Maiolati: il Comitato difesa diritti diffida le autorità su ampliamento verticale della discarica Cornacchia

La discarica della Cornacchia di Moie 20/03/2017 - Il Comitato, dopo un giro di colloqui con i Sindaci dei comuni confinanti, tenuti a dare un parere sul progetto di ampliamento della discarica “La Cornacchia” di Moie, ha dato mandato all’ Avv. Maria Raffaela Mazzi, di tutelare i propri interessi in questo ennesimo tentativo di aggirare la legge a tutela della salute pubblica.

 

Come rilevato nelle osservazioni e come accertato anche dal TAR MARCHE nella sentenza in ordine all’ampliamento orizzontale , la discarica, e dunque l’ampliamento verticale ora proposto , si trova ad una distanza inferiore a quella prevista dalla normativa di settore di ml 2000 dai centri abitati.

La distanza dai centri abitati rappresenta una misura minima in ossequio ai principi di precauzione e di prevenzione . Ed invero come emerso anche da un recente studio sulle discariche attuate dalla Regione Lazio vi è una correlazione fra la distanza delle abitazioni dalle discariche e rischio per la salute dei residenti. Nello studio, peraltro, si è preso in esame i residenti nel raggio di 5 km e dunque ad una distanza quasi doppia di quella prevista dalla normativa regionale. Nel procedimento relativo all’ampliamento orizzontale , bocciato in sede di VIA ed impugnato davanti al TAR MARCHE che ha respinto l’impugnazione , l’ASUR e ARPAM con nota congiunta del 22 febbraio 2016 agli atti , riferiscono, una serie di criticità sul piano della salute dei cittadini che risiedono nei comuni di Castelbellino e Maiolati Spontini.

Pur non potendo ipotizzare alcun nesso causale tra la residenza nei due comuni e l’eventuale vicinanza ricaduta dell’impianto in oggetto, la ASUR ritiene che da questi risultati porta a ritenere necessaria una particolare attenzione ed il controllo di eventuali nuovi e aggiuntivi contributi pressioni ambientali nell’area . Si evidenzia pertanto la opportunità di programmare approfondimenti su alcune problematiche sanitarie quali i tumori maligni della pleura per escluderne le cause ambientali di verificare la fattibilità di una indagine su piccola area e della necessita di mantenere attive adeguante azioni di monitoraggio definite dagli Enti titolari dell’attività di indagine in materia .

La circostanza che non vi sia nesso di causalità, non può in alcun modo portare a respingere la rilevanze di tali criticità, in quanto, come noto, e come dimostrato dal richiamato studio condotto sulle discariche del LAZIO, quello che rileva ai fini del principio di precauzione e prevenzione, non è la ricorrenza del nesso causale( poiché in tal caso non si può parlare di precauzione, ma di lesione) . Quello che, viceversa, rileva è, non il nesso causale, bensì la correlazione tra ricoveri e residenza vicino a tali tipi di impianti . Per tale ragioni la normativa di settore prevede che tali tipi di impianti siano posti a distanza non inferiore a 2000ml. dai centri abitati .

- Orbene i principi generali dell’ordinamento di precauzione e di prevenzione, ai sensi dell’art. 3 bis del D.lgvo 152/06 ,come noto, sono , regole generali degli atti normativi e di indirizzo e possono essere eliminati soltanto mediante espressa previsione di leggi . E’ evidente dunque che un atto amministrativo non può mai eliminare tale principio e dunque anche le norme la cui previsione è diretta applicazione di tale principio. D’altra parte, è altresì noto che, l’interpretazione della normativa, anche di rango inferiore, deve sempre essere costituzionalmente orientata, pena l’illegittimità dell’azione amministrativa e dell’atto che ne è espressione. Ne consegue che i dati e le criticità rilevate dall’ARPAM in materia di salute pubblica nonché la mancanza di studi approfonditi non possono non indurre, proprio in applicazione del principio di precauzione e di prevenzione, all’emissione di un decreto di V.I.A. di giudizio negativo di compatibilità ambientale sul progetto .

Da ultimo sono state da più parti rappresentate le problematiche dei lavoratori che si troverebbero a perdere secondo tali errate prospettazioni a perdere il posto di lavoro . Tali affermazioni non risultano fondate atteso che una gestione più puntuale della raccolta differenziate mediante la unificazione degli enti preposti porterebbe addirittura ad un ampliamento dei posti di lavori e dunque ad un incremento dell’occupazione .

Tanto premesso si INVITANO E DIFFIDANO le autorità in indirizzo ciascuna secondo le proprie competenze ad esprimere parere e/o giudizio negativo di compatibilità ambientale sul progetto .


da Comitato difesa diritti civici, legalità e beni comuni




Questo è un articolo pubblicato il 20-03-2017 alle 10:22 sul giornale del 21 marzo 2017 - 1580 letture

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