Maiolati: discarica, il Comitato scrive al sindaco 'Preoccupazioni basate su dati scientifici non chiacchiere'

11/05/2018 - Ill.mo Sindaco, il suo ultimo comunicato stampa, non risponde nel merito a nessuna delle osservazioni e obiezioni che legittimamente le sono state mosse, sia cioè sul tema dello spreco di risorse pubbliche ne su quello della tutela della salute, ma si lascia andare ad apprezzamenti e insulti verso chi la pensa diversamente da lei e da anni si batte per mettere al primo posto la tutela della salute dei cittadini.

A tale proposito vogliamo pacatamente ricordarle che:
- Ancora una volta, si dimentica di un principio tanto importante quanto semplice, il “Principio di Precauzione” Art. 15 Conferenza sull'Ambiente e lo Sviluppo delle Nazioni Unite (Earth Summit) di Rio de Janeiro del 1992: “Al fine di proteggere l'ambiente, un approccio cautelativo dovrebbe essere ampiamente utilizzato dagli Stati in funzione delle proprie capacità. In caso di rischio di danno grave o irreversibile, l'assenza di una piena certezza scientifica non deve costituire un motivo per differire l'adozione di misure adeguate ed effettive, anche in rapporto ai costi, dirette a prevenire il degrado ambientale”. Il rispetto di tale principio e soprattutto dimostrare che le emissioni della discarica, seppure nei termini di legge, non generano danni alla salute dei suoi cittadini, non è un compito di questo Comitato ma di colui che la legge investe di questa autorità, cioè Lei sig. Sindaco.
- Noi non abbiamo mai parlato di terra dei fuochi, ma le abbiamo più volte ricordato che numerosi studi scientifici rilevano anche intorno alle discariche controlloate eccessi di morbosità e mortalità per numerose garvi patologie.
- Il documento ISDE (International Society of Doctors For Environment) del 12 Agosto 2015 al punto 5.1 dice testualmente: “Considerando soltanto le discariche per RSU ben gestite, uno studio osservazionale condotto in Italia, per un periodo di nove anni e in un’area che comprendeva otto Comuni (oltre 11.000 residenti) limitrofi a una discarica, ha mostrato eccessi di mortalità anche per malattie non neoplastiche (cardiovascolari, respiratorie, dell’apparato digerente e del sistema nervoso). Un altro studio condotto tra il 1995 e il 2000 su una vasta area della Toscana (sei discariche localizzate in cinque diverse province) ha rilevato eccessi di mortalità per malattie cardiocircolatorie e cerebrovascolari, per tumori maligni del sistema ematolinfopoietico, del fegato e della vescica. E’ stato inoltre riportato un aumentato rischio di malformazioni congenite in popolazioni residenti in prossimità di discariche. Una revisione della letteratura ha segnalato un incremento di rischio pari al 2% per l’insorgenza di anomalie congenite e del 6% per basso peso alla nascita nella popolazione residente entro due chilometri di distanza da discariche di rifiuti. L’incremento del rischio è risultato essere maggiore nel caso di discariche di rifiuti tossici …”.
Questo solo per ricordarne alcuni, del resto non passa giorno che non vengano pubblicati nuovi studi sulla correlazione strettissima tra agenti inquinanti e impatto negativo sulla salute umana.
- Le ricordiamo inoltre che alcune sentenze della Corte Costituzionale hanno sancito il cosiddetto “Effetto Cumulo” con il quale si riconosce che si deve considerare l’effetto cumulativo delle emissioni provenienti da diversi impianti insistenti nello stesso territorio. La presenza di numerosi impianti di varia natura determinano l’infrazione delle norme antinquinamento, questo riteniamo il nostro caso.
- Lei non ha mai prodotto nessun documento degli organi preposti ARPAM e ASUR che attesti quanto da Lei asserito cioè che le emissioni della discarica non impattino negativamente sulla popolazione del territorio.
- A tale proposito anzi le ricordiamo che nel documento congiunto ARPAM e ASUR (prot. 37630 del 22/02/2016) prodotto in occasione della bocciatura da parte della Provincia del famoso “Progetto di ampliamento in orizzontale” viene detto: “..Per quanto di competenza epidemiologica dall’analisi dei dati disponibili (cfr report epidemiologico ARPAM SEA del 16.02.2016) con specifico riferimento alle patologie che sono state riportate in letteratura come potenzialmente associabili all’esposizione alle discariche e all’amianto e al livello di evidenza epidemiologica che risulta sufficiente solo per i tumori della pleura, si rileva a Castelbellino un eccesso di mortalità, nel periodo analizzato per tumore maligno dell’ovaio, con numeri estremamente ridotti, e per tumore maligno alla prostata. Sempre per i decessi a Maiolati Spontini si riscontrano eccessi di mortalità per tumore della trachea, bronchi e polmoni nelle femmine, per melanoma nei maschi e per tumori emolinfopoietici in entrambi i sessi.
La situazione dei ricoveri ospedalieri è più articolata e si rilevano eccessi di ricoveri dei residenti a Castelbellino per tumori maligni del colon-retto- ano e del pancreas nelle femmine e dell’apparato respiratorio e digerente anche nei maschi.
Si riscontrano eccessi di ricoveri ospedalieri dei residenti a Maiolati Spontini in particolare nel genere femminile per tumori maligni del colon retto, per tumori maligni del tessuto connettivo e di altri tessuti molli, per tumore maligno della pleura e per le malattie dell’apparato respiratorio specie nei maschi. Le presenti osservazioni non possono ne vogliono ipotizzare un nesso di causalità tra la residenza nei due comuni e l’eventuale vicinanza/ricaduta dell’impianto in oggetto.
Limitatamente agli eventi indagati lo stato di salute che scaturisce da questi risultati porta a ritenere necessaria una particolare attenzione e il controllo di eventuali nuovi e aggiuntivi contributi alle pressioni ambientali nell’area. Si evidenzia pertanto l’opportunità di programmare approfondimenti su alcune problematiche sanitarie quali i tumori maligni della pleura per escluderne le cause ambientali, di verificare la fattibilità di una indagine su piccola area e della necessità di mantenere attive adeguate azioni di monitoraggio definite dagli Enti titolari dell’ attività indagine in materia..
”.

