Chiaravalle: la lettera di un lettore sulle amministrative

17/03/2018 - La redazione riceve e pubblica la lettera di un cittadino di Chiaravalle che invia un suo commento sulle prossime elezioni comunali.

"Vivere-jesi" di oggi mi consente di intervenire a tutto campo in questa campagna elettorale comunale.

Abbiamo già dato e molto come chiaravallesi, in anni lontani. Perciò compagni socialisti "resuscitati" alla vigilia delle elezioni comunali vi dico che sbagliate tiro e di molto. Vi informo e penso che i cittadini e gli elettori di Chiaravalle siano più informati di voi, che la gestione dei fiumi, dei torrenti, dei laghi, delle sorgenti, dei fossati e di altro ancora compresi i vallati sono di competenza in tutti i sensi della regione Marche.

Perciò se volete salvare Chiaravalle da eventuali inondazioni o esondazioni, spostate il tiro, perché il "bersaglio" non sono Damiano Costantini e la sua maggioranza, ma la Regione Marche di Ceriscioli e compagnia bella.

In anni lontanissimi (nel dopo-guerra) grazie al piano di ricostruzione post-bellico e con sindaco On.le Guido Molinelli, che tanto si spese per far rinascere Chiaravalle, egli si prodigò senza risparmio di energie affinché Chiaravalle venisse inclusa in questo piano di ricostruzione nazionale a seguito del bombardamento del 17 Gennaio 1944 (il mio amico: lo storico Carlo Vernelli, nostro concittadino, può illustrarvi la questione). Grazie a questa presa di posizione efficace e lungimirante, questo piano consentì la costruzione del tunnel sul Triponzio da via della Repubblica, fino a viale della Vittoria, compresa la parte coperta che consente l'accesso in via E. Toti ed in particolare in via Mameli (il nostro caro concittadino Mancini Michele, mi ha spiegato come si è riusciti a realizzare questa parte vitale per la viabilità della zona). Con i finanziamenti dello stesso piano di ricostruzione venne costruito il ponte sul Triponzio in via Verdi, l'attuale sede del comune dove prima c'era la casa del fascio bombardata. La costruzione del teatro comunale anche esso bombardato, come l'ex ospedale, ed altro ancora. In tempi più recenti quando ero assessore sia all'urbanistica che ai LL.PP, anni 70-primi 80' (molti di voi socialisti ed altri del mio stesso partito il PCI, che rivedo in campo oggi, mi facevano morire di "pizzichi", perchè realizzavo troppo e contrastavo gli appetiti della rendita fondiaria e degli speculatori edilizi).

Riuscii in questo squallido contesto a far realizzare un progetto che poi spiegherò; incaricando degli esterni (che sarebbero stati pagati a progetto approvato dagli organi superiori), venne approvato grazie alla sensibilità dell'Ing. Piermattei, Capo del Genio Civile di Ancona, della sua collaboratrice Mietta Caimmi, con l'approvazione della qualificata competenza della D.ssa Marta Lucchetti, nostra concittadina. Questo progetto esaminato dagli Enti Ministeriali e da quelli erogatori dei finanziamenti andò a buon fine. I progettisti vennero pagati, i lavori iniziarono e terminarono nei tempi stabiliti.

Il progetto riguardava il risanamento igienico e fognario dei torrenti: Triponzio, Guardengo, Sellari e parte della riva sin. del fiume Esino da sopra il ponte della ferrovia a sotto l'attuale residenza "dell'arcobaleno". Tutti gli scarichi fognari degli edifici vennero incanalati dentro l'anello fognario di 8 Km che circonda la città (e non si vede, perché interrato), per arrivare poi alle dirette competenze del depuratore di Falconara. Faccio presente che tutte le acque nere di Monte S. Vito grazie a questo progetto sono incanalate nell'anello citato.

Ma oltre a questo intervento i vari torrenti vennero sistemati per quanto riguarda il fondo e gli argini. Tutta la cassonata del Triponzio da via della Repubblica a fin sotto l'ospedale al gorgo del "Ripò" e la parte dal ponte di Viale della Vittoria fino al fiume Esino , compresi i rafforzamenti con i pali interrati dell'argine come sopra detto sono tutti progetti realizzati, approvati e finanziati a spese del comune di Chiaravalle.

Se questi denari fossero stati spesi per altre attività del comune sarebbe stato meglio, ma la latitanza dei poteri sovracomunali, avrebbe provocato nuove inondazioni e i danni sarebbero stati incalcolabili.

Ecco perchè ho specificato fin dall'inizio : "ABBIAMO DATO!" .

Per quanto riguarda il sifone riguardante il vallato (è una soluzione interessante e da valutare). Ma per "alleggerire", la questione a Chiaravalle avevamo una grande esperienza in materia di "sifoni". La famosa Ditta "Lucci Probo e figli" poi "Lucci Livio" avevano una fabbrica di "sifoni" all'incrocio tra Viale della Vittoria e via G. Leopardi a fianco la riva ds. del Triponzio, prima del ponte. Questi sifoni erano i contenitori del Seltz (acqua e anidride carbonica) le attuali minerali. Premevi la levetta e lo "spruzzo" alleggeriva il grado alcolico del vino e creava un pizzicorino per degustarlo meglio, come altrettanto interveniva sul Select, il Campari, il rosso Antico, o quell'altro che metteva "il fuoco nelle vene". L'idea del sifone è interessante e sarebbe opportuno sollecitare la Regione a prenderla in considerazione, come l'altra più meritevole di approvazione per tutta una serie di implicazioni: la costruzione di uno scolmatore del Triponzio da sotto la collina di Galoppo fino all'Adriatico, capisco che costa e che sono "rogne" per la regione, perché voler caricare tutto sulle casse del comune di Chiaravalle e sulle spalle di Damiano Costantini, che anche se le ha larghe e robuste ne ha sopportate tante. Ma a voi compagni socialisti "riesumati" insieme ad altri figuri del nostro triste passato chiaravallese, avete avuto negli anni 60'-70' nelle vostre fila onesti ed eccellenti urbanisti che hanno dato lustro alla scienza ed alle leggi urbanistiche più avanzate che ha avuto l'Italia (ci voglio mettere quella del 1942 di epoca fascista, perché è stata la più organica e innovativa in materia), non vi ho mai visto prendere posizione, anzi il contrario, per difendere il territorio da ulteriori speculazioni (che poi sono quelle che coprendo il territorio agricolo, provocano le inondazioni).

La chiudo qui e vi pongo una semplice domanda: SIETE D'CCORDO CON L'AMMINISTRAZIONE COSTANTINI NEL RIPORTARE A VERDE AGRICOLO I 25 ETTARI DI EDIFICAZIONE EDILIZIA? Dalla vostra risposta vedremo se si potrà salvare Chiaravalle e non solo, dalle alluvioni.

Lettera firmata di Gianni Aquili, cittadino di Chiaravalle







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-03-2018 alle 20:53 sul giornale del 19 marzo 2018 - 2287 letture

In questo articolo si parla di politica, lettera

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