Castelbellino: sversamento Biogas, Comitato tutela salute e ambiente 'Situazione paradossale, comune e regione chiamati in causa'

Sversamento Biogas Castelbellino 13/09/2016 - Come preannunciato, a seguito del grave fenomeno di sversamento del digestato che sarebbe stato prodotto dall’impianto a biogas di Castelbellino avvenuto lo scorso 21 luglio (LEGGI QUI), il Comitato Tutela Salute Ambiente Vallesina ha inviato un’istanza ai competenti uffici della Regione Marche ed a tutti i Consiglieri Regionali

per esigere l’adozione di ogni azione (inclusi eventuali necessari provvedimenti di sospensione e/o revoca e/o annullamento in autotutela dell’Autorizzazione) per risolvere definitivamente una situazione più volte segnalata di forte disagio per le comunità dei cittadini che risiedono nelle vicinanze dell’impianto nonché per tutto il territorio coinvolto dagli effetti derivanti dall’insediamento dell’impianto e/o dagli sversamenti di digestato.

Il copioso sversamento del 21 agosto scorso risulta sia stato preceduto da diverse segnalazioni effettuate da cittadini che risiedono nelle vicinanze dell’impianto, fatte pervenire agli atti della Regione e relative a situazioni di disagio di vario genere.

Va inoltre ricordato che, in merito specifico alla gestione del digestato, addirittura risulta che pochi mesi prima dell’episodio il gestore della stessa centrale a biogas sarebbe stato denunciato. Nonostante questo, l’impianto ha continuato a funzionare ed il 21.08.2016 è avvenuto il grave episodio di inquinamento in questione.

Tutto ciò rende lecito ritenere che, al contrario di quanto avvenuto negli iter autorizzativi avuti finora, fosse necessaria o quantomeno opportuna una preventiva valutazione di compatibilità ambientale dell’impianto (VIA o screening di VIA) in tutti gli aspetti che riguardano il ciclo produttivo, dalla reperibilità della biomassa alla precisa destinazione del digestato prodotto a fine ciclo. Per il digestato, infatti, occorre dimostrare una adeguata disponibilità di terreni per lo spandimento al fine di rispettare i limiti di concentrazione e le dosi di applicazione annue previste dalle norme vigenti, specie quelle per le ZVN (Zone Vulnerabili ai Nitrati).

Un’istanza analoga a quella presentata in Regione è stata inviata dal Comitato Tutela Salute Ambiente Vallesina anche ai sindaci dei comuni in qualche modo coinvolti nello sversamento di digestato che avrebbe interessato il Fiume Esino per un tratto lunghissimo che va dal territorio del Comune di Maiolati fino a vicino la foce, nonché a tutti i sindaci dei comuni che potrebbero essere interessati allo spandimento ed all’utilizzo del digestato.

Crediamo che una situazione come quella riconducibile all’insediamento dell’impianto a biogas di Castelbellino sia non più tollerabile ed ormai al limite del pardossale. Appare infatti ipotizzabile che l’adozione di opportuni e tempestivi oltreché legittimi e correttamente motivati atti di sospensione e/o revoca e/o annullamento in autotutela dell’Autorizzazione a seguito delle denunce/segnalazioni alle autorità competenti antecedenti all’ultimo episodio del 21.08.2016 avrebbe potuto presumibilmente evitare il grave episodio di sversamento di cui in oggetto e tutte le relative conseguenze di possibile pregiudizio nei confronti dell’Ambiente e/o di altri diritti dei cittadini.

Ci aspettiamo pertanto, almeno dopo questo ennesimo episodio, che in Consiglio Regionale qualcuno batta un colpo ed esiga dagli uffici e dalla Giunta atti concreti e risolutivi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-09-2016 alle 11:48 sul giornale del 14 settembre 2016 - 1236 letture

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