Filottrano: terremoto e sicurezza delle strutture, 'Edifici già danneggiati ancora più a rischio'

Ospedale Filottrano 12/04/2018 - Martedì mattina alle ore 5.11 nella nostra regione, è stata registrata un scossa di terremoto di intensità 4.6 di magnitudo, mettendo in allarme la popolazione, già provata dai continui sussulti della terra, iniziati ad agosto nel 2016.

Oltre a mettere in agitazione le persone che sono in attesa di una sistemazione definitiva con le casette di legno, o di risistemare le proprie abitazioni.

Non sono immuni dalle sollecitazioni della terra neanche gli edifici pubblici, ancora in attesa di riparazioni, con lesioni insorte dal 24 agosto e mai riparate e lasciate a se stesse, con il rischio che lo sciame sismico le faccia crollare.

Tra i vari edifici che sono stati danneggiati dal terremoto, c'è l'ospedale di Filottrano, dove c'è attività ambulatoriale dal lunedì al sabato, una R.s.a. attiva ventiquattrore su ventiquattrore, l'ambulatorio della guardia medica e la postazione del 118 attiva nelle dodici ore diurne dalle 7.30 alle 19.30. Con la scossa di martedì mattina le lesioni già presenti sono peggiorate e con questo aggravamento è aumentato il rischio per i pazienti e per il personale che lavora nella struttura.

Dopo continue e ripetute sollecitazioni a provvedere a riparare le lesioni e rendere l'edificio sicuro e presentabile, sia l'Asur che il comune di Filottrano, per quanto da noi osservato, hanno continuato a rimanere assenti, lanciando fumo negli occhi di chi lavora, inviando ingegneri di ogni sorta, dall'Asur e quelli esterni all'Asur, per sopralluoghi e relazioni, con relative spese di consulenze che finora non hanno sortito alcun riscontro.

Anzi, alla domanda se l'edificio fosse a rischio o meno, la risposta pervenuta, a voce, da parte aziendale, è stata sempre "oggi non è a rischio (e parliamo prima dell’ultima scossa), ma se non si interviene tempestivamente, le cose potrebbero peggiorare". Quindi, “chi” doveva o dovrebbe provvedere a riparare le crepe e mettere in sicurezza la struttura all’indomani dei sopralluoghi, e non procede a farlo, cosa fa ? Aspetta che l'edificio crolli?
Si attende forse l'inevitabile con il rischio di dover andare a soccorrere i pazienti ed il personale sotto le macerie dell'Ospedale Gentiloni di Filottrano?

Lascia sconcertati anche l’assenza che osserviamo riguardo il sindaco di Filottrano, che, ove si fosse fortemente interessato, sicuramente avremmo osservato lavori di ristrutturazione.
Interventi mai avvenuti, che mettono a rischio, ogni giorno, i cittadini che si rivolgono alla struttura di Filottrano per espletare ogni tipo di visita o cura.
Da ricordare che al secondo piano dell'edificio sono presenti anche gli ambulatori del Santo Stefano, dove durante il giorno transitano per le svariate cure ambulatoriali anche molti bambini.

Sconcerta pure il fatto che il sindaco non sia mai venuto a controllare, di persona, come funzionassero le attività presso la struttura di Filottrano, ed in che condizioni siano erogate.
Chissà se il sindaco è al corrente, ad esempio, che il CUP Front Office di Filottrano sono oramai mesi che opera con un solo operatore in servizio, e, in sua assenza, il servizio resta chiuso, con estremo disagio per la cittadinanza, costretta a pagare le prestazioni o a prenotare le visite recandosi presso altre strutture dell'Area Vasta 2.

Oppure se sappia della presenza di tombini sul terreno perimetrale della struttura, privi del coperchio, come quelli presenti davanti all'ingresso dell'Obitorio, rappresentando un pericolo per le persone, oltre che per le autovetture in transito in cerca di un parcheggio.

Per non parlare del fatto che autovetture ed utenza sono costrette a muoversi su un terreno e strada, sterrate, non asfaltate, con presenza di buche e pozzanghere, ristagnanti anche oltre le giornate di pioggia, certamente non indice di struttura sanitaria sicura e igienica.

Ci chiediamo poi che contezza abbiano, il sindaco ed il direttore dell'Area Vasta 2, pure riguardo i continui disagi per gli operatori della POTES 118 di Filottrano, i quali, a causa del traffico delle autovetture, e della sosta delle medesime, all'interno del piazzale della struttura, in special modo nei giorni di venerdì allorquando c'è il mercato, o di domenica quando c'è la messa, o per qualsiasi altra manifestazione che interessi il contesto cittadino, l'ambulanza che deve intervenire in caso di Emergenza/Urgenza, non riesca a partire ed uscire a causa dell'ostacolo ostruttivo delle autovetture presenti nel cortile all'interno della struttura.

Non ci meravigliamo del degrado e dell'abbandono con colpa addebitabile all’Asur ed Area Vasta 2, se a ciò aggiungiamo pure il fatto che ormai troppo spesso di ascolta il chiacchiericcio di comunicazioni rese ai parenti delle persone che vengono a ricoverarsi presso la R.s.a., per cui il Reparto potrebbe essere chiuso a causa della riduzioni dei ricoveri, e chi presta servizio lì mandato a lavorare a Chiaravalle.
Chissà perché poi proprio a Chiaravalle, avremo modo di appurarlo.

Una continua opera di “demolizione” dell’immagine della struttura e degli operatori che ivi garantiscono i servizi essenziali in maniera eccezionale, costretti ad immaginare un qualcosa di già sentito, ossia che a causa degli scarsi ricoveri, la struttura potrebbe chiudere.
Ma quali scarsi ricoveri, se proprio la carenza di posti letto per la continuità di cura, oggi determina un allarmante ingolfamento presso gli Ospedali della Rete, a loro volta privati di posti letto dalla infelice riorganizzazione, e conseguente affollamento presso i Pronto Soccorso in attesa che si liberi un posto per il ricovero!
Questi aspetti, insomma, dovrebbero particolarmente interessare il sindaco. Cioè, che fine farà la struttura, e tutta l'intera attività che viene svolta al suo interno. Quello di far morire per consunzione strutture e servizi sanitari è disegno ormai conosciuto, un cavallo di battaglia di questa fallimentare riorganizzazione basata esclusivamente sul taglio dei costi e sul ricavare risparmi. In questo caso, quello di togliere un pò alla volta l'attività sanitaria all'interno della città, facendo emigrare i propri cittadini in altri nosocomi o ambulatori ben distanti da Filottrano, è un duro ed immeritato colpo per Filottrano ed i suoi cittadini.

Ci attendiamo quindi una risposta immediata, che permetta di ristrutturare l'edificio e mettere in sicurezza pazienti e personale, affinché non ci costringa, ancora una volta, a ricorrere alle autorità competenti per un intervento.

A nome SALVATORE VISCIO (infermiere della POTES 118 di Filottrano) e GIACOMO MANCINELLI (infermiere dell'Ospedale "Carlo Urbani" di Jesi), entrambi Componenti R.S.U. - F.P. C.G.I.L. dell'Area Vasta 2.


Giacomo Mancinelli Componente R.S.U. – F.P. C.G.I.L. dell’Area Vasta 2




Questo è un articolo pubblicato il 12-04-2018 alle 10:12 sul giornale del 13 aprile 2018 - 1020 letture

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