Chiaravalle: Rifondazione 'Hanno chiuso i piccoli ospedali, risultati sotto gli occhi di tutti'

Tagli in sanità 11/08/2017 - Sembrano bollettini di guerra e invece sono solo le cronache quotidiane dai “Pronto Soccorso” e dagli ospedali della Regione.

Alcune enfatizzate, altre meno, queste notizie hanno una causa comune, le sempre minori risorse che sono riservate alla sanità pubblica e un disegno di privatizzazione dei servizi più remunerativi. che vede come unici colpevoli la Regione Marche e il suo Presidente (e Assessore alla Sanità) Ceriscioli.

È tutto il sistema ad essere messo in tensione e dove non c’è l’eclatanza, c’è una subdola quotidiana riduzione dei servizi, una politica “del carciofo” che perde una foglia al giorno.

L’Ospedale (se ancora si può chiamare così) di Chiaravalle è sicuramente tra le vittime dello “stillicidio”. Dall’inizio dell’estate, per esempio, il servizio radiologia viene erogato ad “intermittenza” dato che non sempre è presenziato dal radiologo, il punto di primo intervento, da tempo non più ad orario continuato, è di fatto diventato una guardia medica e capita che qualche caso segnalato dai medici di base sia direttamente indirizzato altrove.

E invece proprio lo “smantellamento” di presidi territoriali come quello di Chiaravalle, insieme alle croniche carenze di personale sono alcune, delle cause dell’attuale, insostenibile stato di cose!

Dopo le tante, troppe promesse venute dalla Regione e dal Partito Democratico che la governa, nonostante gli pseudo progetti per il rilancio dell’Ospedale, nulla si è fatto e poco si è potuto sapere, e i risultati non corrispondono certo alle promesse e agli impegni che da più parti in questi anni si sono succeduti.

L'assenza di una costante azione politica, il “disimpegno” dell’opinione pubblica (quello di Chiaravalle è uno dei pochi Comitati che ha smesso la sua attività) stanno producendo un’ulteriore marginalizzazione di una struttura che, al contrario, ha delle potenzialità e che, soprattutto, può dare risposte alla popolazione del territorio (non solo Chiaravalle, ma anche Montemarciano, Monte S. Vito, Camerata, Falconara) e risultare utilissima per l’intera Area Vasta di Ancona, contribuendo ad alleggerire il lavoro dei “pronto soccorso” di Torrette e Jesi e di alcuni reparti ospedalieri.

L’attuale stato di cose è la dimostrazione evidente del fallimento della politica sanitaria regionale. Occorre riprendere sui temi della sanità pubblica e della qualità dei servizi una grande vertenza regionale che coinvolga direttamente, a partire dai territori, le cittadine e i cittadini, ì comitati e le amministrazioni comunali, le lavoratrici e i lavoratori del servizio sanitario e le loro organizzazioni sindacali.

Viviamo un'emergenza quotidiana e ne va di mezzo la qualità della vita di ognuno di noi. Una città più sana è senza dubbio una città più bella!


dal Partito della Rifondazione Comunista Chiaravalle




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-08-2017 alle 12:13 sul giornale del 12 agosto 2017 - 2350 letture

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