“La Voix Humaine”: Marta Tacconi, dai tasti del pianoforte al primo libro

11/09/2017 - 11/09/17 – Una lunga telefonata tra una giovane donna e il suo ex amante, che la sta lasciando per sposare un'altra. Un monologo, un'unica protagonista e una storia che si scioglie dalla musica alle parole con intensità ed emozione.

11/09/17 – Una lunga telefonata tra una giovane donna e il suo ex amante, che la sta lasciando per sposare un'altra. Un monologo, un'unica protagonista e una storia che si scioglie dalla musica alle parole con intensità ed emozione. E' questa “La Voix Humaine”, prima opera letteraria della pianista jesina Marta Tacconi, che a marzo 2016 ha conseguito la laurea specialistica al Conservatorio Santa Cecilia di Roma e che, oltre all'affermata carriera pianistica si sta facendo apprezzare al pubblico grazie alla sua collaborazione con gli Onafifetti. L'abbiamo incontrata prima della presentazione della sua prima opera letteraria, “La Voix Humaine” edito da Edizioni Pendragon (già acquistabile on-line e in libreria) in programma venerdì 15 settembre alle ore 18 alla Sala del Lampadario del Circolo Cittadino di Jesi in un pomeriggio d'arte varia.

- Come nasce il progetto letterario “La Voix Humaine”?
Oltre alla musica, un'altra mia passione, finora gelosamente custodita tra le mura di casa, è la scrittura. Nel marzo 2016, per il conseguimento della laurea specialistica al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, oltre che con la parte musicale prevista dal piano di studi, ho deciso di misurarmi con un intero allestimento di un'opera lirica: lavoro musicale al pianoforte con la cantante, messa in scena e analisi testuale e musicale dell'opera. La parte scritta del lavoro, che mi è valso una lode e una menzione, è stata pubblicata ed è diventata il libro in questione”.

- Perché questo titolo così affascinante?
"La voix humaine" è il titolo dell'opera lirica di Francis Poulenc a cui ho dedicato il lavoro di analisi contenuto nel libro. A sua volta l'opera di Poulenc è ispirata al monologo teatrale di Jean Cocteau che è stato successivamente utilizzato come libretto dell'opera. Ecco perchè al titolo "La voix humaine" ho fatto seguire il sottotitolo "Dal monologo di Jean Cocteau alla musica di Francis Poulenc".

- Come si sviluppa la trama, se ci può anticipare qualcosa...?
L'opera, quasi priva di trama, è una lunga telefonata tra una giovane donna, unica protagonista e il suo ormai ex amante, che la sta lasciando per sposare un'altra persona e che, non comparendo in alcun modo, si profila attraverso le parole e i silenzi di lei; tra interferenze telefoniche, ronzii, stati d'animo alterni e profonda disperazione della protagonista, il telefono nel corso dell'opera viene ad assumere svariati significati e di conseguenza anche i termini "voix" e soprattutto "humaine" mutano la loro connotazione. Il titolo vuole essere quindi motivo di riflessione, in un mondo meccanico e meccanicistico, sull'importanza della voix, cioè della parola, e sull'aggettivo humaine...”.

- Nel libro c'è commistione tra letteratura e musica? L'una ispira l'altra?
Il libro è una commistione tra letteratura e musica. Si alternano parti discorsive, di approfondimento, a parti prettamente tecniche di analisi musicale”.

- A chi si sente di dire grazie per questo primo, importante lavoro?
Non finirò mai di ringraziare la preziosa guida che è stato il mio docente di Storia della Musica del Conservatorio Santa Cecilia di Roma, nonché relatore, il Maestro Guido Zaccagnini”.

- Cosa dobbiamo aspettarci dalla presentazione di venerdì?
Come detto, sarà un pomeriggio d'arte varia che mi vedrà in compagnia di amici artisti quali Giovanni Filosa e Mario Sardella (NarrAttori) e Chiara Moschini (Soprano)”.


 


 







Questa è un'intervista pubblicata il 11-09-2017 alle 19:01 sul giornale del 12 settembre 2017 - 1216 letture

In questo articolo si parla di cultura, intervista

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