<| /yobee 2>

Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di domenica 10 agosto

Mons. Gerardo Rocconi, Vescovo di Jesi 4' di lettura 10/08/2014 - Dal Vangelo secondo Matteo.



[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

Nel brano del Vangelo che la liturgia ci propone oggi possiamo notare quattro momenti, che racchiudono altrettanti insegnamenti per noi.

GESU’ LASCIA TUTTI PER PREGARE
1- Anzitutto ci si dice che Gesù, dopo la moltiplicazione dei pani congeda la folla e va sul monte, da solo, per pregare. Gesù cerca momenti di solitudine, per entrare in colloquio con il Padre. Nella preghiera Gesù comprende la volontà del Padre. E qui sta il primo insegnamento per noi, così affannati, scontenti, agitati, così problematici. Abbiamo bisogno di silenzio e di preghiera! Proprio per non essere mai soli, ma sempre con il Padre celeste.

I DISCEPOLI NELLA PROVA
2- In secondo luogo il vangelo di oggi ci presenta i discepoli in barca sul lago. Subito il mare è in tempesta. Quel mare in tempesta rappresenta l’infuriare del male e della tentazione. La navicella sballottata rappresenta la Chiesa. Ma la navicella può rappresentare anche la nostra vita. E’ il momento della preoccupazione o della paura. Sembra che nemmeno il Signore si faccia sentire. Eppure il vangelo ci dice che Gesù si fa vicino, è sempre vicino. Gesù si avvicina alla barca camminando sull’acqua e grida: “Coraggio, non abbiate paura, sono io”. E anche qui il messaggio è chiaro: dobbiamo imparare a vedere questa presenza di Gesù nella nostra vita. Impariamo a dirgli: Sali sulla barca della mia vita, sii tu a guidarla. Il cristiano che ha accolto il Signore, non ha paura. Non perchè ogni problema è risolto, ma perchè ogni cosa ha senso, è possibile sperimentare la pace del Signore.

PIETRO DEVE AFFONTARE IL PESO DELLA VITA
3- Il terzo momento che il vangelo ci propone è l’esperienza di Pietro. Pietro vedendo Gesù che cammina sulle acqua, chiede di raggiungerlo. E anche Pietro cammina su quel mare in tempesta e non affonda. Ha gli occhi rivolti a Gesù e la tempesta non lo tocca. Ma quando Pietro tentenna, crolla nella fede, si lascia prendere dalla paura, va a fondo. E’ così: è vero che il Signore offre la sua pace, la sua forza e il suo incoraggiamento.., ma solo se non si dubita di lui, solo se si ha fede, solo se ci si abbandona in lui. E allora bisogna che la fede cresca mediante la preghiera e l’ascolto della Parola di Dio. Bisogna continuamente gridare come Pietro: “Signore, salvami!”. Ma bisogna anche accogliere quel rimprovero di Gesù: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”

GESU’ SORGENTE DI PACE
4- E finalmente il quarto momento è quello in cui Gesù sale sulla barca Quando Gesù sale sulla barca grida al vento e al mare e ritorna la bonaccia. E’ il nostro destino. Chi accoglie Gesù avrà la pace. Quella bonaccia e la riva facilmente raggiunta rappresentano il paradiso. Accogliere Gesù nella propria vita è accogliere il pastore che ci conduce alla salvezza eterna, alla vita eterna, a quella casa che è nostra e per la quale siamo stati creati. Ma quella calma che Gesù riporta indica anche la tranquillità, la serenità che Gesù può donare fin da questa terra a coloro che credono in lui.

Tutti i quattro momenti del vangelo ci suggeriscono un atteggiamento di fondo: non vivere da soli. Nel silenzio, nella preghiera, nell’ascolto della Parola di Dio è necessario cercare Gesù, abbandonarsi in Gesù, innamorarsi di Gesù, affidarsi a Gesù, scegliere Gesù, lasciarsi salvare da Gesù, scommettere su Gesù, scoprirlo come l’unico salvatore del mondo!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-08-2014 alle 18:30 sul giornale del 11 agosto 2014 - 1080 letture

In questo articolo si parla di chiesa, attualità, gerardo rocconi, jesi, diocesi di jesi, vangelo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/8qu





logoEV