Battisti: "Con Mangialardi la città non dorme sonni tranquilli". Il COC è vecchio di 12 anni

gruppo Partecipazione 19/07/2014 - Il Centro Operativo Comunale a Senigallia, creato per affrontare le varie emergenze che si possono verificare nel territorio medesimo, è stato costituito a seguito dell’ordinanza n° 796 del 20 dicembre 2002, prendendo come riferimento il “Metodo Augustus”, uno strumento di riferimento per la pianificazione nel campo delle emergenze utilizzato dal Dipartimento della Protezione Civile della Repubblica Italiana.

Il Sindaco, in qualità di Autorità comunale di protezione civile al verificarsi di una emergenza, si avvale del Centro Operativo Comunale per la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione colpita, organizzato secondo nove funzioni di supporto, ciascuna assegnata ad un responsabile esperto della funzione medesima (o a un suo supplente) che viene allertato (a seconda del ruolo che deve svolgere) immediatamente prima o dopo il verificarsi della calamità.

E qui cominciano le gravi mancanze dell’Amministrazione nella gestione delle emergenze. Il COC, una volta costituito nel 2002, non è stato più aggiornato fino al il 5 maggio 2014 ovvero due giorni dopo il terribile dramma che si è consumato il 3 maggio 2014 con l’alluvione: per 12 anni non si sono sostituite neanche le persone che sono andate in pensione.

Procediamo per gradi e vediamo quali sono le funzioni che fanno capo al COC:
1) Funzione tecnica e di Pianificazione
2) Sanità, Assistenza Sociale e Veterinaria
3) Volontariato
4) Materiale e Mezzi
5) Servizi Essenziali ed Attività Scolastiche
6) Censimento Danni, Persone e Cose
7) Strutture Operative Locali e Viabilità
8) Telecomunicazioni
9) Assistenza alla Popolazione

Vediamo ora quali erano le mancate sostituzioni al momento dell’emergenza alluvione:
per la Funzione 2 (Sanità, Assistenza Sociale e Veterinaria), il responsabile supplente è andato in pensione almeno da 3 anni e non è stato sostituito;
per la Funzione 7 (Strutture Operative Locali e Viabilità), sia il responsabile sia il supplente, entrambi della Polizia Municipale, sono andati in pensione (il primo nel 2010, il secondo nel 2006) e non sono stati sostituiti;
lo stesso dicasi per la Funzione 9 (Assistenza alla Popolazione), dove il responsabile e il supplente sono andati entrambi in pensione nel 2005, senza alcuna sostituzione.

A leggere questo documento vecchio di 12 anni ci viene da domandarci come la mattina del 3 maggio 2014 si sia potuto attivare il COC, essendo mutilato in posizione talmente strategiche tali da non rendere efficiente al 100% il suo funzionamento.

Come recita il “Piano Augustus”, da cui è mutuato il COC del Comune di Senigallia, il Piano di emergenza non può essere un documento che resta nel fondo di un cassetto, ma deve essere reso vivo individuando delle persone che lo aggiornano e lo attuano tramite un:
1 - Aggiornamento periodico delle tecnologie scientifiche per il monitoraggio;
2 - Attuazione di esercitazioni, che è il mezzo fondamentale per tenere aggiornate sia le conoscenze del territorio sia l’adeguatezza delle risorse (uomini e mezzi) e per verificare il modello di intervento.
3 - Informazione alla popolazione, visto che la conoscenza del Piano da parte della popolazione è l’elemento fondamentale per rendere un Piano efficace.

Queste azioni sono state messe in atto dopo l’approvazione del Piano di emergenza? Come recita il “Metodo Augustus”, quante esercitazioni, quante simulazioni, e quante riunioni si sono fatte in questi 12 anni prima dell’alluvione del 3 maggio? Quando i vari responsabili dei settori sono stati allertati il giorno dell’alluvione, cosa hanno fatto ora per ora, e chi ha sostituito (non ufficialmente perché non ci sono Ordinanze del Sindaco in merito) le persone andate in pensione anni prima? Tutti hanno diritto a fare domande, il Sindaco ha il dovere di rispondere.

