Nella giungla delle città, l'irruzione del reale: tre spettacoli su convivenza, accoglienza e diritti

09/07/2018 - Al via tre spettacoli, il primo dei quali in partenza martedì 10 luglio nelle città di Senigallia, Jesi e Ancona; sono la restituzione pubblica, in tre tappe e in tre diverse modalità, dei laboratori teatrali multiculturali gratuiti rivolti ai migranti di I e II generazione realizzati in queste città negli scorsi mesi grazie al bando Migrarti del Mibact, vinto da Sonia Antinori con l'Associazione Malte, ed il patrocinio dei tre comuni.

Associazione MALTE (Musica Arte Letteratura Teatro Etc.) in partenariato con ACADS (Associazione Culturale Arancia Donna Subsahariana), Casa delle Culture di Ancona, Free Woman Onlus, La Gemma Onlus, IRS l'Aurora Cooperativa Sociale, Vivere Verde Onlus e con la collaborazione di Regione Marche, Assemblea Legislativa delle Marche, Comune di Ancona, Comune di Jesi, Comune di Senigallia, CPIA Ancona, ANPI Comitato Provinciale Ancona, Museo Tattile Statale Omero, Ambasciata dei Diritti delle Marche, Istituto Comprensivo Federico II di Jesi, Odòs Società Cooperativa Sociale, Ya Basta Marche, Spazio Comune Autogestito TNT, Comunità Bengalese di Jesi, presenta

NELLA GIUNGLA DELLE CITTA', L'IRRUZIONE DEL REALE / 1. IL CASTELLO
Progetto Vincitore MigrArti Spettacolo 2018
10 luglio ore 21.00 e 22.00 – Rocca Roveresca a Senigallia
Ingresso libero – Prenotazione obbligatoria: senigallia@beniculturali.it – 071/63258

14 Luglio ore 21.30 – Piazza Federico II a Jesi 2. LA PIAZZA

19 Luglio ore 21.30 – Corte della Mole Vanvitelliana ad Ancona 3. LA PORTA

Le nostre città stanno cambiando. Sono cambiate. Ma è difficile che Amehd incontri Pietro e Raissa Maria. Ci si guarda da lontano. Qualche volta ci si scontra apertamente. Ma chi è quello che incrocio sulla piazza davanti al supermercato? Chi è quella col velo che cammina di fronte a casa mia? Brecht negli anni Venti ha scritto un testo sulla boxe, su uomini che diventano nemici perché cercano nemici, senza una ragione, forse solo per capire chi sono. Dove finisce l'altro, lì ci sono io. Un po' così. Ma allora è la giungla, la giungla delle città.

Concepito nell'ambito del Bando MigrArti 2018, indetto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per la valorizzazione delle culture immigrate e lo sviluppo del dialogo interculturale, il lavoro è stato sviluppato dalla Compagnia Malte in collaborazione con cooperative sociali e associazioni culturali italiane e straniere con immigrati di I e II generazione di diverse provenienze geografiche, tra cui Bangladesh, Pakistan, Russia, Venezuela, Costa d'Avorio, Guinea, Nigeria, Camerun, Mali, Senegal.

Attori e pubblico si confronteranno su convivenza civile, accoglienza e diritti in tre serate nelle quali i conflitti vengono messi a nudo e le conclusioni sommarie superate da una contronarrazione sulla mutazione sociale in atto dalla viva voce dei testimoni.

Il lavoro comprende appuntamenti con i tre gruppi nati nell’ambito dei laboratori di Senigallia, Jesi e Ancona da fruire singolarmente e/o in sequenza: Senigallia (10 luglio alla Rocca Roveresca, con doppia replica alle 21.00 e 22.00 a prenotazione obbligatoria), Jesi (14 luglio in Piazza Federico II alle ore 21.30), Ancona (19 luglio nella Corte della Mole Vanvitelliana nell’ambito della Rassegna ‘Sensi d’estate’ alle ore 21.30) con altrettante tappe di questo appassionante viaggio teatrale.

