Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di domenica 11 febbraio 2018

11/02/2018 - Dal Vangelo secondo Marco.

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Parola del Signore

IL LEBBROSO CHIEDE LA PURIFICAZIONE
Il vangelo ci parla di un lebbroso che si avvicina a Gesù chiedendo di essere purificato. Purificato, non semplicemente guarito. Infatti la lebbra poneva il malcapitato in uno stato di impurità rituale per cui era allontanato da tutto: dagli uomini, dal tempio e potremmo dire anche da Dio. La situazione del lebbroso, quindi, era terribilmente pesante. Era già considerato un morto, maledetto da Dio.
Ma quell’uomo intuisce qualcosa su Gesù, ha la consapevolezza che quel Gesù viene da Dio, è sicuramente un profeta. E si mette di fronte a Gesù nell’atteggiamento giusto: chiede, grida, attende fiducioso. E’ convinto che la sua salvezza può venire solo da Dio, e allora si rivolge a Gesù.

E GESU’ ACCAREZZA QUEL LEBBROSO
Il lebbroso, secondo la legge, non poteva essere toccato da nessuno. Come mai Gesù toccò quel malato? Perchè sentì compassione! E’ quel ragionare più con il cuore che con la testa che ha permesso a Gesù di non vedere un malato ripugnante, ma un uomo sofferente, bisognoso di salvezza. Di fronte al lebbroso tutti fuggono. Gesù no! Si lascia avvicinare, lo tocca.

UN NUOVO CONCETTO DI DIO: E’ AMORE!
Gesù esprime un nuovo concetto che si deve avere di Dio. L’amore di Dio è profondo, forte. Là dove la sofferenza è più grande, Dio è più vicino. Il sofferente non è un maledetto da Dio, non è uno di cui Dio si è dimenticato. Gesù tocca quell’uomo, lo accarezza, per manifestargli tutta la tenerezza con cui Dio lo guarda.
L’evangelista Marco che ci vuol far capire la concretezza, la verità dell’amore di Dio in Gesù. E Gesù compie il miracolo. Ormai sappiamo che i miracoli di Gesù vanno oltre la guarigione. Sono il segno di una salvezza più grande. Gesù offre la sua vita, per liberarci dalla lontananza da Dio, dal peccato, dalla morte: offre la sua vita per farci figli e donarci la Vita Eterna, la vera ricchezza di cui abbiamo bisogno. E’ questo il Regno di Dio: tutto l’amore di Dio che dona Vita.

GESU’ MODELLO E SALVATORE
Due insegnamenti sono immediati:
Il primo: Ogni cristiano deve imitare il suo maestro, deve fare come Gesù. Bisogna lasciar parlare il cuore, provare sentimenti buoni, di solidarietà e compassione, bisogna farsi vicino, aver il coraggio di toccare con mano per esprimere la tenerezza non solo nostra, ma di Dio.
Il secondo: La lebbra nel simbolismo religioso ha sempre rappresentato il peccato: il peccato è la lebbra dello spirito. Allora come è terribile il peccato! Il peccato è fonte di disperazione, di tristezza, di paura, di morte. E come è grande la misericordia di Dio se non inorridisce per la nostra povera situazione, ma manda il suo Figlio, il quale sente compassione, ci tocca, anzi prende su di sè il nostro male per espiarlo! Come è veramente una bella notizia quella che Gesù ci porta, offrendo la misericordia di Dio. E come è importante guardare a Gesù, come il lebbroso, e gridargli: Se vuoi puoi guarirmi, puoi farmi il dono più grande, ridarmi, l’innocenza.


RACCONTIAMO L’AMORE DI DIO
Quell’uomo cominciò a divulgare il fatto. La guarigione non poteva essere tenuta nascosta. Come, alla stessa maniera, non dovrebbe rimanere nascosta la guarigione che Gesù ha operato in noi, donandoci la fede e facendoci gustare il suo amore!
La testimonianza cristiana è proprio questo: narrare le meraviglie che Dio ha operato in noi, narrarle con immensa gioia e gratitudine.

11 FEBBRAIO, FESTA DELLA MADONNA DI LOURDES
La chiesa oggi celebra anche la giornata del malato. Ogni anno a Lourdes vanno 6 milioni di pellegrini, la maggior parte dei quali sono malati o sofferenti in genere.
E’ importante che vinciamo ogni indifferenza o distacco verso chi soffre. Come Gesù si china e accarezza chi soffre, così noi siamo chiamati ad essere la mano di Gesù. Dio vuole che la sua tenerezza si manifesti anche attraverso le mani, il cuore, la vita di chi crede in lui.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-02-2018 alle 12:36 sul giornale del 12 febbraio 2018 - 887 letture

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