Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di domenica 2 settembre

5' di lettura 03/09/2018 - Dal vangelo secondo Marco.

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto,insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo». Parola del Signore

COME MAI I TUOI DISCEPOLI NON SI LAVANO LE MANI?
Dopo la lunga lettura sul Pane di Vita che ci ha accompagnato per 5 domeniche, oggi riprendiamo il Vangelo di Marco. Si riuniscono farisei e scribi venuti da Gerusalemme. Questa gente importante vuol parlare con Gesù. Ma noi conosciamo come il loro atteggiamento non era benevolo e pertanto aspettano di vedere Gesù in contraddizione o di poter accusarlo di qualche cosa. E l’occasione non si fa attendere. I farisei vedono i discepoli di Gesù che prendono il pane senza lavarsi le mani. Come mai, accusano, si comportano così, non fanno le abluzioni rituali, cioè non si lavano le mani? Sia ben in chiaro che la posta in gioco non è l’igiene, bensì l’osservanza delle regole. Certo, ogni regola nasce con un significato buono, quello di aiutare a vivere intensamente la propria fede. Ma in Israele ormai si erano ammucchiate tante regole, tante tradizioni che non avevano più niente a che vedere con la Parola di Dio. Erano tradizioni degli uomini, ma difese dai farisei. Ecco allora che Gesù prende l’occasione per spiegare cosa si attende il Signore da noi e cosa non vuole.

IL CUORE DI QUESTO POPOLO E’ LONTANO DA ME
E Gesù inizia il suo insegnamento con una provocazione. Applica a quella gente una frase di Isaia: “Questo popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore è lontano da me”. Dio non sa che farsi di un culto fatto solo di labbra in contrapposizione ad un culto del cuore. Il culto del cuore è l’obbedienza e l’accoglienza degli insegnamenti del Signore. Insegnamenti che arrivano dall’ascolto della sua Parola. Pertanto il primo atteggiamento giusto è conoscere, amare, gustare la Parola del Signore. Non esiste alcun insegnamento degli uomini da poter anteporre alla Parola del Signore. Dopo aver indicato che l’ascolto sincero, docile, con la volontà di capire e obbedire è già culto a Dio, Gesù spiega cosa contamina l’uomo, cosa lo rende impuro.. E Gesù afferma che non esiste nulla che, dal di fuori, possa contaminare l’uomo. Semmai ciò che contamina l’uomo è ciò che di cattivo esce dal suo cuore, le sue scelte sbagliate, il peccato. E Gesù fa un elenco di scelte sbagliate che rovinano l’uomo rendendolo non gradito a Dio: prostituzioni, furti, omicidi, adulteri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Ovviamente non è un elenco completo Si tratta di esempi, ma esempi chiari per dirci che il vero male è solo il peccato, cioè l’andare contro la Parola di Dio.

UN CUORE DOCILE E FEDELE AL SIGNORE
E allora chiediamoci: qual è il culto autentico che ci rende graditi al Signore? Voglio sottolineare 5 cose, ovviamente solo a titolo di esempio.
1- Innanzitutto l’ascolto e la docilità alla parola di Dio. La nostra vita di fede può crescere solo in un confronto docile e obbediente con la Parola di Dio.
2- In secondo luogo deve essere respinta ogni forma di peccato. In San Paolo leggiamo: Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se ne parli tra voi, come si addice a santi (Ef 5,13). Con quanta decisione il cristiano deve abbandonare ogni forma di peccato.
3- In terzo luogo il Signore ci chiede di mettere il cuore in ciò che facciamo. La serietà della nostra preghiera e dei nostri riti liturgici si misura dal cuore, dall’amore.
4- In quarto luogo il Signore chiede l’attenzione agli ultimi, tant’è vero che Pietro dice: Conservate tra voi una grande carità: la carità copre una moltitudine di peccati
5- La quinta cosa che voglio sottolineare come importante per essere graditi a Dio è far sì che nulla nella nostra vita prenda il posto di Dio, diventi un idolo. Insomma nulla va anteposto all’amore di Dio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-09-2018 alle 14:05 sul giornale del 04 settembre 2018 - 352 letture

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