Landi: Sacelit, il piano strategico come risposta allo sviluppo di Senigallia

sacelit 11/07/2014 - Dall’incontro di ascolto promosso dal P.D. tra il sindaco e le rappresentanze cittadine, nonostante le difficoltà del momento, si è evidenziato ottimismo per il futuro grazie alla comune consapevolezza delle grande potenzialità che Senigallia è ancora in grado di offrire. Serve però un coordinamento che tessa le proposte espresse in un programma di sviluppo che rappresenti in chiave moderna e autonoma“ la proposta della città“ a cui ciascuno, rappresentanze politiche comprese, possa attingere come guida di riferimento.

La condizione irrinunciabile e necessaria, anche se da sola non sufficente è quella di elevare lo standard della qualità urbana promuovendo residenzialità e creatività volani a loro volta di nuove opportunità. C’è da scommettere su un modello nuovo di città che intuisca e anticipi le indicazioni di quella filosofia rivoluzionaria che ne regola l’organizzazione con modalità innovative che addirittura rinnegano e sconfessano concetti e canoni consolidati, adeguando la struttura pubblica, da una funzione di controllo alle regole di piani regolatori obsoleti e raffazonati ad un nuovo ruolo progettuale e propositivo, oggi praticamente inesistente. In pratica serve per la città, contestualmente alla programmazione ordinaria, una pianificazione di medio e lungo termine nella quale si riconosca la prima e che definisce il quadro di riferimento per ogni tipo di intervento, anche di emergenza come tessera congruente di un unico mosaico.

Questo porta ad ottimizzare le risorse, senza sprechi pilotando le migliori proposte progettuali. Per una maggior comprensione del concetto si può portare ad esempio il caso della tragica alluvione dove le problematiche del fiume sono inquadrate in chiave settoriale e non sinergica. Si pensa di rimediare al problema delle esondazioni con interventi specifici ad esse mirati senza immaginare un progetto più completo che contestualmente contempli anche altre tematiche di grande attualità come la conservazione e lo stoccaggio delle risorse idriche, magari con un bacino artificiale che a sua volta possa utilizzarsi anche come impianto sportivo per lo sport remiero, centralina idroelettrica e impianto di acquacoltura, il tutto inserito in un progetto di riqualificazione ambientale di parco agrario fluviale da estendersi fino alla foce, stimolo per ulteriori opportunità da cogliere per le attività turistico-ricreative. Dotarsi di un moderno piano strategico da condividere con i territori di atri comuni su perimetrazioni flessibili, determinate di volta in volta da specifiche affinità, significa trovarsi sempre pronti con progettualità idonee a cogliere e ad attrarre potenziali finanziamenti e a giocare d’anticipo sullo sfruttamento delle continue occasioni che nascono dai livelli sovraordinati come quella, dall’Europa, con la macro regione adriatico ionica, che può aspirare a diventare la più importante destinazione turistica al mondo, con un brand promosso da un’organizzazione di rete e con lo stimolo alle competitività interne che dovranno attrezzarsi per anticipare, intuire e inseguire tendenze e processi di mutazione di un turismo sempre meno stazionario e più itinerante.

E’ necessario costruire una città a forte capacità di attrazione che diventi tappa di stazionamento irrinunciabile di ogni itinerario di viaggio rispolverando il blasone storico di grande spessore, propagandando le straordinarie eccellenze del territorio, sostenendo e promuovendo sempre più i grandi eventi e soprattutto lavorando per rendere veramente viva e bella la città, decongestionandola dal traffico, costruendo un habitat ideale di piacevolezza che stimoli, oltre la residenza stabile, anche la sosta transitoria. Quest’ultima è la sfida più difficile perché significa rivedere anche scelte già fatte che non sono in sintonia con questo obiettivo. Per fare degli esempi basta verificare quanto sia complicato muoversi in bicicletta dal centro storico al campus scolastico o alla zona commerciale, perché nel progetto di 20 anni fa del riordino viario per questa zona si è trascurata la mobilità dolce, risolvibile da una diversa impostazione progettuale anche più funzionale e meno costosa. Lo stesso errore rischia di ripetersi, ma con risonanza ben più ampia, se intorno all’area Sacelit-Italcementi non si troverà il coraggio di rivedere il progetto dell’urbanizzazione, banale brutto e costoso con un alternativa d’eccellenza paradossalmente anche in questo caso ben più economica.

