Mons. Gerardo Rocconi, il Vangelo di domenica 10 settembre

11/09/2017 - Dal Vangelo secondo Matteo.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro». Parola del Signore

IL COMANDAMENTO DELL’AMORE
Gesù aveva detto chiaramente qual era il comandamento più importante: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Amerai il prossimo tuo come te stesso.
Ma nel vangelo odierno il Signore vuol rispondere anche ad un’altra domanda: E cosa vuol dire amare, amare il prossimo, amare soprattutto quando assistiamo alle scelte sbagliate di tanti nostri fratelli: scelte che li porteranno alla perdizione. Certo, solo Dio giudica il cuore e a noi è detto di non giudicare, ma ci sono scelte che oggettivamente vanno contro la Parola di Dio. Scelte che sono delle colpe. La scelta di chi vuol vivere senza Dio; la scelta di chi vive nella bestemmia; la scelta di chi non prega mai e mai si avvicina ai sacramenti; la scelta di chi va contro la vita, per esempio con l’aborto, con la droga, con l’intemperanza; la scelta di chi vive nel disordine morale, sia per quanto riguarda la famiglia, sia per quanto riguarda la giustizia o la verità. Cosa fare di fronte al fratello che si sta perdendo?

AVERE A CUORE OGNI FRATELLO
Caino, a Dio che gli chiedeva dove fosse il fratello, rispose: Sono forse il custode di mio fratello? Oggi il Signore ci vuol dire proprio questo: ognuno deve sentirsi responsabile degli altri, ognuno deve avere a cuore la salvezza degli altri, così come Dio ha avuto a cuore la salvezza nostra fino al punto da donare il suo Figlio. Ecco cos’è la Chiesa: una comunità dove ci si aiuta a salvarsi!
Per questo nel vangelo odierno leggiamo queste parole di Gesù: Se vedi un fratello che pecca, ammoniscilo. E’ esigenza di verità e di carità.
Ma Gesù ci vuol subito dire che l’atteggiamento, la motivazione deve essere una scelta di amore. Ammoniscilo, riprendilo non per un giudizio, non per saccenteria, non per presunta superiorità: ammoniscilo con carità. Infatti non ci si può sottrarre al compito di aiutarci vicendevolmente a salvarci. Subito dopo Gesù invita alla preghiera e aggiunge: Qualunque cosa chiederete, il Padre ve la concederà. Il contesto è sempre quello del come porsi di fronte ai peccatori. Spesso non basta il richiamo, l’esortazione. E’ necessario che prima la Grazia di Dio arrivi al cuore.
Ecco perchè è necessaria la preghiera, una intensa preghiera, perchè il Signore doni la capacità di convertirsi, a noi e a coloro che dobbiamo aiutare a salvarsi.

AVERE A CUORE I GIOVANI E I RAGAZZI
La cura dei fratelli! Ma in modo particolare dobbiamo avere a cuore i nostri ragazzi e i nostri giovani.
Avere a cuore. E’ il tema di questa domenica. A volte una falsa forma di rispetto ci fa chiudere gli occhi di fronte al male che un fratello sceglie e magari si dice. Non tocca a me giudicarlo e in fondo è libero di fare le sue scelte.
O certo: due affermazioni vere, che, però, potrebbero essere anche ipocrite quando in realtà esprimono disinteresse e mancanza di generosità. Di fronte al male non si può tacere, di fronte al fratello che si perde non si può far finta di non vedere solo perchè è scomodo.
Nel libro del profeta Ezechiele leggiamo che il Signore lo ha posto come sentinella per esortare il popolo a ravvedersi. Ogni cristiano è sentinella, ad ogni cristiano il Signore ha affidato i fratelli perchè tutti trovino un aiuto, una luce, una guida per non sbagliare strada. E allora indicare la via e, se necessario, ammonire chi sbaglia, diventa un atto di carità.
E non manchi mai la preghiera di intercessione: La nostra preghiera è perchè i fratelli sentano che vivere con Gesù non è un peso, non è una noia, tutt’altro: è motivo di festa. Infatti il Signore ama i suoi figli e non cerca che la loro gioia.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-09-2017 alle 10:18 sul giornale del 12 settembre 2017 - 688 letture

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