I cinque cerchi di Rio: Stefano Stacchiotti racconta la 'sua' Paralimpiadi davanti allo schermo

19/09/2016 - Ad un giorno dalla chiusura dei Giochi Paraolimpici di Rio, Stefano Stacchiotti, campione e primatista italiano sui 60mt piani e nel salto in lungo nella categoria t37 ci racconta cosa lo ha più colpito di questa edizione mentre sta lavorando per gli obiettivi stagionali e futuri, perchè a Tokyo 2020 vuole esserci...e non davanti alla televisione.

'Le nostre Olimpiadi sono il manifesto di come nella vita, con la forza di volontà, si può raggiungere davvero l'impossibile: pensate all'atleta egiziano che gioca a ping pong usando la bocca...quelle immagini mi hanno riempito il cuore'. 'E' solo un esempio che mi ha colpito ma ce ne sarebbero a migliaia, anzi ogni atleta alle paraolimpiadi ha una storia difficile che può servire da esempio a tanti sia nello sport che nella vita'.
Questa volta sembra che ci sia stata anche maggiore attenzione mediatica non trovi? 'Diciamo di si, la Rai ha dedicato 2 canali per le dirette, magari siamo stati facilitati dall'orario' scherza Stefano 'nella notte italiana i palinsesti sono liberi ed allora l'evento è stato coperto alla perfezione con molte ore di diretta, buono così. Anche i media e la carta stampata hanno dedicato molto spazio a questa edizione, sono contento che il movimento abbia più visibilità, personalmente darei la vita per far capire cosa c'è dietro ogni medaglia, dietro ogni sforzo, quotidianamente c'è un massacro fisico e mentale che è difficile da spiegare'. Non mancano le polemiche anche qui però ' Dentro al nostro mondo non tutto è coerente e chiaro, da esempio la storia di Oxana Corso che è stata inserita in una categoria inspiegabile e l'hanno costretta a gareggiare con ragazze che avevano disabilità diverse che avrebbero dovuto correre in altra categoria, troppo era il divario'. Lo sfogo dell'atleta azzurra è stato ripreso anche dal sito ufficiale della federazione italiana.

'Chiuderei con gli emblemi della spedizione azzurra, Alex Zanardi e Bebe Vio, entusiasmanti e da esempio per tutti...si per loro mi sono commosso davanti alla Tv, sperando tra 4 anni di commuovermi in Giappone però, ai giochi di Tokyo dove farò di tutto per esserci'.


di Marco Strappini
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Questo è un articolo pubblicato il 19-09-2016 alle 09:22 sul giornale del 20 settembre 2016 - 2362 letture

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