UBI Banca: risultati primi 9 mesi 2017, il Consigliere Delegato Massiah 'Positivi anche grazie alla realizzazione di Banca Unica'

Ubi Banca 10/11/2017 - Intervista al Consigliere Delegato di UBI Banca Victor Massiah sui risultati dei primi nove mesi dell’anno – 10 novembre 2017.

Dott. Massiah, la crescita del PIL sembra consolidarsi nel corso del 2017. Il comparto manifatturiero, più di altri, mostra in questi mesi segni di ripresa: si tratta di una industria diversa rispetto al passato, in cui la tecnologia accresce la propria importanza. Qual è il ruolo che UBI Banca vuole avere in questa nuova fase dell’economia?
Non c’è dubbio che ormai assistiamo a una crescita consolidata: siamo a circa l’1,5% di crescita: un dato che si pone, purtroppo, comunque sotto la media europea ma è compatibile con una situazione peculiare dell’economia italiana: una bassa crescita demografica – se non nulla – e un mancato supporto della leva del debito dello Stato, in quanto il debito è già estremamente elevato. Ciò detto, assistiamo sicuramente a una crescita sana, perché condotta anche dai consumi interni e questo permette non solo alle grandi aziende ma anche alle piccole e medie aziende di poter assistere a un “rimbalzo” e poter tornare protagoniste nell’economia italiana. È evidente che una selezione c’è stata ed è stata molto forte, e quello che vediamo in questa versione nuova dell’industria italiana è qualcosa di radicalmente diverso in confronto al 2007. Abbiamo evidentemente una preponderanza dell’economia digitale che spinge moltissimo ma soprattutto abbiamo una componente di meccanica o comunque in generale di manifatturiero estremamente sofisticato che si sta imponendo nei mercati mondiali. Come svolgiamo il nostro ruolo: sicuramente sia in maniera “tradizionale” attraverso il rapporto uno-a-uno con le aziende, sia attraverso una serie di iniziative – mi permetto di citare l’associazione con Confindustria in Industria 4.0 e nel digital web che sostanzialmente ci permette di sviluppare in alcune delle più importanti piazze italiane a noi più vicine un’iniziativa che tende a ulteriormente dare leva a questa crescita nuova delle aziende italiane, sia attraverso quella che è un’attenzione e un ascolto assoluto al bisogno del cliente, che resta comunque a mio avviso la componente più importante di tutte: ascoltare e cercare di reagire il più velocemente possibile ai bisogni dei clienti.

Il 2017, per UBI Banca, è stato scandito da una serie di realizzazioni che hanno avuto risonanza sul mercato e hanno profondamente innovato la struttura della banca. Quali sono stati secondo Lei i passaggi più rilevanti e come giudica, nel complesso, i risultati dei primi nove mesi dell’anno?
Facciamo innanzitutto una storia di quello che abbiamo fatto: a febbraio di quest’anno si è completato il progetto “Banca unica”: è stato un evento estremamente importante, che, direi, possiamo dare ormai non solo per completato ma anche considerare un esempio di grande successo sotto tutti i punti di vista: la macchina operativa ha saputo consegnare questo progetto con addirittura quattro mesi d’anticipo in confronto a quello che era il piano; la reazione dal punto di vista della componente commerciale è stata di estrema efficacia: non abbiamo, in questo passaggio, perso quote di mercato e anzi addirittura in alcune situazioni ne abbiamo guadagnate. Il rapporto coi clienti non ha minimante risentito di questa migrazione. Poi, al contempo, abbiamo completato dapprima la parte contrattuale dell’acquisizione delle tre banche e poi, a cavallo dell’estate, abbiamo realizzato l’integrazione con le banche. A che punto siamo con queste tre banche: innanzitutto è importante ricordare che due weekend fa è stata integrata in maniera definitiva Banca Marche. Ovviamente adesso c’è una situazione di fine tuning; durante questo fine tuning è evidente che i nostri nuovi colleghi devono abituarsi, insieme alla clientela, ai nuovi processi: anche a processi più ordinati, va detto, perché ad esempio il censimento anagrafico deve essere ultimato in maniera più completa possibile, ma – permettetemi di dire – complessivamente è un esempio di estremo successo considerati anche i tempi. In fondo noi abbiamo preso il controllo operativo di queste banche a inizio maggio, a fine ottobre si è completata la prima migrazione: la più complessa, la più importante, quella della banca più grande, alla fine di questo mese di novembre si completerà la migrazione di Banca Etruria e all’inizio del prossimo anno Carichieti completerà definitivamente questo ciclo.
Anche dal punto di vista dei risultati economici ci troviamo di fronte ad una situazione estremamente positiva, in quanto le tre banche stanno raggiungendo molto più velocemente di quanto atteso il punto di break even.
Carichieti è praticamente già a breack even, le due banche maggiori lo saranno a mio avviso in maniera praticamente certa nel corso del 2018. Questo grazie a una governance estremamente semplificata e a una capacità di realizzazione da parte sia della “macchina” interna di UBI a perimetro “storico”, sia da parte dei colleghi nuovi che hanno dimostrato una voglia di fare – una voglia di rivalsa, se posso definirla tale – estremamente elevata.
Per quanto riguarda il risultato del terzo trimestre, io credo che ci siano alcuni aspetti da mettere in maniera chiara sotto la luce. Il primo è sicuramente il rimbalzo del margine di interesse: è un piccolo rimbalzo ma estremamente simbolico e significativo dopo tanti trimestri in discesa. Questo è dovuto sia alla componente della banca a perimetro storico ma ancor di più alla componente delle nuove banche che stanno vedendo un riprezzamento radicale del costo della liquidità.
Molto bene anche la componente commissionale, che pur risentendo della ovvia stagionalità risulta comunque essere in significativa crescita complessivamente in confronto all’anno precedente. I costi continuano a essere sotto controllo, nonostante la progettualità, e questo credo sia un aspetto determinante, e, in più, va sottolineato che recentemente è stato firmato il nuovo accordo con le componenti sindacali per quanto riguarda le tre banche.
Anche dal punto di vista del costo del credito stiamo assistendo a una conferma del costo del credito ad un livello molto più basso di quello dell’anno scorso e quindi complessivamente – questo dal punto di vista della redditività normalizzata - ci porta ad avere una performance che è praticamente doppia in confronto alla performance dell’anno precedente normalizzata. È quindi un anno che si sta svolgendo in maniera positiva ma soprattutto – e con questo concludo – in maniera estremamente coerente con il piano industriale e con le attese dello stesso.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-11-2017 alle 16:50 sul giornale del 11 novembre 2017 - 880 letture

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