Lettera di un cittadino, San Giuseppe e il Centro Ambiente

18/06/2018 - La redazione riceve e pubblica la lettera aperta di un cittadino rivolta al Sindaco, alla Giunta Municipale, ai gruppi e consiglieri comunali, ai comitati per il recupero del quartiere San Giuseppe, ai comitati ‘no Torre Erap’, dal titolo: "Il mostro, il progetto e la città (atto secondo): tutto tace .... ma ...ecco spuntare un possibile ‘vero mostro’".

Leggo, oggi, dell’incontro dell’Amministrazione con i cittadini di San Giuseppe che ha avuto quali temi, oltre alla questione della torre ERAP, l’ipotesi di riqualificazione ed ampliamento del Centro Ambiente con la previsione di localizzare negli spazi dell’ex mattatoio un centro per il deposito e lavaggio dei cassonetti, il ricovero degli scuolabus e dei servizi accessori.

Queste mie note, scritte qualche giorno fa (forse un presentimento) possono rappresentare un ulteriore contributo al dibattito emerso nell’incontro.
Successivamente all’acceso dibattito sulle priorità del quartiere San Giuseppe in merito alla realizzazione della cosi detta Torre Erap, anche in relazione alla mia intervista apparsa su Jesi e la sua Valle, il Sindaco aveva assunto l’impegno, in Consiglio Comunale, di riprendere in considerazione il progetto iniziale del Campus Boario per la parte relativa alla modifica della viabilità nel quartiere San Giuseppe (doppio senso su via Setificio) e semi-pedonalizzazione di via San Giuseppe e per la realizzazione del parco Granita. In quell’intervista suggerivamo, inoltre, alla Amministrazione, ai comitati di quartiere e alla città tutta di porre la massima attenzione oltre che alla questione della riqualificazione della parte di via Tessitori alla situazione di criticità ambientale rappresentata dalla localizzazione nell’area adiacente all’ex mattatoio del centro di raccolta dei rifiuti e dalle possibili future destinazioni di quelle aree.
In un passo significativo dell’intervista chiedevamo di valutare possibilità e costi per spostare il centro di raccolta dei rifiuti, che riteniamo, anche in base alla normativa sulla localizzazione di tale servizio, non possa rimanere nel centro della città. Un po’ di tempo è trascorso e dalle informazioni raccolte e confermate dalla A.C. nell’incontro con i cittadini emerge che l’Amministrazione Comunale sta procedendo alla approvazione di atti e richieste di finanziamenti regionali per opere di ‘adeguamento del Centro Ambiente’ che lascerebbero intendere la volontà di un potenziamento dello stesso centro.
Nello specifico l‘Amministrazione ha elaborato in data 15/05/2017 un progetto dal titolo ‘Lavori di adeguamento ed ampliamento Centro Ambiente – Lavori per migliorie e completamento’ nel quale l’area gestita da Jesi Servizi viene ampliata fino a comprendere tutta l’area dell’ex mattatoio nella quale si prevede di realizzare il deposito e lavaggio dei cassonetti e una rimessa - parcheggio degli scuolabus con dotazione di servizi accessori per i conducenti degli stessi. Sappiamo tutti cosa rappresenti in termini di inquinamento, di degrado, di sottrazione di spazi al quartiere il mantenimento del Centro Ambiente in quella area; immaginiamo cosa potrà succedere quando l’area tutta sarà destinata alle funzioni sopra descritte.
Avremo un incremento di traffico su via Granita conseguente all’andirivieni degli Scuolabus; un incremento delle polveri e degli odori provenienti dallo stoccaggio e lavaggio dei cassonetti; un potenziamento del centro raccolta rifiuti con incremento di tutte le criticità tra i quali traffico su viale Don Minzoni, polveri e cattivi odori e tutto quei disagi che i cittadini di quel quartiere conoscono bene.

In quell’area sono localizzate funzioni pubbliche quali: strutture scolastiche (scuola media, elementare e materna); di spazi aperti di gioco e socializzazione per anziani; un campo di calcio; un parco alberato.
Queste funzioni, il cuore pubblico di un intero quartiere si troverebbe a vedersi sottratti quegli spazi aperti che rappresentano il naturale completamento di quella serie di spazi e funzioni pubbliche che da porta Valle vanno al torrente Granita.
In quegli spazi si pensa di realizzare la ‘discarica’ della città? E’ questo che l’Amministrazione vuole?

