BCC Ostra Vetere: il dr. Claudio Carbini è nuovo presidente, successore di Giuseppe Minghi

16/05/2018 - Dr. Carbini, sarà una Presidenza nel segno della continuità o del cambiamento? Sicuramente della continuità. D’altro canto dopo aver ricoperto per molti anni la carica di Vice Presidente contribuendo a definire le scelte strategiche del Consiglio di amministrazione non potrebbe essere diversamente.

Certo la Banca si appresta ad affrontare una scelta epocale, poiché nel corso dell’anno arriverà a compimento la riforma del Credito Cooperativo, ma la vera sfida sarà proprio quella di rimanere cementati ai nostri valori continuando a fare bene la Banca del territorio.

Per quanto riguarda le fusioni cambierà la strategia della Banca ?
No. Anche nell’ultimo mese è stata annunciata l’ennesima fusione tra due Bcc con sedi nella nostra Regione. In realtà sono incorporazioni di banche in evidente stato di difficoltà, pertanto senza pari dignità tra le parti, con un piano industriale finalizzato a ripristinare, in tempi rapidi, criticità diffuse. La nostra Banca continua a dimostrare la sua solidità patrimoniale e la crescita in termini di volumi e di clientela, ma non per questo non siamo disponibili a verificare eventuali progetti di fusione che ci consentano di conseguire valore a favore sia dei nostri Soci che di tutta la collettività di riferimento.

Il Bilancio 2017 presentato ai Soci il 25 aprile u.s. ha evidenziato numeri di tutto rispetto.
I buoni risultati conseguiti negli ultimi esercizi, hanno permesso alla Banca di allinearsi ai migliori indicatori espressi dal sistema bancario nazionale. Riprova ne è l’ennesimo riconoscimento attribuito alla Bcc per la capacità commerciale, premio consegnato nelle mani del Responsabile Area Finanza, una settimana fa a Madrid. Ciò che più conta è comunque constatare quotidianamente il gradimento che riscontriamo tra i nostri Soci, le loro famiglie e le imprese che operano sul nostro territorio.

Il segreto del successo della Bcc di Ostra Vetere?
Non esiste un segreto. Esiste lavoro serio e competente con una visione chiara e definita a tutti i livelli che ha sempre percepito la Banca come “patrimonio collettivo” e, come tale, da preservare e pronto da consegnare a coloro che in ogni momento sarebbero potuti subentrare. Nel decennio più difficile della storia del sistema bancario, la nostra Banca non solo non ha mai evidenziato criticità gestionali, ma è sempre riuscita a perseguire i propri valori, la solidarietà, la mutualità, il radicamento in questo territorio. Vogliamo continuare ad essere una “buona Banca” per tutta la Collettività.

Nell’attuale contesto economico che vede player sempre più grandi, le banche locali hanno ancora un ruolo?
Leggevo pochi giorni fa in una intervista rilasciata da un alto Responsabile di una grande Banca che opera sul nostro territorio, disquisire sul fatto che la piccola dimensione rappresenti un punto di debolezza in termini economici. Con umiltà mi permetto di dissentire e sostenere con convinzione che piccolo può essere bello. Basta stare al passo con i tempi interpretandone ed adeguandosi ai cambiamenti. Il tutto senza perdere di vista le proprie radici. Forse è proprio questa la vera discriminante! Sono certo che in un territorio come il nostro, che più di ogni altro ha pagato in termini di “credito tradito”, le banche locali rappresentino il punto di ripartenza.







Questo è un MESSAGGIO PUBBLICITARIO - ARTICOLO A PAGAMENTO pubblicato il 16-05-2018 alle 00:01 sul giornale del 17 maggio 2018 - 831 letture

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