Laboratorio di Sinistra: 'Mense privatizzate? No grazie'

Laboratorio Sinistra Jesi Qual è il legame che passa tra le parole “patto di stabilità” e “appalto esterno”? Dal nostro punto di vista un peggioramento del servizio. Lo stiamo vedendo in tutti i settori, in particolare nella sanità e nella scuola, quelli, insomma, che si occupano delle categorie più fragili e più importanti della società: i malati e i bambini.


Le famiglie che usufruiscono del servizio mensa a scuola lo sanno bene e lo constatano tutti i giorni: cibi precotti e lasciati per lungo tempo dentro scatole in polistirolo, che li conserva caldi, ma li rende scotti e insapore. Ma anche personale addetto, assunto tramite cooperative esterne, che non ha tra le proprie mansioni la distribuzione dell’acqua durante la colazione o che distribuisce di fretta i cibi.
Tutto questo per un risparmio di 5 minuti nel pagamento orario dei dipendenti, che equivalgono ad una riduzione della spesa nel capitolato d’appalto.

Ma possiamo definire la scuola, il momento della mensa, che è condivisione dei pasti, salute ed educazione alimentare dei bambini, una “SPESA”? E’ giusto ed etico rincorrere il risparmio o il prezzo più competitivo in certe questioni? Le mense scolastiche sono parte integrante della formazione e della crescita dei bambini, oltre che momenti educativi per la costruzione del gusto e dell’olfatto, così le abbiamo ridotte a veri e propri fast-food.

Quando il Comune ha esternalizzato alla società JesiServizi srl la gestione delle mense per sottostare al pareggio di bilancio, ha rincorso comunque il principio del capitolato d’appalto, che deve essere rispettato e al ribasso. Per non parlare poi, del differente costo delle mense scolastiche, che rispecchia le differenze sociali, tra le famiglie che possono sostenerlo e quelle no, costrette alla decurtazione del tempo-scuola. Il risultato? A mensa, sia alla scuola dell'infanzia  che alla primaria, rimangono sempre meno bambini, perché la retta della mensa è troppo alta e perché sempre più famiglie non possono sostenerne il costo (precari, disoccupati o cassaintegrati).

Come si traducono nella qualità della nostra quotidianità e in quella dei nostri bambini le parole diritto ad una giusta e sana educazione alimentare? Queste le considerazioni che ci fanno affermare che la logica del risparmio e del profitto non possono guidare le scelte in materia scolastica o sociale. Il servizio deve essere rivisto. Equità dei costi e qualità dei cibi, con il contributo dei genitori e delle istituzioni (Asur, A.C e scuola). Anche da qui può iniziare un nuovo percorso per ripensare i servizi pubblici.


da Laboratorio Sinistra
Coordinamento comunale Jesi




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-03-2017 alle 09:53 sul giornale del 21 marzo 2017 - 406 letture

In questo articolo si parla di attualità, mense scolastiche

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