Jesi sede del “Dragone Studio” in Italia, annuncio dato in anteprima alla conferenza de La Traviata

02/02/2017 - Jesi sede del “Dragone Studio” in Italia. È l’annuncio di Franco Dragone, il regista italo belga a capo di Dragone Group, leader su scala mondiale di eventi e spettacoli teatrali.


Creatore – tra l’altro - di memorabili regie per il Cirque du Soleil, dello show di Céline Dion, e di grandi spettacoli attualmente in cartellone da Los Angeles al Lido di Parigi alla Cina, Dragone ha curato a Jesi lo scorso settembre l’inaugurazione del XVI Festival Pergolesi Spontini seguita da 2500 persone. Ora, firma la regia de “La traviata” di Verdi in un nuovo allestimento della Fondazione Pergolesi Spontini, in scena per la Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi nell’ambito della Stagione Lirica unica “Opera Ancona Jesi”.

“Traviata” si pone come una “data zero” del Dragone Studio: una relazione strategica tra Dragone Group e Fondazione Pergolesi Spontini, per realizzare nella città natale di Federico II e di Pergolesi un punto di incontro per operatori di tutto il mondo e un centro di produzione che valorizzi le risorse marchigiane, in una prospettiva di collaborazioni internazionali; a tal proposito alla prima saranno presenti importanti produttori belgi.
Tra gli obiettivi del Dragone Studio, offrire ai giovani e non solo ai giovani, la possibilità di interagire con il mercato globale dello spettacolo dal vivo, dopo adeguati percorsi di formazione ed esperienze di produzione.
La stessa produzione di Traviata è stata caratterizzata dall’uso delle più avanzate tecnologie che hanno consentito a Franco Dragone di lavorare nel Teatro Pergolesi pur girando il mondo, da Mosca alla Cina, in diretta quotidiana con il palcoscenico ed in costante collegamento con lo staff artistico e con le maestranze tecniche attraverso un canale in alta definizione audio-video.

“La traviata” di Giuseppe Verdi, tra i titoli più celebri ed amati del grande repertorio, va in scena venerdì 3 febbraio 2017 alle ore 20.30 con repliche sabato 4 febbraio alle ore 20,30 e domenica 5 febbraio alle ore 16 (anteprima giovani il 1 febbraio ore 16).
Per venire incontro alla grande affluenza di pubblico che ha esaurito la disponibilità di posti per le recite inizialmente previste, la Fondazione Pergolesi Spontini ha aggiunto una rappresentazione in più, fuori abbonamento, per la serata di sabato. In occasione delle recite si terrà la raccolta fondi per sostenere le attività medico-umanitarie di MSF Medici Senza Frontiere L’opera, è affidata alla direzione di Giuseppe Montesano, attualmente direttore della Wiener Mozart Orchester e conductor in residence della Vienna Strauß Philharmonic Orchestra, al suo debutto direttoriale in Italia.
Suona l’Orchestra Sinfonica G. Rossini, il Coro è il Lirico Marchigiano “V. Bellini”.
Le scene sono di Benito Leonori, i costumi di Catherine Buyse Dian, disegno luci di Fabrizio Gobbi, assistente alla regia Michele Mangini. Violetta Valéry è interpretata dal giovane soprano georgiano Salome Jicia, che debutta il ruolo dopo il grandissimo successo di pubblica e di critica nella Donna del lago al Rossini Opera Festival 2016. Per la serata del 4 febbraio, canta nel ruolo di Violetta il soprano Nunzia De Falco. Alfredo Germont è Ivan Defabiani, giovane tenore valsesiano recentemente nello stesso ruolo sul palco di Ravenna con Riccardo Muti nell’ambito della seconda edizione della Italian Opera Academy. Giorgio Germont è Giovanni Meoni, interprete importante della tradizione operistica italiana e del repertorio verdiano, apprezzato in tutto il mondo per il fraseggio raffinato e la rilevante presenza scenica. Flora Bervoix è Mariangela Marini, Annina è Teresa Stagno, Gastone Visconte di Létorières è Daniele Adriani, Il barone Douphol è Omar Kamata, Il marchese d’Obigny è Cuneyt Unsal, Il dottor Grenvil è Enrico Marchesini, Giuseppe è Alessandro Pucci, un domestico di Flora Massimiliano Fiorani, il commissionario è Franco Di Girolamo. Al centro del nuovo allestimento di Traviata, la regia pone il personaggio di Violetta.

Non viviamo nel migliore dei mondi possibili – spiega Franco Dragone - la tecnologia fa passi da gigante, ci permette di entrare in contatto con qualsiasi parte del mondo, ma i pregiudizi e il terrore di questi ultimi tempi impediscono il nostro cammino. Abbiamo paura. Alziamo muri quando dovremmo tendere mani, non ascoltiamo ragioni diverse dalle nostre, non riusciamo ad entrare in contatto gli uni con gli altri, e in un mondo che corre alla velocità della luce, non troviamo più il nostro posto nel mondo. E così Violetta. Non è difficile immaginarsi, oggi, una comunità virtuale che esterna giudizi senza appello. Non è difficile immaginarsi che una donna venga mortificata ed emarginata. Non è difficile immaginarsi un amore schiacciato dalla gelosia, dalla carriera, dalle differenze sociali. Eppure c’è ancora, da qualche parte, la possibilità di essere umani. Nonostante tutto, Violetta perdona, si sacrifica e non smette di amare, affronta la morte. Diventa un gigante imponderabile e luminoso la cui umanità inonda tutto ciò che la circonda. Ci mette di fronte alle contraddizioni del nostro tempo, e, con la sua fragilità, ci disarma. Ci ricorda che la vita non è una corsa contro il tempo, non è una scalata solitaria, non è una sfida, ma un lungo atto d’amore a cui non bisogna fare null’altro che abbandonarsi”.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-02-2017 alle 22:42 sul giornale del 03 febbraio 2017 - 1563 letture

In questo articolo si parla di teatro, jesi, spettacoli, fondazione pergolesi spontini, la traviata, franco dragone, dragone studio

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aF5h





logoEV