Vicenda Banca Marche, Massaccesi: 'Doveroso fare chiarezza, inviata la relazione della commissione di studio'

Daniele Massaccesi 20/04/2017 - La Relazione conclusiva dei lavori della Commissione di Studio su “Banca delle Marche” è stata mandata, oltre che alla Procura della Repubblica di Ancona, ai Parlamentari Marchigiani ed ai Deputati Regionali, anche ad alcune trasmissioni televisive, prevalentemente RAI, ai Sindaci delle maggiori città marchigiane, capoluoghi di provincia e non, e ad altre personalità.

Report, peraltro, e come al solito, ha approfondito la questione ed ha intervistato recentemente sul tema il Sindaco di Jesi.

La relazione voleva e vuole contribuire a tenere accesa quella “candela di luce” evocata da alcuni sulla vicenda e sulle responsabilità nello scempio che è stato fatto di una Banca del territorio, per molti anni gestita con grande professionalità e poi, nella disattenzione di molti e nel silenzio di tanti, anche della politica, scivolata verso la “mala gestio”, o comunque una gestione di cui qualcuno, nelle doverose sedi giudiziarie, verrà chiamato a rispondere.

Era doveroso cercare di fare chiarezza e richiamare l’attenzione su una questione di forte interesse dei territori e dei Sindaci che li rappresentano, e ciò anche come obbligo morale verso i tanti cittadini - risparmiatori, investitori, azionisti, obbligazionisti - danneggiati e/o truffati, che si erano affidati a Banca delle Marche, che si sono fidati di Banca delle Marche, e che per responsabilità precise, e con un provvedimento come quello sulla “Risoluzione” del 22/11/2015 – redatto apparentemente in modo congiunto da Banca d’Italia e Governo ed adottato praticamente “di notte” -, si sono visti sottratti i loro risparmi e le speranze di qualsiasi concreto recupero.

È stata data ai Sindaci la disponibilità della Commissione ad illustrare pubblicamente la relazione nelle varie Comunità, sì da ripercorrere il cammino di questo Istituto di Credito e la recente rovina, dopo gli ultimi anni di criticità ma successivi a quelli, neanche remoti, in cui Banca delle Marche era ritenuta un “gioiello” di azienda bancaria, impegnata proficuamente sul territorio, e con ricadute su varie realtà, e per capire che ciò, oltre ad avere varie paternità, non è accaduto in modo improvviso e che l’attuale esproprio, perché di tale si tratta, è stato fatto ai danni e sulle spalle di cittadini inermi, di fronte a decisioni calate dall’alto, impreviste, improvvise ed adottate con assoluta urgenza. Dai Sindaci non c’è mai stata risposta - solo il Sindaco di Senigallia in verità ha manifestato qualche interesse, a cui peraltro non è più seguito nulla -. E l’unico concreto impegno c’è stato da parte di Carlo Ciccioli, di Fratelli d’Italia, che ha organizzato sul tema un convegno a Jesi -.

Appare incomprensibile come, dopo non esserci stata in passato alcuna azione o reazione, se si eccettua la voce forte ed autorevole – unica in vero – del Sindaco di Jesi, Massimo Bacci, che in tempi non sospetti, per primo, aveva parlato delle criticità di Banca delle Marche, alzando così il velo del silenzio che la avvolgeva, non ce ne siano state altre, forti ed adeguate, neanche oggi. E ben potevano essercene, anzi dovevano. Ma la politica a volte è distratta, colpevolmente. O forse troppo ossequiosa.

Ora poi si prospetta una sorta di scure su altri possibili danneggiati, i dipendenti di Nuova Banca delle Marche, e non solo, così direttamente interessati dalla prospettata razionalizzazione, nell’ottica di quella che dovrebbe essere la prossima acquisizione da parte di UBI Banca.


da Daniele Massaccesi
Presidente del Consiglio Comunale di Jesi




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-04-2017 alle 15:33 sul giornale del 21 aprile 2017 - 1727 letture

In questo articolo si parla di attualità, Daniele Massaccesi

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aIDy