Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di domenica 11 marzo

10/03/2018 - Dal Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

L’AMORE DI DIO E’ MISERICORDIA
In questo tempo di Quaresima tante volte abbiamo parlato dell’amore di Dio. Come si manifesta questo amore? Anzitutto chi ama non vuole perdere la persona amata. Conosciamo la sofferenza di un genitore che vede il suo figlio perdersi, conosciamo la gelosia di chi teme che la persona amata si allontani... a volte si arriva al delitto quando si pensa che la persona amata se ne vada.
Dio è amore: ama sul serio, ama appassionatamente. Non può permettersi di perdere l’uomo che ama. Nell’enciclica Dio è amore il Papa ricordava che l’amore di Dio è concreto, appassionato; ricordava che Dio ha di fatto bisogno di amare l’uomo. E purtroppo l’uomo gli fugge, facendosi del male, costruendosi con le proprie mani l’inferno. E allora Dio ha compassione dell’uomo che si perde e lo cerca con tutto il suo impegno. Noi diamo un nome a questo impegno di Dio dettato dalla compassione per l’uomo che rischia di perdersi. Questo compassione di Dio è la sua misericordia. Misericordia non vuol dire che Dio è facilone, che Dio è superficiale. Misericordia non vuol nemmeno dire che ognuno può fare tutto quello che gli pare, tanto alla fine Dio perdona sempre... Misericordia non vuol nemmeno dire che Dio scende a compromessi, che quello che ci chiede è solo un invito e che, pertanto, non esiste il dovere dell’obbedienza alla sua Parola.

LA MISERICORDIA DI DIO CHE FA SUL SERIO
Cos’è allora la misericordia di Dio? Ce lo dice Gesù nel vangelo odierno: Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
La misericordia di Dio coincide con il suo infinito amore. Di fronte all’uomo in fuga, peccatore, Dio non si rassegna a vederselo morire, lo insegue e lo raggiunge donando il suo Figlio, permettendo che il suo Figlio espii nostri peccati sulla croce. La misericordia di Dio accetta che sia Lui stesso, Dio, a pagare per primo. Per la sua misericordia Dio ha donato il suo Figlio perchè, come dice il vangelo, l’uomo abbia la possibilità di guardare in alto, di guardare il Crocifisso e trovare in quel cuore squarciato il suo riposo, la sua pace.
“Posso fare quello che voglio, tanto alla fine Dio perdona tutti”. Questa frase indica che non si è capito nulla della misericordia. La misericordia di Dio è frutto del suo amore, un amore donato a caro prezzo: il sacrificio del Figlio.

ALL’AMORE DI DIO SI RISPONDE CON L’AMORE
All’amore di Dio non ci può essere che una risposta di amore. Dio usa misericordia, cioè fa sul serio, ci ama sul serio: la risposta non può essere quella di chi approfitta della sua bontà. Anche perchè c’è poco da approfittarsi. Infatti, Gesù spiega che lui non giudica nessuno, ma il giudizio ce lo diamo da soli. Di fronte all’amore che Dio propone, il non accoglierlo significa rimanere nella morte e nell’inferno.
Rifiutare un dono significa poi non averlo. Rifiutare con una vita di peccato l’amore misericordioso di Dio, significa poi non averlo.
Quaresima è il tempo opportuno per renderci conto che il Signore ci cerca, ci chiama ancora una volta. E’ tempo per capire quanto e come Dio ama. Guidato solo dal suo immenso amore, ci insegue, manifestandoci la sua volontà di perdonarci. E’ una immensa ricchezza che ci viene offerta: bisogna solo accettare di rispondere a questo amore con una vita nuova, santa, innocente, vissuta con lui, per sperimentare quanto il Signore può essere veramente il fondamento della nostra gioia.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-03-2018 alle 23:27 sul giornale del 12 marzo 2018 - 683 letture

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