Leggendo queste carte appare chiaro che la mattina del 3 maggio la gestione dell’emergenza è stata perlomeno deficitaria. La mancata sostituzione dei responsabili titolari e supplenti testimonia quanto poco o nulla sia stato fatto negli anni per prepararsi ad un evento calamitoso. E da quello che ha dichiarato più volte il Sindaco, invece di stare al COC a gestire le varie fasi dell’emergenza, la mattina del 3 maggio per molte ore è andato in giro per la città rischiando di essere travolto dall’acqua (all’altezza dei Vigili del Fuoco) e senza il cellulare personale perfettamente funzionante. Il capo in carica (Mangialardi) doveva rimanere al posto di comando e non (visto che il suo compito non era quello) girare per i quartieri alluvionati senza poter fare nulla di concreto.

Rispetto a inadempienze così gravi, il nostro sconcerto aumenta ogni giorno di più e il Sindaco non può sottrarsi a renderne conto alla città.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-07-2014 alle 11:50 sul giornale del 21 luglio 2014 - 2649 letture

In questo articolo si parla di paolo battisti, politica, gruppo partecipazione, partecipazione

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I miei personali complimenti a Paolo Battisti, che come sempre, con pazienza certosina e professionalità, analizza le questioni nel profondo con dati certi e non non con le parole al vento dei politici noti.

Anche in questo caso Paolo Battisti ha fatto emergere l'ennesima "non eccellenza" della città, ma "qualcuno" e sordo da entrembe le orecchie, e avrà la faccia tosta di ricandidarsi.

Non per difendere il Sindaco (non è mia abitudine), ma mi sembra che spesso gli articolo a firma dei Consiglieri di minoranza lo abbiano come unico referente di tutte le cose che - per loro - non funzionano.
Nell’organigramma del Comune di Senigallia figurano, come in tutti gli Enti pubblici, dipendenti che hanno precise responsabilità sugli atti emessi ed a cui essi si debbono attenere nel loro lavoro quotidiano.
Non tutti i dipendenti, ma alcuni sicuramente, hanno anche il dovere di sollecitare l’Amministrazione perché modifichi ed aggiorni quegli atti palesemente inopportuni ed obsoleti.
È pur vero che quasi sempre il Sindaco risponde in prima persona e si erge a parafulmine di tutti, ma ciò non fa altro che aggiungere confusione a confusione in quei cittadini che leggono senza avere la minima idea di come e quanto siano cambiate le leggi in materia di pubblica amministrazione, a partire dal 1990 ad oggi.
Tanta solidarietà è pertanto inopportuna, a meno che lo stesso Sindaco non si ritenga personalmente coinvolto per aver disatteso i solleciti sopra menzionati.
Quando ciò non fosse avvenuto, perché non chiede invece ai Responsabili degli uffici competenti di produrre sulla stampa le loro controdeduzioni, apponendovi la loro firma nel rispetto dei ruoli?
Se ciò avvenisse, ci fornirebbe un’apprezzabile dimostrazione di trasparenza.

Commento modificato il 20 luglio 2014

Ciao Paolo,
Alcune cose: si parla di COC ma non e' un ufficio come lo si intende normalmente: e' una struttura di servizio che si mantiene attiva solo in emergenza o periodicamente, i cui componenti sono in realta' impegnati normalmente in altre mansioni.
Per le esercitazioni non si pensi necessariamente alle "grandi manovre": da quello che so di "grandi manovre" in tutta quanta questa Regione ce n'e' stata solo una ed ha riguardato una verifica di funzionamento del sistema di allerta in caso di terremoti.
Mi piacerebbe sapere se per caso non e' stato fatto mai anche un qualche aggiornamento, per i volontari locali.
Non essendo un ufficio vero e proprio ma una struttura in gran parte "volontaria" (cioe' con volontari di protezione civile) che "SAREBBE BENE", dice la legge, fossero coordinati nei vari campi da persone in seno all'amministrazione, se pure le persone vanno in pensione dal loro lavoro effettivo non vuol dire che siano in pensione anche per il servizio: quindi nel caso sarebbe da capire se quelle persone che indichi si erano pure ritirate totalmente da tutto, anche dal servizio attivo, oppure erano ancora a ricoprire i loro ruoli in caso di emergenza.

