Federfarma, oltre 150 da tutta la regione: 'Mantenere centralità al servizio dei cittadini'

10/03/2018 - L'ingresso di privati e di società di capitali possibile grazie alla liberalizzazione del settore non deve spaventare. Galatello: «Può essere un'occasione da cogliere ma la professionalità va difesa».

Conflitto d'interessi tra farmacisti e medici. Il primo a parlarne fu Federico II. E proprio nella città dell'Imperatore, Jesi, i farmacisti si sono dati appuntamento sabato 10 marzo per affrontare le paure ma anche cogliere le opportunità della legge sulle liberalizzazioni che apre a privati e società di capitali le porte delle farmacie.

Un convegno, organizzato da Federfarma Ancona, che ha visto arrivare nella città federiciana oltre 150 persone da tutte le Marche. «Il tema che abbiamo affrontato è molto ampio – ha spiegato il presidente di Federfarma Ancona, Luigi Galatelloe per questo abbiamo coinvolto vari esperti che ci hanno alla categoria pareri importanti. Ci sono grandi opportunità ma la figura del farmacista, pur mantenendo la sua professionalità al servizio dei cittadini, dovrà adottare una visione manageriale moderna. Questo convegno ci ha lasciati con la speranza e non con la paura: il futuro può essere ancora al servizio dei cittadini con il farmacista che può essere protagonista di questo passaggio storico».

Al convegno, nella Sala Zecchini della cooperativa Farmacentro, edificio che da un paio di giorni ospita anche la sede jesina di Federfarma, hanno preso parte anche il presidente di Federfarma Marche, Pasquale D'Avella, il presidente dell'Ordine dei Farmacisti della Provincia di Ancona, Piero Calcatelli con il vice Francesco Mannucci, il presidente di Farmacentro, Claudio Falini. Molto ascoltati gli interventi dei relatori Marco Cossolo (presidente nazionale di Federfarma), Silvia Pagliacci (presidente nazionale delle farmacie rurali), di avvocati, commercialisti e professionisti che si sono intrattenuti al termine per le domande dal pubblico. «Questo è un tema caldo – ha detto Falini – e lo sforzo che dovremo fare è quello di trovare soluzioni collettive perché quelle individuali non avranno grande respiro nell'affrontare il cambiamento. Intanto fa molto piacere avere qui a Farmacentro una sede di Federfarma. Si va nella direzione di avere qui a Jesi una casa per i farmacisti».







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-03-2018 alle 23:23 sul giornale del 12 marzo 2018 - 528 letture

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