Con impostazioni di autofinanziamento si potranno anche creare nuove monumentalità e infine una particolare attenzione va rivolta alla realizzazione di un progetto che preveda l’ulteriore espansione del porto. Un buon piano strategico non va confuso con una proposta urbanistica ma è molto di più è una moderna visione socio economica globale, proiettata a lunga scadenza senza formulazioni codificate, un’intuizione in anteprima adottata ciascuna a proprio modo da circa 40 città raggruppate nel RECS (rete delle città strategiche rappresentate nelle marche da Jesi e Pesaro, prima in Italia con Torino) e dovrà essere lo strumento da impostare per Senigallia per garantirle una prospettiva vincente per una sicura crescita di ogni settore economico, al di la del fatto che in questo articolo abbiamo prevalentemente trattato di turismo, attingendo magari a quanto di meglio è già stato sviluppato da altri.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-07-2014 alle 17:23 sul giornale del 12 luglio 2014 - 1807 letture

In questo articolo si parla di attualità, Paolo Landi e piace a iolo_so

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/67I


Venneri Maurizio

12 luglio, 08:57
L'unica voce fuori dal coro,ma con un giusto approccio alle problematiche per poterle risolvere.
Bravo ing.

Questo sarebbe il momento buono per chi ha in proprieta' l'area, e contando sui supporti politici locali e nazionali della nostra Amministrazione, per far conoscere il piu' possibile l'esistenza di un'area assolutamente centrale inserita nel contesto di una citta' turistica apprezzata per poter far affluire privati esterni interessati ad investire.
Ma sia chiaro a tutti che i privati investono se ci sono pochi paletti: superando quegli ostacoli l'area ex italcementi puo' davvero diventare per Senigallia quanto e' EXPO 2015 (escluse mazzette...) per Milano.
Se prima era una occasione da non perdere per il rilancio della citta', ora lo e' ancora di piu': e su questa progettualita' che si misurera' la qualita' di questa e della futura amministrazione nelle prossime elezioni.

PS: strano che non ne senta ancora parlare da nessuno, eppure presentare dlle buone idee fattibili per questa area sarebbe' un bocconcino elettorale prelibato con cui davvero misurare la differenza tra la politica delle "chiacchiere" e quella del saper fare.
Che aspettate? ;-)

Complimenti Maurizio e Daniele per essere riusciti nell’intento di commentare l’articolo che io sto leggendo da ieri sera (l’avrò fatto almeno tre volte) senza capirci molto.
Mi sembra quasi una tesina di un corso di laurea in pianificazione urbanistica (senigalliese), e stento a percepire l’intento dell’estensore.
Eppure immagino che egli sappia che, nell’area, è stato già approvato un Piano di Lottizzazione, così come sono pressoché certo che egli sappia anche che lo stesso è stato convenzionato.
Né il Sindaco, né tantomeno l’Ing. Landi, possono quindi credibilmente parlare ora di pianificazione, a medio e lungo termine, per l’area Ex Sacelit-Italcementi.
Per questo, delle due l’una: o vogliamo perder tempo in dibattiti sterili, oppure parliamo d’altro e lasciamo che l’Amministrazione comunale faccia l’unica cosa che è tenuta a fare: escutere fino all’ultimo centesimo tutte le polizze a garanzia della realizzazione delle opere d’urbanizzazione ed avviare subito, senza perdere ulteriore tempo, le procedure burocratiche per la loro realizzazione negli stessi precisi termini in cui esse sono state approvate.
Questo è l’unico interesse dei cittadini senigalliesi che, altrimenti, rischiano di farsi colpevolmente sfuggire l’occasione irripetibile di vedere realizzate (di utilizzare e di godere di) opere di pubblica utilità - in questi termini infatti sono state definite dal Consiglio comunale - senza dover sborsare un solo euro di tasca propria.
Ed allora, anziché tentare inutilmente di innovare, si presti particolare attenzione affinché non si perda ulteriore tempo nel far rispettare la legge che non può più esser disattesa (la Corte dei Conti è attenta, vigila e, in qualche occasione, colpisce).
Tutto il resto è fuffa …
Ma, soprattutto, si eviti di mettere in un unico contesto l’area Ex Sacelit-Italcementi e gli ambiti colpiti dall’alluvione: “non c’azzeccano” fra di loro, ed è pure di cattivo gusto!
Se mi sbaglio (ne dubito, perché da tempo sto insistendo sull’argomento negli stessi precisi termini), insieme ad una categorica smentita delle mie reiterate affermazioni, si pubblicizzi su questo sito la convenzione firmata del PL e le garanzie fideiussorie ad essa allegate: è consentito in quanto sono atti pubblici ed i cittadini senigalliesi, curiosi come me, ve ne renderebbero merito.

