Chiaravalle: prosegue la rassegna 'Se c'è una strada sotto il mare'

07/09/2018 - Ospiti della seconda serata la Reunion Jazz Band e il giornalista Marco Benedettelli.

Dopo averci fatto ascoltare le canzoni di Michele Donati e permesso di conoscere la Scuola di Pace di Senigallia attraverso la testimonianza di Giorgio Candelaresi e Giuseppe Santoni, venerdì 7 settembre la rassegna di musica e incontri d’autore “Se c’è una strada sotto il mare” (in programma alle ore 21.15 nel cortile sul retro della Biblioteca Comunale) ci catturerà a ritmo di swing con la Reunion Jazz Band e ci porterà nel cuore del fenomeno migratorio con il libro-inchiesta “Chi brucia. Nel Mediterraneo sulle tracce degli harraga” del giornalista Marco Benedettelli, a dialogo con Valerio Cuccaroni.

A formare la Reunion Jazz Band sono tre valenti jazzisti (la cantante Isabella Celentano, il contrabbassista Giordano Pietroni e il batterista Francesco Vitale) che, dopo anni di individuale carriera, si sono riuniti per far rivivere il loro quartetto jazz degli anni ’90; al loro fianco c’è oggi il giovane pianista Andrea Donzelli (subentrato al compianto Raffaele Giusti).

Il loro repertorio spazia tra standard jazz resi celebri da grandi interpreti quali Betty Carter, Sarah Vaughan, Anita O’Day e Carmen McRae. Marco Benedettelli ha collaborato come giornalista freelance con “Avvenire”, “il manifesto”, “D di Repubblica”, “Il Corriere della Sera” e varie altre testate (anche on line). Nel 2011, anno infiammato dalla Primavera araba, ha seguito di persona gli spostamenti, le speranze, le paure degli “harraga”: i migranti che, in fuga da povertà, guerre, dittature, bruciano i propri documenti per attraversare la frontiera e tentare una via d’ingresso in Europa. Ne è scaturito un lungo itinerario che lo ha condotto nelle zone nevralgiche delle migrazioni tuttora in atto nel Mediterraneo e di cui “Chi brucia” è l’appassionato diario di viaggio.

Francesco Favi, assessore alla cultura di Chiaravalle e promotore dell’iniziativa, spiega: “Chi lascia il suo paese non è un problema, chi lascia il suo paese ha un problema: questo pensiero di folgorante immediatezza appartiene a Ivano Fossati, così come da una sua canzone (“Mio fratello che guardi il mondo”) è tratto il verso che dà il titolo a questa rassegna. Per quanti muri possiamo costruire allo scopo di difendere le nostre fragili certezze, per quanto possiamo credere che l’identità vada salvaguardata attraverso dei confini o dei conflitti, sarà sempre l’acqua a decidere come e quando lasciarci passare”.

Nel probabile caso di maltempo, la serata si terrà presso il Teatro Valle (anziché nella Sala Piumini come inizialmente previsto).

Ingresso gratuito. Info: Ufficio Cultura (071.9499266) e Teatro Valle (071.7451020)








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-09-2018 alle 15:28 sul giornale del 07 settembre 2018 - 264 letture

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