Tenta di rubare rame dall'ospedale mentre aspetta un parente al pronto soccorso, arrestato 28enne

La refurtiva nascosta e pronta per essere caricata in auto Nelle prime ore di giovedì 29 maggio, i carabinieri dell’Aliquota Operativa del dipendente N.O.R. hanno arrestato un giovane, colto sul fatto di rubare rame all'interno dell'ospedale.

Il giovane di 28 anni, C.E., disoccupato, residente presso i campi nomadi di via Carlo Marx n. 7, stava aspettando un suo parente che si trovava al pronto soccorso dell'ospedale cittadino di viale della Vittoria intorno alle 22.30, quando ha notato intorno ha notato che i locali caldaia, posti a piano terra nei pressi del parcheggio del pronto soccorso, avevano le porte socchiuse.

Approfittando del buio e dell’angolo nascosto, ha cominciato a prendere delle serpentine in rame dal peso di 20 kg ciascuna, portandone 5 nei pressi dell’autovettura di sua proprietà, per poi caricarli in un secondo momento.

Questi movimenti sospetti, però, sono stati notati da un cittadino che si trovava ai piani alti del nosocomio e che, solertemente, ha chiamato il 112 ed avvisato il personale medico che si trovava a piano terra.

A quel punto il giovane notava l'allarmismo e rientrava in sala d'attesa facendo finta di essere uscito per fumare. All'arrivo della pattuglia dei carabinieri veniva perquisito prima il giovane e poi la sua autovettura, che aveva il portabagagli già aperto ed i sedili ribaltati, pronta quindi per il carico di rame. Il rame sottratto, del valore di 500 euro, è stato restituito alla struttura ospedaliera.

Oltre a contestargli l’aggravante di aver commesso un furto su cose esistenti in edificio pubblico, è stata applicata per la prima volta dal Comando locale anche una specifica aggravante, introdotta con il Decreto Legge dell’agosto 2013, poi convertito in legge, in materia di sicurezza, che riguarda il furto di materiale sottratto ad infrastrutture destinate a servizi pubblici.

Avvisato il Sostituto Procuratore di turno, dott. Paolo Gubinelli, lo stesso disponeva di trattenerlo agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida e del giudizio con rito direttissimo.


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it






Questo è un articolo pubblicato sul giornale del 31 maggio 2014 - 1182 letture - 0 commenti

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