Ema Pesciolinorosso, al Cuppari partecipato incontro con papà Gianpietro

12/11/2017 - Lo scorso 26 ottobre presso la palestra dell’Istituto Cuppari di Jesi si è tenuto l’incontro, esattamente numero1000, con Gianpietro Ghidini e la sua associazione Ema Pesciolinorosso.

Nonostante l’orario pomeridiano, hanno partecipato all’evento numerosi ragazzi cupparini e non, insieme ai loro genitori. Quella di Gianpietro è la storia di un papà che ha perso il figlio il 24 Novembre 2013.

Emanuele, un ragazzo che all’età di 16 anni si è gettato nel fiume vicino casa a Gavardo (BS), dopo aver assunto una sostanza stupefacente. Un acido, per essere precisi, che sconvolse la sua giovane mente e lo spinse a gettarsi nel fiume, togliendosi la vita.

Quel tragico evento, afferma Giampietro, “è stato come un fulmine a ciel sereno da cui, dopo la disperazione, ho per la prima volta iniziato a vedere la vita con occhi diversi. Attraversando il dolore ho compreso che nella vita solo l’amore conta. A mio figlio dovevo qualcosa e ho capito che la mia storia poteva aiutare tanti giovani e i loro genitori a ritrovarsi e a ritrovare insieme il valore della vita. Per tale motivo ho iniziato a girare l’Italia per incontrare tutti coloro che ritenevano utile la mia testimonianza”.

Papà Gianpietro, rivolgendosi a quanti erano presenti all’incontro, ha spiegato quanto sia importante non buttare la propria vita dietro felicità effimere, ma quanto invece sia necessario provare ad avere dei sogni e cercare di realizzarli con tutte le proprie forze. Rivolgendosi ai genitori ha supplicato loro di rappresentare sempre un “porto sicuro” dove ciascun figlio possa attraccare anche in piena burrasca: “ogni genitore non deve mai tagliare quel filo che lo lega ai propri figli, in particolare nei momenti più difficili dell’adolescenza”.

Non solo: “un papà e una mamma devono avere sempre tempo per i propri figli. Dopo viene tutto il resto”.

L’incontro è stato arricchito dall’ intervento a sorpresa di Carolina Bocca, autrice del libro Soffia forte il vento nel cuore di mio figlio (Mondadori 2016), in cui racconta il cammino impervio, coraggioso, talvolta drammatico intrapreso per aiutare suo figlio Seba smarritosi dietro amicizie sbagliate e una spirale distruttiva di dipendenza.

L’intervento di Carolina Bocca è stato particolarmente emozionante ed ha invitato i genitori a capire ed accettare i propri figli per come sono e non per come vorrebbero che fossero, ad essere sempre pronti ad un ascolto attento, libero da giudizi e pregiudizi.

Come in ogni incontro tenuto da Gianpietro, la parte più bella e toccante è quella finale dove i ragazzi e i genitori vanno incontro commossi a questo papà pieno di energia che li abbraccia stretti uno per uno: “lacrime di vita” che scendono dai visi di adulti e ragazzi, consapevoli tutti di portar via un ricordo ricco di riflessioni ed emozioni.

La conclusione dell’incontro con la frase “ciò che si dona fiorisce, ciò che si trattiene marcisce” fa comprendere l’animo di questo papà che da un evento tragico è riuscito a trasformare la sua vita in una missione dedicata ai giovani.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-11-2017 alle 15:15 sul giornale del 13 novembre 2017 - 2228 letture

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