Mariangela Paradisi: "Creiamo un Fondo di garanzia bancaria a favore delle attività alluvionate"

mariangela paradisi 20/06/2014 - Ho accertato presso un Segretario comunale di un altro Comune che la normativa consente di attivare un apposito capitolo di bilancio comunale per fornire garanzie bancarie a favore delle imprese.

È utile ricordare che destinare, che so, 100 euro ad uso di garanzia per quelle attività che non possono fornirne per ottenere prestiti che consentano loro di ripartire dopo l’alluvione, genera un effetto moltiplicatore positivo sul reddito cittadino di molto superiore a 100 euro erogati per riempire un carrello della spesa.

"335 negozi o botteghe, 50 opifici, 56 alberghi, 40 uffici privati. E alla conta, mancano ancora le aziende agricole", come ha rilevato la CNA, avrebbero meritato una immediata attenzione che non c’è stata. La questione, dunque, si fa ora urgente.

Pertanto, al Sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, chiedo:

a) fatti salvi i casi di indigenza accertati, mitigabili solo tramite la pubblica assistenza, e agendo per tutti gli altri casi nel senso di accelerare i risarcimenti e di fornire garanzie bancarie anche alle famiglie che non abbiano altra possibilità di riparare i danni dell’alluvione, non potendo fornirne di proprie, di destinare i fondi messi a disposizione dalla Cei e dalla Fondazione Cariverona a favore delle garanzie in oggetto. Nel caso non fosse possibile poiché, contrariamente a quanto è stato annunciato, non se ne ha la libera disponibilità, di destinare allo scopo appositi fondi di bilancio. Detti fondi, tra l’altro, al netto delle eventuali insolvenze, potrebbero tornare nella disponibilità della casse comunali a estinzione dei prestiti o al momento degli eventuali risarcimenti statali.

b) in aggiunta o in alternativa, di destinare gli immobili di proprietà comunale al suddetto Fondo di Garanzia, compresi gli immobili di cui si è decisa la vendita. Negozi, palazzo Gherardi, fino alle sedi stesse degli uffici comunali, se necessario.

Chiedo inoltre che alla presente proposta sia data sollecita risposta da parte del Sindaco, dalla Giunta e dal Consiglio Comunale. Il futuro benessere di Senigallia e relativa occupazione non possono prescindere dalla presenza di un tessuto produttivo, commerciale, agricolo e di servizi che vada oltre la movida e il turismo balneare, che peraltro ben poco sembrerebbero apportare al benessere collettivo se è vero che, così come rilevato dalla Cei, su 1200 famiglie alluvionate ben 600 si trovano in una condizione di disagio economico. E, attenzione, non c'è tempo da perdere! È già passato oltre un mese e mezzo dall’evento alluvionale e i treni delle opportunità per le attività economiche, già massacrate dalla crisi, passano veloci. Una volta persi, lo sono per sempre. In un mercato difficile com’è quello attuale, i clienti non aspettano.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-06-2014 alle 15:05 sul giornale del 21 giugno 2014 - 3329 letture

In questo articolo si parla di economia, mariangela paradisi, alluvione e piace a Daniele_Sole

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E' una proposta, questa, che vale la pena indagare sulla sua fattibilita'.

Sicuramente su una cosa sono d'accordo: il volano dell'economia di una citta' intera non puo' reggersi solo sulle spalle di alcune attivita' commerciali/produttive e su un turismo che, se vero quello che dicono le statistiche economiche, non e' che vanti bilanci cosi' rosei e quindi ricadute positive sulla citta'.
La richiesta continua in questi anni al Comune di intervenire, da parte di varie associazioni economiche, anziche' attingere a fondi propri, pare esserne una prova.

Luigi Alberto Weiss

21 giugno, 10:22
Professoressa Paradisi, lei è stata sempre almeno un passo avanti rispetto agli amministratori comunali e al loro vassalli di contorno. Questa proposta ha un difetto e un pregio. Il pregio è quello di occuparsi della realtà dei fatti e di trovare soluzioni altrettanto realistiche e trasparenti. Il difetto è quella di non considerare il peso delle lobby "balneari", quelle che da sempre pretendono che i costi siano a carico del sistema pubblico (ripascimenti di spiagge, asfaltature di lungomari, sorveglianza degli stabilimenti ecc.) e i ricavi a favore dei privati. Comunque ancora una volta tanto di cappello alla professoressa.

La ringrazio per gli apprezzamenti, Luigi. Ed è vero, la mia proposta pecca d'ingenuità. L'amministrare con semplicità, come sarebbe auspicabile, lascia poco spazio alle deroghe e al dirigismo.