Mons. Gerardo Rocconi, il Vangelo di domenica 13 maggio 2018

12/05/2018 - Dal Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». Parola del Signore

PENTECOSTE, DONO DELLO SPIRITO SANTO
Oggi la Chiesa celebra la Festa di Pentecoste. il giorno in cui si è compiuta la promessa di Gesù, riguardo al dono dello Spirito Santo. Luca nel libro degli Atti degli apostoli ci racconta la manifestazione dello Spirito Santo: descrive tale evento accompagnato da fragore, vento che si abbatte impetuoso, lingue come di fuoco che si posano sulla Chiesa nascente. E’ un linguaggio che ci vuol dire la libertà, la forza, l’amore dello Spirito Santo. Lo Spirito che scende anzitutto sconfigge la paura. Dinanzi alla folla che si è radunata al sentire tutto quel fragore, gi apostoli parlano liberamente e con coraggio, annunciando Gesù, la sua resurrezione dai morti e indicandolo come l’unico salvatore del mondo.

L’OPERA DELLO SPIRITO SANTO
Lo Spirito venendo produce i suoi frutti. Li descrive San Paolo nella lettera ai Galati: amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà,mitezza, dominio di sé. Questi sono i frutti dello Spirito, cioè sono suoi doni, è quanto lui opera in chi lo accoglie. Mediante la sua opera lo Spirito permette di vivere quella vita nuova propria di chi è risorto con Cristo.
E’ quella vita nuova che esce dalla Babele delle divisioni, delle inimicizie, degli odi e rancori, del disordine e del vizio, dell’egoismo e dell’arroganza.
E’ quella vita nuova che è possibile vivere a meno che non si scelga di vivere secondo i desideri del mondo, cosa sempre possibile per paura, per pigrizia, per cattiva volontà.
Ecco perché è importante aprire il cuore allo Spirito Santo che ci è donato. E’ importante invocarlo, supplicarlo.

VIENI SPIRITO SANTO
Sì, è importante invocare lo Spirito Santo. Oggi la liturgia ci presenta quello stupendo inno che si legge dopo la seconda lettura: potrebbe essere una preghiera che si sa a memoria e si ripete ogni mattina. Inizia così: Vieni Spirito Santo, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce. E poi lo Spirito viene invocato con quegli appellativi che indicano la sua opera: padre dei poveri, datore dei doni, consolatore e avvocato, ospite dell’anima, riposo nella fatica, riparo nel caldo, conforto nel pianto. Quindi gli si chiede di agire: porta via lo sporco di una coscienza inquieta, bagna ciò che è arido, guarisci le ferite, piega ciò che resiste alla volontà di Dio, scalda il cuore gelido, raddrizza le vie contorte.

LO SPIRITO SANTO PRESENTE NELLA CHIESA
Gesù, promettendo lo Spirito Santo agli Apostoli, aveva detto che lo Spirito li avrebbe illuminati, aiutati a comprendere il senso della sua passione e morte, li avrebbe illuminati sul progetto di salvezza di Dio e li avrebbe sostenuti nella loro missione verso l’umanità intera. Tutto questo lo possiamo dire anche per noi, oggi. Infatti è lo Spirito Santo che ci permette di rivolgerci a Dio e gridargli Abbà, cioè Padre. Di conseguenza è lo Spirito santo che ci permette di rivolgerci agli uomini e chiamarli fratelli miei.
E’ lo Spirito santo che ci fa Chiesa, popolo di Dio, ed è ancora lo Spirito Santo che ci incoraggia nel donare Gesù e ci permette di portare il peso di una testimonianza non sempre facile.
E’ lo Spirito santo che ci suggerisce le parole da dire per parlare di Gesù ed è ancora lo Spirito Santo che mette in noi una profonda nostalgia di Dio, un grande desiderio di dare un senso forte alla vita, un bisogno di vivere non ricurvi a terra ma protesi alle cose eterne.
E’ lo Spirito santo che suscita vocazioni e disponibilità al servizio del vangelo, è lo Spirito santo che rende capaci di amare in qualunque parte o situazione ci si trovi.
E’ lo spirito santo, dono di Gesù risorto, che è capace di far fiorire questo deserto e farlo diventare un giardino.
Sempre, però, che gli diamo la possibilità di agire, che gli siamo docili e che ci lasciamo condurre là dove ci spinge. Vieni, Spirito Santo, rinnovaci, convertici.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-05-2018 alle 16:33 sul giornale del 14 maggio 2018 - 377 letture

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