radom Utente Vip

20 luglio, 13:47
Il COC è un organismo misto, presieduto dal Sindaco quale autorità locale di protezione civile. E' composto da figure individuate nei ruoli dell'amministrazione, da componenti esterne quali la CRI, i VVFF che ne sono una parte essenziale, dalle forze dell'ordine oltre che dai volontari. Vi sono anche altre figure ma che qui non rilevano.
Quando va in pensione uno dei componenti della struttura pubblica, va sostituito, perchè non è detto che lo stesso sia anche un volontario. Quindi se è andato in pensione e non è un volontario si apre un vuoto che andrebbe colmato.

Ciao Radom,
quello che dici e' giusto, ho anche precisato meglio quello che ho scritto prima.
Sarebbe da capire se chi era a capo di quelle funzioni era anche in seno all'amministrazione oppure hanno mantenuto le funzioni pur essendo in pensione.

Caro Paolo, spero che almeno stavolta il sindaco risponda. Non è sua abitudine; meglio, non è sua abitudine rispondere puntualmente. Se lo fa, è solo per cantarsela e suonarsela. Speriamo che stavolta sia la volta buona.

Zone rosse ridotte perche' dovevano fare le casse sul fiume ma non l'anno mai fatte, gente che sparla e dice la riduzione serviva per fare i favori agli amici quando nessuno costruisce in quelle zone da anni, ufficio protezione civile comunale che non sanno se funziona, turismo da sistemare che non va, grandi opere ferme perche' la gente non c'ha una lira, vecchi marpioni politici che si candidano come nuovi e che alla fine saranno solo capaci di sostituire con i suoi amici quelli che ci stanno ora.
E tutti quanti solo bravi a parlare, tutti quanti nessuno escluso anche quelli ultimi arrivati.
Povera citta', come ti vedo male da qui al 2015 e pure dopo.

goffredo

21 luglio, 11:03
Commento sconsigliato, leggilo comunque

Vitale Vitaliano

21 luglio, 11:31
Commento sconsigliato, leggilo comunque

Massimo Bello

21 luglio, 16:35
Caro Paolo,
desidero solo complimentarmi per tua puntuale 'ricostruzione' dei fatti perchè alla fine sono solo i "fatti" ciò che conta e conterà di più! Il COC è una struttura che, se è prevista in seno ai piani di protezione civile, a qualcosa serve altrimenti perchè inserirla nell'articolato delle procedure!
Comunque, l'intera vicenda dell'alluvione va vista ed inquadrata in tre fasi: quella dello stato di allerta, quella dell'esondazione e, da ultimo, quella relativa alla gestione del "day after"! Tutto qui!
Ciò che però rileva maggior interesse è la prima fase, quella dello stato di allerta e, soprattutto, della sua gestione da parte delle autorità preposte, a cominciare dal Comune e dalla Provincia, entrambi interessati dall'evento. Credo che su questa fase dell'intero episodio che ha colpito Senigallia deve concentrarsi l'analisi, qualora si voglia comprendere appieno quanto sia accaduto. L'esondazione e il "day after" sono logiche conseguenze della prima fase. Se lo stato d'allerta non è gestito bene (così come prescrivono i regolamenti e i piani di emergenza e di protezione), la conseguenza è ciò che è accaduto.
Certo è che nessuno può fermare un'esondazione, ma è altrettanto vero che i danni possono essere contenuti.
Comunque, ancora complimenti Consigliere Battisti.