Elezioni Politiche, Italia nel Cuore: l'intervento della candidata per le Marche Federica Carbonari a Roma

Federica Carbonari 10/01/2018 - L’avv. Federica Carbonari, candidata al parlamento per le Marche del Movimento Italia nel cuore, nell’intervento presentato alla Convention Nazionale di Roma dello scorso 03 dicembre affronta il problema della riforma della Giustizia, da attuarsi attraverso il dialogo e confronto costruttivo tra magistratura ed avvocatura, uno dei principali obiettivi del programma politico del M.I.C. ROMA.

“La politica è per definizione etimologica, “arte o tecnica che attiene alla città-stato, tecnica di governo”. In questa perifrasi c’è l’essenza pura e vera di quello che dovrebbe essere e rappresentare la politica: la chiave per la gestione della cosa pubblica. Perché politica vuol dire innanzitutto discussione, confronto costruttivo e dinamico, capacità di liberarsi delle proprie certezze personali per confrontarsi con l’altro e trovare insieme la soluzione più confacente al caso.


Oggi invece siamo abituati soltanto a discussioni sterili e con l’unico obiettivo di annientare l’avversario. Troppo chiacchiere, insomma e poca sostanza: è perciò doveroso ritornare a riscoprire l’essenza vera della parola, che presuppone necessariamente la giuste competenze tecniche di chi si appresta a interessarsi e gestire la cosa pubblica, insieme una buona dose di umiltà e proposito vero ed autentico di servire gli altri, privo di qualsivoglia interesse economico- personale.

Politica significa “FARE”, appunto, produrre, costruire e realizzare un società migliore: volontà di mettere sé stessi, le proprie capacità, idee e il proprio operato al servizio degli altri. Fuori da questo ambito c’è solo individualismo becero, vero male della società di oggi.
Ecco perché, in questo contesto giocano un ruolo chiave magistratura ad avvocatura, che rappresentano due facce della stessa medaglia: non esiste l’una se non c’è il supporto e il contributo imprescindibile e vitale dell’altra.
E non è un caso che il simbolo della “iustitia” raffiguri sempre la dea della giustizia che sorregge una bilancia: quella stessa bilancia che il cui giusto equilibrio, emblema dell’equità, è delineato dal bilanciamento tra gli interessi dell’avvocatura, da una parte, e della magistratura dall’altra. La prima recepisce le istanze di “giustizia” dei cittadini che vengono vagliate ed attuate tramite per il tramite dei magistrati, chiamati ad applicare la legge.

Ecco perché l’amministrazione della giustizia è il fulcro e il vero motore della macchina stato. Non può esserci uno stato giusto, efficiente ed efficace se alla base non vi è un sistema giudiziario che incarni alla perfezione questi tre caratteri essenziali. Questo perché, un paese che possa definirsi tale rispetta i propri cittadini e si adopera perché vengano soddisfatti e attuati i diritti soggettivi e gli interessi collettivi del suo popolo.
Negazione del diritto/interesse equivale perciò alla negazione dello stato stesso: solo un dialogo/confronto costruttivo tra le due entità può validamente dare risposte adeguate alle richieste di giustizia dei cittadini.

Per far sì che ciò avvenga, entrambe le categorie devono però operare immuni da condizionamenti esterni e della classe politica del momento, come invece siamo soliti assistere nel nostro paese: è all’ordine del giorno la notizia di un magistrato che entra a fare parte di qualche partito politico, si candida e poi, finito il mandato, ritorna a sedersi comodamente sulla propria poltrona di giudice.