Per impedire questo va posta particolare attenzione a che non si verifichi quanto accaduto con la cessione dell’area ERAP per edilizia economica e popolare nell’area del parco del Granita. L’eventuale cessione o concessione della aree di proprietà della STU Campo Boario a Jesi Servizi, ipotizzabile come una possibile soluzione dei problemi finanziari che affliggono questa società, in realtà rappresenta, come la cessione dell’area all’Erap, un punto di non ritorno per l’Amministrazione, per il quartiere San Giuseppe e per la città.
Senza entrare qui in una analisi dei problemi finanziari delle società partecipate dalla A.C. crediamo che le ipotesi e le scelte illustrate nell’incontro con i cittadini, avvenuto la settimana scorsa, e quanto ipotizzabile in base agli atti preliminari approvati prefigurino l’arrivo ad quel punto di non ritorno.
Nell’incontro si afferma che i costi del trasferimento del Centro Ambiente al di fuori del centro abitato, come prescritto dalle normative vigenti, non siano sostenibili da questa Amministrazione; eppure sappiamo che nella precedente amministrazione è stato elaborato un progetto per lo spostamento del Centro Ambiente che attingeva a finanziamenti pubblici agevolati ed era considerato realizzabile. Perché, visto che l’Amministrazione è la stessa, non si è proseguito in quella direzione? Sarebbe sufficiente e risolutivo rielaborare quel progetto in un nuovo progetto che riproponga quella o un’altra scelta su una delle aree di proprietà comunale (l’area prevista nel precedente progetto risulta di proprietà della ‘Progetto Jesi’ e, forse, è ritornata nella disponibilità dell’Amministrazione).
Questa proposta, da perseguire con tutta la forza e la volontà di partecipazione che gli abitanti di San Giuseppe, i comitati, e i cittadini sanno esprimere, permetterà di capire fino in fondo se l’Amministrazione in carica vuole confermare la volontà di perseguire, quale obbiettivo prioritario, una vera riqualificazione del quartiere.
I residenti, i comitati, le forse politiche tutte debbono pretendere e volere la massima trasparenza da parte dell’Amministrazione con l’obbiettivo di mantenere e restituire quelle aree alla collettività..

Tutti sanno che il progetto originario, finché è rimasto quello voluto dai cittadini, prevedeva per questi spazi il totale mantenimento della proprietà pubblica e localizzava in questi funzioni pubbliche.
Per illustrare quanto sta succedendo proponiamo due tavole grafiche esplicative di quello che dovrebbe e di quello potrebbe avvenire. Nella numero 1 troviamo l’originaria destinazione ad uso pubblico di tutte le aree che vogliono essere e rappresentare, quale naturale approdo del parco del Granita, il completamento del recupero degli spazi pubblici del quartiere San Giuseppe. Nell’area dell’ex mattatoio andranno a realizzarsi, come previsto, il centro di quartiere (casa delle culture) con la dotazione di tutti i servizi accessori localizzati negli edifici che rappresentano il corollario dell’edificio principale.
L’area attualmente occupata dal Centro Ambiente diventa elemento cardine quale segno della presenza istituzionale ed amministrativa della città (sede dei vigili urbani, sede amministrativa per Jesi Servizi, anagrafe, ed altro).
Nella tavola 2 troviamo l’ipotesi o l’intenzione dell’Amministrazione di sottrarre (ci sentiamo di usare questo termine) al quartiere ed alla città un’area di circa due ettari (17.500 mq circa) sulla quale mantenere e potenziare il Centro Ambiente con accesso da Viale Don Minzoni, realizzare lo stoccaggio e l’impianto di lavaggio dei cassonetti, realizzare il parco-parcheggio degli scuolabus con accesso da via Granita che nel progetto originario era pensata come strada a traffico limitato.
In sostanza nel quartiere San Giuseppe si sta giocando e realizzando una cruciale partita che potrà ipotecare il futuro stesso del quartiere.

Chiediamo alla Amministrazione Comunale, ai consiglieri comunali, ai comitati, ai cittadini di pronunciarsi e di esprimersi su queste nostre considerazioni. Questo crediamo possa essere, a ragione, identificato come il vero ‘mostro’ che minaccia il quartiere.

Lettera firmata da Pietro Cacciani, cittadino di Jesi





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-06-2018 alle 17:49 sul giornale del 19 giugno 2018 - 2771 letture

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