Chiaravalle: megastore alle Piane, la lettera di un lettore 'Tanto silenzio da politica e istituzioni'

18/03/2017 - La redazione riceve e pubblica la lettera di un lettore, una riflessione dopo la lettura del comunicato della lista civica Il paese che vorrei di Camerata Picena.


Il comunicato della lista civica di Camerata Picena: "Il Paese che vorrei" del 18 marzo (LEGGI QUI), ha posto all' attenzione delle nostre comunità della Bassa Vallesina un problema di grande importanza che riguarda le istituzioni e la politica e più in generale le nostre comunità.
Dal comunicato emerge, che potrebbero sorgere in quel comune e a cascata una serie di problemi per quelli confinanti e vicinori. Da quello che si legge, su rari interventi e da quello che si è riusciti a "carpire" in questi mesi si dovrebbe realizzare una grande area commerciale (siccome non ce ne sono...), una specie di "Romagna Center": quella colata di cemento e di asfalto di decine di ettari, e di strade intasate all'inverosimile al contorno, sottratti all'agricoltura, tra Cesenatico e Bellaria.

Tutto questo silenzio attorno alla questione da parte di quasi tutte le forze politiche e delle istituzioni ai vari livelli preoccupa e fa pensare che chi ha deciso sono i privati e relativa speculazione; tutti gli altri ad eseguire! Si è scritto in tutti i programmi elettorali comunali e fino ai più alti livelli, in leggi, documenti, dichiarazioni solenni la seguente categorica affermazione: "mai più consumo di suolo, non un mq. di terreno agricolo venga utilizzato per nuove cementificazioni!".
Attendiamo risposte dalla politica, dalle istituzioni, dai partiti, dai sindacati, dalle associazioni ambientaliste, dalle organizzazioni agricole, ecc. affinché quelle dichiarazioni trovino pieno riscontro in atti e comportamenti conseguenti.

Lo stesso discorso interessa la categoria dei commercianti oramai schiacciati tra il trasferirsi ad agonizzare ai margini dei supermercati o a chiudere i battenti nei centri storici. Qui non si ragiona più: abbiamo nella nostra realtà centinaia di ettari di aree dismesse(industriali, artigianali, commerciali, ecc.), vedi l'ex zuccherificio di Jesi, la Montecatini a M.Marciano, le aree in fondo all'aeroporto di Falconara, le ex caserme militari, l'interporto che da quanto si racconta non è più in grado di svolgere la funzione originaria, le cave ai lati dell'Esino, decine e decine di capannoni vuoti, e tante infrastrutture sottoutilizzate o abbandonate.
Ma quanto costano ed hanno costato a noi contribuenti (ed anche a noi "politici", perché pensiamo, agiamo, votiamo, o non andiamo a votare), questo stato di cose? Si parla sempre di Pil, di deficit, di crescita, di investimenti e via elencando, ma quasi nessuno ha fatto una vera ricerca economica e sociale tra costi e benefici di questa situazione (smettiamola per favore di parlare sempre della tenuta del sistema pensionistico e sanitario pubblico).
Possibile che non si riesca ad impostare una serie di studi e di ricerche su questa realtà impegnando le energie e le professionalità più varie dalle università ai centri studi e soprattutto confrontandosi con chi si trova a vivere e ad operare in queste situazioni? Diamoci una mossa; perché non mi auguro che dal Paese che vorremmo, ci trovassimo domattina in quello che non vorremmo!

Lettera firmata da Gianni Aquili, cittadino ed ex amminstratore di Chiaravalle





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-03-2017 alle 18:10 sul giornale del 20 marzo 2017 - 2064 letture

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