Sicurezza del territorio e gestione delle emergenze: serve un percorso nuovo

11/09/2014 - Il Comitato spontaneo per ora nominato “Senigallia Siamo Noi”, intende porre all’attenzione della città la necessità di individuare un percorso nuovo per superare lo stallo dovuto ad uno Stato, ad una Regione e agli altri Enti locali (esistenti o in corso di superamento) assenti tanto dal punto di vista degli investimenti quanto da quello delle progettualità.

Nessuno infatti può negare che anche quando il danaro pubblico abbondava nelle casse di questi enti, una visione ristretta, di urbanizzazione selvaggia e di finta tutela del territorio ha prodotto quel dissesto che oggi paghiamo tutti non solo con la tragica alluvione del 2 e 3 maggio, ma con una ripetuta serie di episodi che vanno dal cedimento costante delle reti fognarie urbane come alla “Cesanella” o alle “Saline” in caso di acquazzoni, per passare attraverso lo sfaldamento delle strade extraurbane nelle frazioni (Scapezzano ma non solo) fino ad arrivare alla pessima tenuta dell’alveo del fiume che anziché rappresentare un pezzo della città diviene una bomba ad orologeria pronta ad esplodere quando i terreni agricoli non sono in grado di raccogliere le acque piovane.

Leggiamo con estremo disappunto in questi giorni, i mea culpa di chi oggi riconosce una responsabilità diffusa per anni di cattiva o superficiale gestione di queste vicende che fanno il paio con le critiche insulse di chi intende cavalcare in maniera becera ed inconcludente una tragedia. Scopo del comitato che spontaneamente si incontra, approfondisce e propone soluzioni è appunto quello di dare un contributo di progetti e idee per una visione nuova del territorio. Una visione nella quale chi fa agricoltura sia coinvolto in prima persona come era un tempo, nella pulizia del fronte fiume, superando le burocrazie della Provincia e gli immobilismi degli altri enti; dove oneri di urbanizzazione siano destinati completamente alla realizzazione di quelle opere idraulico fognarie che sono basilari per far si che il territorio non sia in guerra con i cittadini, dove le edificazioni siano fatte solo laddove esista un rischio geologico limitato.

L’estensione della zona R4 è un dovere nei confronti della sicurezza dei cittadini e va fatto subito. Il piano di protezione civile deve essere adeguato da subito alle reali condizioni della nostra città, prescindendo da quelle regolamentazioni che abbiamo visto durante l’alluvione, hanno prodotto l’effetto contrario di far evacuare le auto laddove arrivava la piena del fiume esondato. Basta davvero poco per fare tutto questo, una carta geologica, pragmatismo e ascolto autentico dei cittadini e di quei comitati che tante volte hanno espresso pareri , senza essere mai davvero presi in considerazione. Per fare questo occorre un nuovo passo, nuove persone e mentalità. A breve saranno organizzati degli incontri specifici su questi temi, volti alla stesura delle progettualità finora indicate in forma sintetica.


da Maurizio Perini e Francesco Piccolelli
Comitato “Senigallia Siamo Noi”





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-09-2014 alle 15:13 sul giornale del 12 settembre 2014 - 1528 letture

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Attenzione ai pareri dei Comitati: sono dell'idea che certamente vadano presi in considerazione, ma alla fine devono essere i tecnici ad occuparsi delle cose.
L'augurio e' che ci siano tecnici validi dentro questi Comitati, in modo da indirizzare subito in una direzione corretta propositiva quelle che sono le esigenze dei cittadini.
Per quanto riguarda l'alluvione del 3 maggio, io spero davvero che ci sia una "fusione" di tutti questi comitati un una o massimo due grosse realta' organizzate, perche' si 'e visto come andare in ordine sparso non serva mai a nulla.