dalla nostra! E bisogna usare il consenso che si riesce a raccogliere per mettere in piedi insieme agli altri un Progetto comune, che sia il massimo tra i divisori comuni delle differenti Visioni che concorrono per il governo del Paese. Altrimenti, mentre aspettiamo che arrivi il fatidico 51% succede solo ... il Bersani-show, quello andato in onda nel corso delle consultazioni on-stream cui abbiamo tutti assistito dopo il risultato elettorale e di cui – ahimè – non è rimasto NULLA. Mentre, nel frattempo, il debito pubblico e la spesa per interessi continuano a crescere, l’evasione fiscale con la profonda ingiustizia sociale che genera per definizione (dato che a pagare sono sempre i più deboli ...) continua a galoppare ed il saccheggio delle risorse pubbliche da parte della mala-politica continua imperterrito, come e più di prima. Oggi Renzi ha messo insieme Grillo e Brunetta in un insolito duo di “chiacchieroni”, contrapponendoli a quello che lui chiama il “governo del fare” (oddio, ma perché mi viene subito in mente “Crozza”?! Forse perché … è bravo?) Purtroppo, al di la dell’apparente sommarietà del giudizio - che è il solito “prezzo” che si paga all’efficacia comunicativa - mi sa che ha ragione. M5S poteva partecipare al governo di questo Paese, realizzandone parecchi dei punti del suo Progetto. Poteva partecipare anche al governo di Jesi, che mi interessa un po’ più da vicino. Magari da una posizione un po’ più determinante della sola presidenza della Commissione Speciale di Studio sull’Ambiente, che il sindaco Bacci ha voluto comunque istituire (personalmente, non ero d’accordo, non fosse altro che per ragioni di reciprocità: avreste fatto altrettanto? Magari accettando di votare la presidenza del primo “Punzo” che passava di lì?) Questo limite tattico ed operativo che il M5S ha mostrato sia a livello nazionale che locale, questo non aver voluto partecipare al governo del Paese come della nostra città, è – per quel che mi riguarda - il suo più gravoso limite di credibilità!
Come vede, collega Mancia, nessun livore, nessun preconcetto. Solo opinioni, d’accordo, un po’ diverse dalle sue, ma argomentate, non semplici slogans: ma niente di male! Anzi, ad usare un po’ di quell’onestà intellettuale cui pur mi richiama ma che, invece, io non ho nessuna difficoltà a riconoscerle, credo sia un bene! Non crede?




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