I TRE SPETTACOLI

1. IL CASTELLO Anche nell’era della rivoluzione mediatica, l’arte continua a indagare il mondo reale. Il teatro poi permette di rappresentare la complessità umana attraverso la moltiplicazione dei punti di vista. “Il destino dell’uomo è l’uomo” sosteneva Brecht, nell’intento di capire e far capire azioni umane, pulsioni e istanze a esse sottese. E’ con questi presupposti che sono partiti i tre gruppi teatrali Jungle People, esperimenti laboratoriali con immigrati e migranti, impegnati in una vera e propria palestra di democrazia attraverso lo studio de Nella giungla delle città, un lavoro di Bertolt Brecht sulla natura antagonista dell’essere umano. ll primo appuntamento, a Senigallia, è un lavoro site specific e itinerante espressamente concepito nelle stanze della Rocca Roveresca, con le sue suggestive atmosfere. Le voci dei testimoni che raccontano le loro storie si intrecciano qui a modelli narrativi classici in un’esperienza immersiva ambientata in uno spazio labirintico che allude al grande meccanismo della Storia e al suo rapporto perverso con il singolo.

2. LA PIAZZA Nella giungla delle città. L’irruzione del reale prende a pretesto il lavoro del drammaturgo tedesco per avviare un confronto a partire dal principio di universalità che è il fondamento della civiltà europea. La comprensione dell’altro come depositario di regole e valori differenti comporta necessariamente una messa in discussione del proprio punto di vista, un problema di coscienza e di diritto: una polarizzazione in cui legge e comandamento morale sono contrapposti. In un clima esacerbato in cui il tema dell’incontro con l’altro si trasforma di giorno in giorno nella sua variante più aggressiva di conflitto con l’altro, riaffiora la necessità di affrontare il tema della tolleranza. Nel secondo momento del lavoro, proporrà uno spettacolo popolare, non a caso collocato nella magnifica cornice di Piazza Federico II, simbolo della vicenda federiciana e della sua visione di governo sovranazionale emulticulturale. Qui il gioco scenico prende a prestito le forme e i colori del mercato, della piazza, della festa e del carnevale in una rappresentazione del mondo esagerata e muscolare, vitalistica e disperata, in un dialogo fatto di voci, corpi, impulsi che spingono alla riformulazione di una sorta di oggettività post-culturale, umana, appunto.

3. LA PORTA Gli immigrati dei nostri territori vivono una condizione di separazione. Pur abitando nei nostri quartieri, essi vengono guardati con sospetto: nelle città crescono muri invisibili. Il loro desiderio di raccontarsi trova raramente spazio. Isolamento e ghettizzazione ostacolano naturali processi di conoscenza reciproca, alla base di ogni politica di inclusione. E’ per questo che le azioni sceniche sono state espressamente ideate per siti di alto valore estetico e simbolico, così da articolare una drammaturgia spaziale che, nel presentare tre elementi architettonici classici (il castello, la piazza e la porta), connota l’azione intrapresa come paradigmatica di una nuova città ideale, aperta, accogliente. Il terzo dei tre appuntamenti ha trovato collocazione all’interno della struttura del lazzaretto, nella Mole vanvitelliana: spazio ampio e circoscritto al tempo stesso, sorta di castello sotto il cielo, che ben esprime l’idea sintetica del nostro viaggio attorno al tema di una società rinnovata. E in questo spettacolo da palco termina l’avventura di questi attori non attori alla ricerca di un teatro della realtà, di una nuova forma d’arte che possa mettere insieme piano estetico e contenuto, restituendo il teatro al suo primato: quello dell’immediatezza.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-07-2018 alle 18:39 sul giornale del 10 luglio 2018 - 756 letture

In questo articolo si parla di spettacoli

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