Smantellamento orti urbani, il MeetUp Spazio Libero: 'Ora come si procede?'

Meetup Spazio Libero Jesi 10/01/2018 - Gli orti urbani di via Carlo Marx, area piuttosto degradata della periferia jesina, saranno smantellati. E non ne sentiremo la mancanza, dal momento che il loro squallore era noto e denunciato da anni.

Che l’Amministrazione Bacci se ne ricordi ora, potrebbe essere un bel segnale di redenzione, vista la considerazione del verde dimostrata in oltre 5 anni di amministrazione del territorio. Magari fosse così!

L’ interesse improvviso o improvvisato per gli orti urbani - dopo averne acquisito consapevolezza (almeno in apparenza) nella passata legislatura - grazie per altro agli innumerevoli atti della consigliera di minoranza, M. Teresa Mancia - sembrerebbe proprio essere dettato da ben altri convincimenti.
Come in un’equazione matematica, gli orti di via Carlo Marx stanno al loro smantellamento (tanto opportuno quanto tardivo), come la valutazione del “mantenimento” degli orti del Granita sta alla costruzione della strada indispensabile all’apertura del cantiere per l’edificazione della Torre Erap a San Giuseppe.

L’edificazione di una torre di 7 piani in via Tessitori, area per cui l’unico accesso resterebbe la piccola e stretta via Mugnai, comporterà inevitabilmente la costruzione di una nuova strada che, altrettanto inevitabilmente, andrà ad erodere il parco e gli orti del Granita, per i quali l’amministrazione si sta riservando, appunto, una valutazione per il loro mantenimento.

Purtroppo il Meetup aveva ragione a denunciare fin dall’inizio gli annessi e connessi di un progetto tanto disastroso quanto demenziale.

Che non ci fosse chiarezza e trasparenza in questa amministrazione, ne avevamo contezza, ma non che da “civici” si arrivasse ad usare stratagemmi simili, prerogativa della peggiore vecchia politica.

Tuttavia, liberandoci dai cattivi pensieri, supponiamo per un attimo che il riordino degli orti sociali sia davvero l’unico scopo che l’amministrazione vuole mettere in atto per migliorare la situazione ortiva. Vorremmo suggerire la riflessione per cui, forse, ma proprio forse, il degrado degli orti di via Carlo Marx e quelli del Granita non sia solo imputabili ai furti o agli atti vandalici, ma al colpevole mancato controllo anche da parte di chi sta governando da oltre 5 anni il territorio. La situazione di degrado è ben nota fin dall’inizio della passata legislatura.

Ci piace ricordare, a noi stessi innanzitutto, quanto dietro ad ogni angolo di città ci sia una storia con le molteplici risorse umane ed economiche impiegate. Sarebbe importante non dimenticarlo, tanto più quando si hanno obblighi di governo. Il parco e gli orti del Granita sono parte del “Progetto del Parco Urbano del Granita”, la cui approvazione risale al dicembre 2002, mentre le prime attribuzioni formali dei lotti ortivi (gli ortalani erano presenti già dagli anni ’90) risalgono al 2006. Si legga la determina 810/2006 a testimonianza dell’autorevolezza del progetto finanziato tra l’altro dalla Provincia per varie decine di migliaia di euro. Ora si vorrebbe valutare il mantenimento dell’unica area progettata e strutturata? Con quale motivazione?

Sette anni dopo, nel novembre del 2013, una consigliera di minoranza faceva emergere la deprimente situazione degli orti (di 120 appezzamento, solo 28 risultavano occupati: interpellanza), riscontrando in Aula la condivisione nella risposta dell’assessora Campanelli, a cui però non seguì alcuna azione concreta, tanto da dover riproporre il problema qualche mese dopo con una seconda interpellanza, fino ad ottenere una interessante revisione del Regolamento di assegnazione e gestione degli orti urbani. Interessante se non altro per le modalità di cooperazione tra opposizione e maggioranza.

L’attuale assessora al volontariato, Paola Lenti, ricorderà quel clima di piena collaborazione, così come ricorderà che il Regolamento approvato il 5/2/2015 non avendo introdotto criteri di precedenza per vicinanza ai lotti disponibili, rende tutti i cittadini che risultino in una determinata fascia ISEE potenziali assegnatari.

Chi sono allora i diretti interessati per l’assessora che, stando al comunicato del 4 gennaio scorso, convocherà un incontro con “i diretti interessati per condividere insieme le priorità di allestimento delle nuove aree”?

Come intenderà procedere nella realizzazione di questa importante opportunità di partecipazione e di civiltà?

Perché dal 2015 ad oggi la stessa amministrazione non ha fatto nulla per dare seguito a ciò che si era faticosamente stabilito in Aula e nelle commissioni, mentre ora nelle segrete stanze degli uffici si individuano le aree, si meditano incontri per “condividere” decisioni già prese?

Andando a intaccare il parco e gli orti del Granita, non verrà forse contraddetto palesemente ciò che l’ingegnere dell’Erap (F) Urbinati ha dichiarato nell’affollatissima assemblea di luglio scorso: “Non si toccherà un m 2 di verde”?


da MeetUp “Spazio Libero – Jesi”




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-01-2018 alle 16:53 sul giornale del 11 gennaio 2018 - 1076 letture

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