Filottrano: la lettera, Saverio Borgognoni sul risultato elettorale

12/03/2018 - Premessa: visto che ricopro una carica pubblica, ossia segretario del PD Filottrano, tengo a specificare che le considerazioni seguenti sono a livello strettamente personale.

Sembra che in questo periodo sia diventato virale l’appello alla responsabilità al PD, in particolar modo da parte di tutti quelli che non l’hanno votato.
Credo che il PD abbia dimostrato abbastanza responsabilità in questi anni, prendendosi carico di un paese sull’orlo del fallimento. L’ha dimostrata in primis chiedendo aiuto alla forza politica che sembrava avesse maggior volontà riformista, il M5S, ricevendo una porta in faccia. L’ha dimostrato poi nel corso della legislatura appoggiandosi a parti politiche certamente non congeniali ai suoi progetti originali, tra strappi, tiramolla e piccoli ricatti. Ingoiare il rospo per portare a casa qualcosa, sotto il fuoco del premeditato NO pentastellato.
Un NO di puro e cinico opportunismo politico, atto a poter gridare ininterrottamente per cinque anni all’inciucio ed al “gombloddo”.

E’ chiaro che con simili compagni di viaggio il risultato del PD non poteva essere ne’ completo, ne’ perfetto, anche per diversi errori, anche gravi, di tempistica, di comunicazione e di metodica.
Ora le urne hanno espresso un giudizio, il PD è stato indiscutibilmente bocciato, e la sua bocciatura è inerente alla sua azione di governo, perché questa era la mansione.

Questo dovrebbe essere stato il giudizio consapevole di un paese maturo, adulto e responsabile. Mi piacerebbe non pensare che sia stato un giudizio di pancia sulla simpatia del suo leader, istigato da un bombardamento continuo di mezze verità e verosimili menzogne.
Il responso però è chiaro: il PD non deve governare. Gli avversari hanno però ragione: il PD si deve prendere la sua responsabilità, ma non è quella che si augurano loro.
Ha la responsabilità primaria di fermare l’emorragia dei suoi elettori, la responsabilità di non depauperare, svilire, ridimensionare il suo progetto riformista, la responsabilità di condurre un’opposizione costruttiva, la responsabilità d’imparare a comunicare meglio, la responsabilità di preservare una visione societaria che è alternativa, quasi opposta, alle forze politiche che hanno riscosso più successo alle ultime elezioni, la responsabilità di ripresentarsi compatto, coeso e rigenerato alla prossima tornata elettorale, la responsabilità di tornare a rappresentare le persone che chiedono equità sociale, la responsabilità di far comprendere ai cittadini i danni irreparabili dell’antipolitica, la responsabilità di mettere in guardia gli italiani da chi fomenta la guerra tra poveri, la responsabilità di non negoziare i diritti civili necessari ad una società che si voglia definire tale.

Non credo debba essere inserito in questo elenco la responsabilità di governare, né come stampella, né come appoggio esterno, né in alcuna altra maniera. Le profferte sono ormai molteplici e variegate, ma direi soprattutto subdole, e l’esca è certamente mortifera. In fondo, quale dimostrazione più grande di responsabilità potrebbe offrire, se non garantire il corretto corso dell’alternanza democratica?! Quale beneficio ne trarrebbe il PD a collaborare in qualsiasi forma, ad un governo i cui programmi elettorali sono antitetici ai suoi? Quale servizio potrebbe rendere al paese abiurando le proprie convinzioni e contribuire alla demolizione delle riforme conquistate negli ultimi anni? Il rifiuto alla collaborazione non deve essere letto come un atteggiamento stizzoso e vendicativo, ma semplicemente come una necessità di sopravvivenza.

Se siamo convinti della bontà della nostra visione di società, non possiamo venir veno a nessuna delle responsabilità sopra elencate. Accettare collaborazioni con corpi estranei alla nostra politica, vorrebbe dire invece abbassare a livello zero l’asticella delle aspettative dei nostri elettori, significherebbe semplicemente presentarsi alle prossime elezioni con un progetto completamente naufragato e quindi sicuramente perdente. La base, quella per cui un partito ha ragione di esistere, chiede questo.
Io quindi dico: al prossimo governo, se gli serve, gli si da’ la fiducia……….e pedalare !

Lettera firmata da Saverio Borgognoni, cittadino di Filottrano





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-03-2018 alle 11:12 sul giornale del 13 marzo 2018 - 2907 letture

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