@iolo_so
In realta' qui l'articolo parlava delle ipotesi future.
Va benissimo quanto dici, si recuperino tutte le fidejussioni e si facciano le opere di urbanizzazione (punti, strade, sottopassi, fogne, cavidotti e quant'altro: ma poi nelle aree che rimagono, che ci si fa?
Il piano di lottizzazione ha una scadenza decennale: se non si realizza, salta.
Non solo: il Sindaco e' autorita' competente per la gestione del territorio comunale, quindi preso atto (quando sara' preso atto) dell'impossiiblita' di realizzare la lottizzazione, si potra' procedere per altre strade.

Commento modificato il 14 luglio 2014

Per Daniele: non so se riesci a leggere la mia risposta in quanto l’articolo è ormai passato in secondo piano su VS.

Tuttavia ci provo, riproponendo testualmente quanto avevo scritto il 17.9.2013:
Non mi preoccuperei eccessivamente della solidità finanziaria della Fortezza srl.
Anzi, la Banca o la Compagnia assicurativa garante, dovendo intervenire in sua sostituzione, ne giustificherebbero le trattative effettuate con i privati e ne agevolerebbero quelle ancora in atto (numerose, a quanto riportavano tempo fa i giornali per effetto di dichiarazioni, non solo della parte interessata) con ottime prospettive per quelle future.
Altrimenti, chi andrebbe oggi ad abitare od occupare spazi in quella zona senza avere la benché minima certezza dei tempi e dei modi della loro esecuzione?

Ed ancora il 19.9.2013:
Quante volte banche o compagnie assicurative hanno incassato dai cittadini ratei di polizze fideiussorie a garanzia del versamento del contributo di costruzione e dell’esecuzione delle opere d’urbanizzazione delle lottizzazioni senza mai dover tirar fuori un euro?
Tutti gli imprenditori, oltre che essere legittimati allorquando incassano gli utili (di qualsiasi entità essi siano), temono anche di dover sostenere costi imprevisti (rischio d’impresa), per cui il Comune non si deve ora preoccupare di attivarsi per mettere in atto tutte le azioni possibili ed immaginabili per tutelare anche le trattative che i privati hanno effettuato nell’acquistare o nel fare compromessi sapendo che la convenzione era già stata firmata (numerosi, a quanto riportavano tempo fa i giornali per effetto di esplicite dichiarazioni, e non solo della parte interessata).

Ed infine il 30.10.2013:
Il cittadino senigalliese deve ora soltanto pretendere che si realizzino tutte le opere d’urbanizzazione previste dalla convenzione (collegamento dei lungomare, ecc.) considerato che per la loro realizzazione sono state consegnate, contestualmente alla firma, polizze fideiussorie di cui ora il Comune non può non avvalersi.
Attivate tali opere con quelle disponibilità economiche previste per Legge, sono sicuro che anche l’iniziativa privata verrà immediatamente avviata e, se necessario, modificata secondo i sopravvenuti canoni estetici che, stando a quanto si sta scrivendo da tempo, molti auspicano.

Sulla tua asserzione in merito al fatto che “il sindaco sia autorità competente per la gestione del territorio comunale” mi dispiace contraddirti in quanto non è così sulla carta, benché potresti anche aver ragione per come si agisce a Senigallia (almeno così sembra, dalla lettura dei giornali).

Ciao iolo_so
Sappi che mi hai appena ditrutto una mia convinzione, cioe' che si fossero presentate ben poche persone a fare il compromesso (stante le cifre richieste) e che visti i lunghi tempi ed i problemi hanno poi rinunciato al compromesso: era questo il motivo, avevo sentito, per cui il cantiere era fermo: poche richieste.

Per la asserzione del SIndaco come Autorita' competente mi riferivo ai poteri di autotutela della Pubblica Amministrazione, ma purtroppo dimenticavo che ci sono dei limiti e, sempre se ricordo bene (e non si puo' mai sapere) questi non prevedono l'impugnamento di un Piano di Lottizzazione approvato in cui, bene o male, le garanzie sono proprio le fidejussioni che ora servon per fare le opere.