'Nessuna moschea, solo una nuova sede per il centro culturale'. Wahbi spegne le polemiche

05/08/2017 - Parla il presidente del centro culturale islamico Youssef Wahbi, dopo le "tante affermazioni più o meno sbagliate" uscite in questi afosi giorni d'estate.

Tutto è iniziato il giorno dopo la festa organizzata dalla comunità del Bangladesh per la fine del Ramadan: nell'occasione il consigliere comunale straniero aggiunto aveva dichiarato la possibilità per il centro culturale di sistemarsi altrove, indicando come possibile nuova sede per la moschea un locale di via Gorgolungo.

"In realtà non vi è ad oggi alcun progetto presentato al comune e neppure deliberato dal direttivo del centro culturale-  spiega Wahbi - probabilmente il consigliere preso dall'entusiasmo e dalla voglia di aiutare, ha detto all'esterno qualcosa che è ancora solo una proposta che viene dalla comunità del Bangladesh presente all'interno del nostro centro culturale".

Ad oggi non vi ci sono carte nelle stanze del comune, quindi, ma il presidente intende precisare di avere già esternato la necessità di trovare una nuova sede (LEGGI QUI).

"Una sede più grande ci consentirebbe di fare tante attività in più e offrire più spazi idonei ai bambini, che sono oggi oltre 200".  Quindi nessuna nuova moschea ma un "luogo di preghiera e di altre attività culturali, che stiamo cercando da tempo ma su cui il direttivo non ha ancora un progetto. Quando saremo pronti presenteremo al comune ogni informazione nel rispetto di tutte le regole e richieste".

Presso il centro culturale islamico, composto da religiosi di varie etnie, si svolge attività di preghiera ma grazie alla organizzazione del nuovo direttivo insediatosi a fine 2015 sono molte anche le attività culturali. Come i corsi di lingua italiana per stranieri, manifestazioni aperte a tutta la cittadinanza che ogni anno riscuotono successo: il cous cous day e il primo torneo di calcetto per ragazzi. "Siamo sempre stati aperti a chi voglia venire a conoscerci e vedere il centro e la moschea. Da un anno abbiamo attivato il corso di lingua italiana tenuto non da semplici volontari ma da insegnanti. L'attestato finale è a tutti gli effetti un certificato che può essere esibito alla questura per la carta di soggiorno. Proprio ora mi sto organizzando con una insegnante di arabo e a breve partiranno nuovi corsi di lingua araba. Il torneo di calcetto verrà rinnovato ogni anno nella prima domenica di aprile..i motivi per cui lo spazio di via Erbarella non basta più sono tanti. Ma ciò che più è importante oltre alle attività, sono i bambini..dobbiamo dar loro spazi adeguati, sicuri e rispondere alle loro richieste ed esigenze. Ho ricevuto dopo ogni manifestazione tante attestazioni di stima e i giovani e le famiglie sono stati bene.. e non sono solo quelli della comunità ma tanti cittadini jesini!".

Wahbi rinnova l'invito a visitare il centro culturale: "Chiunque è il benvenuto. Sulla nuova sede ribadisco che non c'è alcun progetto ora, che il comune non darà alcun contributo ma prenderà in esame il progetto una volta presentato per le valutazioni previste dal regolamento. Prendiamo con entusiasmo e serietà tutto ciò che facciamo dai corsi alle feste.. la città e la comunità tutta ci sta a cuore allo stesso modo del nostro centro culturale".


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it




Questo è un articolo pubblicato il 05-08-2017 alle 15:06 sul giornale del 07 agosto 2017 - 3327 letture

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