Lei, quindi anziché programmare con gli altri Sindaci del territorio gli approfondimenti suggeriti sopra, relativamente alle problematiche sanitarie degli abitanti del territorio, cosa fa?
Lavora ad uno studio di fattibilità per rimuovere la copertura della vecchia discarica oramai “tombata” per inserirci altri metri cubi di rifiuti speciali.
Sig. Sindaco ci permettiamo ancora una volta di dirle che farebbe meglio, a cimentarsi, in qualità di autorità sanitaria in continui solleciti presso le autorità competenti unitamente agli altri sindaci della zona, affinché questi effettuino uno studio epidemiologico e una valutazione di impatto sanitario della discarica “La Cornacchia”, nonché una ripresa dei lavori del registro tumori che stranamente si sono bloccati, piuttosto che in reiterati comunicati che non dimostrano assolutamente nulla se non la sua incapacità di far fronte alle richieste della popolazione del territorio su cui insiste la discarica.
L’attività della discarica ha esaurito la sua originaria funzione di raccolta dei rifiuti del nostro territorio e ha ormai esclusivamente uno scopo speculativo, anche per questo il Comitato chiede che venga rispettata la chiusura prevista entro il prossimo anno e coglie questa occasione per esprimere la totale solidarietà a Claudio Conti per gli attacchi immotivati da Lei fatti.


da Comitato difesa diritti civici, legalità e beni comuni






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-05-2018 alle 12:21 sul giornale del 12 maggio 2018 - 3510 letture

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