Allo stesso tempo, l’avvocatura ha subito nel corso di questi ultimi 20 anni un arresto forzoso, frutto di leggi sbagliate che hanno tolto dignità economica e professionale alla categoria, dequalificandola tutta la categoria e privando di futuro coloro che si affacciano alla professione forense.
Oggi più che mai è quindi indispensabile una forte riforma della giustizia che metta ordine in tutto quel marasma di leggi che ha affossato il sistema giudiziario e che agisca su due fronti: ridefinire con precisione i ruoli di ciascuno di questi due interlocutori, separando le carriere per i magistrati, ovvero tra magistratura requirente (la pubblica accusa in un processo) e magistratura giudicante, come avveniva nel sistema giuridico degli antichi romani.
Chi desidera fare l’avvocato o il magistrato, deve poterlo scegliere fin dagli studi universitari, scegliendo altresì a quale ramo della magistratura, tra i due anzidetti, aderire, e senza possibilità di entrare a fare parte di partiti politici, pena la decadenza definitiva da ogni carica o funzione pubblica svolta.
Solo in questo modo potremmo contare su una magistratura altamente specializzata, senza possibilità di confusione dei ruoli e soprattutto che garantisca ai cittadini l’imparzialità assoluta.

Del pari, l’avvocatura necessità di essere riportata in auge, quale figura cardine per l’attuazione del diritto stesso: massima libertà di scelta nel reperire gli strumenti più idonei, eliminando tutti quei vincoli burocratici e procedimentali obbligatori allo svolgimento della professione e che imbavagliano il ruolo dell’avvocato. Dialogo, imparzialità e consapevolezza della propria funzione all’interno del sistema giustizia: solo attraverso questi aspetti fondamentali può esserci un vero e costruttivo confronto tra magistratura e avvocatura e può attuarsi lo stato con la “s” maiuscola.
Anche qui dunque Italia nel Cuore rappresenta finalmente una forza politica nuova, rivoluzionaria e innovatrice, un punto di svolta rispetto al vecchio modello di politica cui abbiamo assistito in quest’ultimo secolo, e davvero capace di portare la nostra repubblica ad una agognata terza fase.
E’ la prima volta che un movimento politico si affaccia al panorama elettivo facendosi conoscere così a fondo avendo cura di far conoscere all’elettorato attivo ogni suo candidato.
E, si badi bene, non lo presenta solo anagraficamente parlando, ma mette l’elettore in condizione di conoscere tutta la storia di vita professionale e personale del futuro parlamentare, i suoi obiettivi e le scelte concrete che si propone di attuare per la soluzione del problema sottopostogli.

a non è tutto: la novità, o rivoluzione passa anche e soprattutto attraverso il fatto unico e imprescindibile dei requisiti che il candidato deve possedere per diventare tale: ovvero, essere persona eticamente onesta e trasparente, non aver ricoperto alcuna carica politica se non a livello prettamente locale, essere incensurato e infine competente per il bagaglio di esperienze personali e professionali acquisite.
Qualità necessarie, quelle anzidette, che evidenziano già l’abisso che distingue Italia nel Cuore da tutti gli altri movimenti/partiti politici. Italia Nel Cuore, il movimento che ha a cuore l’Italia e gli Italiani, che nasce e muove dall’essenza stessa di quell’Italia geniale, onesta, eccezionale, fatta di grandi lavoratori che hanno reso straordinario il nostro bel Paese”.

Il Movimento politico Italia nel Cuore, attraverso la candidata Federica Carbonari, pone al centro del proprio programma Il FARE, appunto, la parola d’ordine di Italia nel Cuore, ovvero quel dictat necessario e obbligatorio per poter ritornare ad essere QUELLA NAZIONE MERAVIGLIOSA E GRANDE CHE HA FATTO E FA INVIDIA A TUTTO IL MONDO, E QUELLA NAZIONE E’ PROPRIO L’ITALIA. “RICORDIAMOCI CHI SIAMO. VIVA ITALIA NEL CUORE E VIVA GLI ITALIANI!”

Così si conclude l’accorato appello a tutti gli italiani etici e onesti, che il M.I.C. fa attraverso le parole dell’Avv. Federica Carbonari.
Federica Carbonari
ITALIA NEL CUORE
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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-01-2018 alle 17:46 sul giornale del 11 gennaio 2018 - 1272 letture

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