Orti del Vescovo: la Fondazione dice si, ora tocca all'Istituto diocesano

orti del vescovo 15/12/2014 - La Fondazione Città di Senigallia ha detto sì all'avvio dei lavori alla riqualificazione del comparto degli Orti del Vescovo. Il Cda ha votato per l'apertura del cantiere e un tassello si è aggiunto al mosaico delle tessere necessarie per scongiurare la perdita del finanziamento regionale da 3,5 milioni di euro per la realizzazione di negozi e appartamenti che saranno destinati ad edilizia residenziale pubblica.

La corsa contro il tempo (il finanziamento decade il 31 dicembre se i lavori non partiranno) è scattato alcune settimane fa dopo la “frenata” di una parte della proprietà Mentre la diocesi si era espressa favorevolmente, la Fondazione aveva tentennato. Ieri però è arrivato il via libera. Oggi la palla passa al terzo sogetto co-proprietario del comparto che si estende tra viale delle Caserme, viale Cavallotti e il primo tratto dei Portici Ercolani. Ossia all'istituto diocesano di Sostentamento per il Clero che dovrà formalmente dire la sua.

Il sindaco Maurizio Mangialardi, nei giorni scorsi, aveva lanciato un monito alla proprietà, “ad assumersi le responsabilità dei 3,5 milioni di euro che rischiano di essere vanificati”. La Fondazione Città di Senigallia ha sciolto dunque ogni riserva e dalle pagine del proprio sito internet spiega il progetto e l'obiettivo di realizzare “appartamenti affittati ad anziani autosufficienti per 25 anni ad un canone inferiore del 25% a quello concordato”.

“Si tratta della riqualificazione di una parte importante della città finora non adeguatamente valorizzata che porterà, in pieno centro storico, circa 38 appartamenti in edilizia residenziale pubblica. L’operazione ha un valore complessivo di quasi 15 milioni di euro, e vede in paritaria compartecipazione oltre a Fondazione Città di Senigallia anche il Comune di Senigallia la parrocchia San Pietro Apostolo- Duomo e Istituto Diocesano Sostentamento Clero -si legge nella scheda- L'impianto progettuale prevede inoltre l'inserimento di un "Centro per l'infanzia" con caratteristiche tecnologiche moderne ed un sistema di spazi aperti concepiti come piazze interne”. I progettisti incaricati dalla proprietà per la riqualificazione dell’isolato “Orti del Vescovo”, compreso tra viale Cavallotti, il primo tratto dei Portici Ercolani e via delle Caserme, sono gli architetti Mario Gentili e Tonino Sartini.

Il Comune, che nell'operazione ha il compito di appaltare le opere pubbliche in senso stretto e di nominare la terna per il collaudo, si dice pronto a partire con i lavori. Fondamentali sono infatti i risvolti pubblici legati agli oneri di urbanizzazione. I 780.884 euro che i privati verseranno al Comune, infatti, verranno utilizzati per riqualificare piazza Garibaldi e viale Cavallotti. In prospettiva di lungo termine l'idea dell'Amministrazione è infatti quella di estendere anche a questa zona la pedonalizzazione del centro storico. Operazione fattibile solo quando verranno realizzati nuovi parcheggi a ridosso della cinta muraria.






Questo è un articolo pubblicato il 15-12-2014 alle 23:59 sul giornale del 16 dicembre 2014 - 1375 letture

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Tarcisio Torreggiani

16 dicembre, 10:41
Quella degli Orti del Vescovo è la più grande speculazione edilizia degli ultimi anni

Luigi Mencucci

16 dicembre, 15:00
Spett.le Redazione,rncommentando l'articolo appena apparso e avendone presa visione anche degli articoli apparsi nei giorni e mesi precedenti, nel trattare gli orti del Vescovo, opera che potrebbe far rigenerare il quartiere indicato, e permettere la costruzione di " appartamenti da affittare ad anziani autosufficienti ", evidenzio con grande amarezza che gli articoli non trattano affatto della realtà del circolo Acli situato nella stessa zona dell'erigendo nuovo complesso da costruire, circolo voluto tenacemente come i circoli Acli, voluti nella Diocesi di Senigallia dall'indimenticabile e generosissimo Mons. Umberto Ravetta, al quale quello situato in via Cavallotti, n. 10 è intestato e costruito sulla proprietà della diocesi, privandosi a suo tempo addirittura, " dei suoi orti" per dedicare spazi a favore dei lavoratori cristiani; rnOra i soci Acli che fino ad oggi hanno tenacemente, con grande gioia, sacrifici e volontà portato avanti il complesso cristiano, sportivo e sociale, onorando la figura del suo vescovo benefattore e permettendo di usufruire dei propri servizi a tante persone, si vedono privati delle loro strutture senza che nessuno citi sulla stampa o diano speranze per il futuro di questa realtà tanto cara ai soci, alla città e alla popolazione diocesana ed extra diocesana, cattolica e laica.rnChiedo pertanto aprire un dibattito sugli organi di stampa ed anche con incontri nel circolo affinché tutto quello prodotto e da produrre, esposto o da esporre, sia dettagliatamente portato a conoscenza degli organi competenti e della popolazione intera del Senigalliese.rncordialmente rnLuigi Mencucci socio del circolo Acli " U. Ravetta " rncon l'impegno di portare l'argomento anche all'ordine del giorno di un incontro alle Acli di zona in qualità di Presidente delle Acli di zona .

La "Fondazione" ha detto si?
Ma che strano...chissà quale delle 3,5 milioni di motivazioni l'avrà convinta...

Ciao Tarcisio,
Per sapere, perche' parli di questa come una delle piu' grosse speculazioni edilizie degli ultimi anni?