Re Enzo di Respighi al Teatro Moriconi, nuova produzione per il XVI Festival Pergolesi

3' di lettura 15/09/2016 - Venerdì 16 e domenica 18 settembre alle ore 21, con anteprima giovani giovedi 15 settembre alle ore 18, al Teatro Moriconi di Jesi va in scena per il XVI Festival Pergolesi Spontini il Re Enzo, opera comica di Alberto Donini con musica di Ottorino Respighi in una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in collaborazione con il Conservatorio “B. Maderna” di Cesena e l’Accademia di Arte Lirica di Osimo.

L’opera, di rarissima esecuzione, va in scena nella versione per ensemble da camera predisposta appositamente dagli allievi del Laboratorio di Composizione del Conservatorio “B. Maderna” di Cesena (Franca Bettoli, Stefano Carloni, Giuseppe Pitarresi, Matteo Salvo).

Dirige l’opera Alessandro Benigni, regia e costumi sono di Matteo Mazzoni, le scene di Elisabetta Salvatori e le luci di Fabrizio Gobbi.

Nella compagnia di canto, i solisti dell’Accademia d’Arte Lirica di Osimo: David Beucher (Re Enzo), Rafaela Fernandes (Lauretta), Magdalena Krysztoforska (Isabella), Daniele Adriani (Gigione), Akaki Ioseliani (Podestà, II Operaio), Giorgi Tsintsadze (I Goliardo, I Operaio), Takahiro Shimotsuka (II Goliardo, Cocuberna, Leonzio), Tsisana Giorgadze (I Voce lontana), Martina Rinaldi (II Voce lontana). Partecipano all’allesiemnto gli attori della compagnia I Guitti SenzaArteNeParte: Sara Granato, Maurizio Mariani, Maria Francesca Pierantoni, Emanuele Maria Vellico.

Suona l’Ensemble Salvadei, il Coro Polifonico del Festival – diretto da Maruska Di Giannatale – è composto da elementi della Corale San Francesco d’Assisi di Jesi, Corale Santa Lucia di Jesi, Coro Gaspare Spontini di Maiolati Spontini, Coro Vox Nova di Fabriano, Coro Andrea Grilli di Sirolo.

“Re Enzo”, prima opera di Respighi, fu eseguito per la prima volta nel 1905 da una compagnia di studenti di Bologna, sotto la direzione del giovane compositore, riscuotendo un notevole successo di pubblico e critica, come riportano le cronache del tempo. La vicenda racconta in chiave comica la storia di Enzo, Re di Torres e Gallura, figlio naturale dell'Imperatore Federico II di Hohenstaufen. Catturato dai bolognesi nel 1249, dopo la battaglia di Fossalta, visse in dorata prigionia e morì nella città emiliana nel 1272. Nell’opera, tutte le donne di Bologna, affascinate dalla bellezza e dall’aura di mistero del giovanissimo re, spasimano per lui. La poetessa Isabella e l’innamorata Lauretta, travestendosi da paggio, ne tramano la fuga. La trama è scoperta. Ma ad Enzo rimane l’amore della bella bolognese.

“La vicenda – spiega il regista Matteo Mazzoni - narra la cattura e la prigionia di Enzo di Hohenstaufen, che, dopo la battaglia di Fossalta, venne condotto a Bologna ove visse fino alla morte da prigioniero, amato e custodito da tutti i cittadini bolognesi, specialmente dalle donne. Nel 1905, Respighi recupera questa antica storia medioevale, innovandola e permeandola con la vivacità della Belle époque della Bologna dei primi del ‘900, con la spensieratezza e l’irriverenza tipica degli studenti goliardi, protagonisti della prima rappresentazione dell’opera stessa, trasformando l’intera vicenda in un ludus teatrale di giovanili giochi d’amore. Oggi raccontiamo quelle stesse emozioni sullo sfondo di un Medioevo volutamente stilizzato e fatto di carta, contesto ridicolo delle vicissitudini d’amore del giovane e bello Re Enzo, come se fosse realizzato proprio dai goliardi del secolo scorso, in una falsa rievocazione storica, spunto per i loro sberleffi”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-09-2016 alle 00:20 sul giornale del 15 settembre 2016 - 796 letture

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